Cagliari / Regione 24.12.2008
Confermo le dimissioni,
con la massima serenità possibile. Stanotte dormirò
bene, perché ho speso questi anni a dare il meglio di
me, nellinteresse dei sardi. Lascio la Regione in ordine,
più moderna, più consapevole, con nuove regole.
Lascio ma non scappo. Da dopodomani andrò i giro per
i paesi a raccontare ciò che abbiamo fatto. Con
queste parole lon. Soru ha chiuso, alle 22 e 10, di martedì
23 dicembre 2008 la sua esperienza alla guida della Regione,
confermando le dimissioni presentate il 25 novembre scorso,
in dissenso con alcuni consiglieri di maggioranza, che avevano
fermato lidea che il presidente aveva in testa sulla legge
urbanistica. Era un atteggiamento che contraddiceva il
governo del territorio e, per la prima volta, apriva una
falla politica allinterno della maggioranza. Una lunga
riflessione, poi la decisione, dopo un dibattito aspro, duro,
a tratti violento.
Un ringraziamento alle forze
politiche, soprattutto a quelle della maggioranza, per
lottimo lavoro che abbiamo fatto, insieme e un
augurio allassessore Mannoni che assume linterim
sino alle nuove consultazioni elettorali, previste per il
15 febbraio.
Un dibattito serrato, quello
che si è iniziato nel primo pomeriggio e si è
concluso con lintervento dellon. La Spisa, capogruppo
di Forza Italia. Toni bruschi (è stata la legislazione
degli inganni, delle menzogne) per ricordare lingresso
in politica di Soru, avvenuto con la violenza e labilità
di chi aspira al potere che annunciava la rivoluzione
con le bombe e si è esaurito in pochi petardi e qualche
fuoco dartificio. Oggi lultimo inganno, il goffo
tentativo di scaricare sullopposizione la responsabilità
di una crisi nata allinterno della maggioranza. Questo
eroe nuragico, la cui esperienza politica è
nata nelle stanze ovattate di una società piena di
debiti dovrà fare i conti con una economia in
affanno, con la povertà della gente, con le molte contraddizioni
che fa ritenere utile linterruzione anticipata della
legislatura.
In precedenza erano intervenuti
il capogruppo del Pd, on Biancu, che, elencando le cose fatte,
ha detto che i meriti di Soru vanno oltre i numeri perché
abbiamo trovato un dissesto finanziario di dimensioni superiori
a qualunque previsione". E stata una sfida difficilissima,
ma il centrosinistra ha saputo dare risposte concrete e coerenti
con il programma di sviluppo. Il risanamento della spesa pubblica,
la battaglia per le entrate, il lungo elenco delle riforme,
le risorse investite dimostrano la produttività della
Giunta. Non tutto è andato liscio. Ci sono stati contrasti,
anche accesi. Le dimissioni di Soru non costituiscono una
catastrofe ha detto ancora e preludono a un
rinnovato impegno del centrosinistra, per quanto permangano
i distinguo di diversi colleghi, che avevano portato
alle dimissioni del presidente.
Lon. Diana (An) ha ribadito
che il giudizio dei sardi è, invece, negativo, che
lo sviluppo si è fermato, la miseria è cresciuta
e lo stesso motivo delle dimissioni (considerato che la legge
urbanistica è sembrata a tutti un motivo occasionale)
conferma il giudizio severo del centrodestra. Se tutto funzionasse
alla perfezione, non si capirebbe il motivo di una decisione
così drastica.
Il coraggio del dubbio
è stato invocato da Balia (misto, socialista) perché
Soru facesse marcia indietro. Aveva detto, ad inizio di legislatura
che non si sarebbe mai dimesso. Ha cambiato idea, a causa
di un Pd sfilacciato, che ora si assume la maggiore responsabilità
nella competizione elettorale. La pressione mediatica dei
giornali nazionali svela tentazioni di speculazione politica;
ma si deve tenere conto che si vota in Sardegna, non in Italia.
Lon. Atzeri ha confermato
la disponibilità del PsdAz ad approvare subito
la Finanziaria per rispondere al bisogno della gente; ma ha
rifiutato letichetta di cementificatori, che Soru ha
usato a sproposito, per denunciare una situazione inesistente.
Il sostengo a Soru nella prossima
campagna elettorale è stato espresso dallon.
Salis (IdV), che giudica molto positiva questa esperienza.
La Regione si è data le regole ed ora può marciare
meglio.
Lon. Cuccu (Udc) ha detto
che si è verificata limplosione di un partito,
il Pd, che non riesce a nascere ed ha ritenuto niente affatto
trascurabile la questione urbanistica. Lultimo semaforo
verde del Piano paesaggistico era rivendicato dalla Giunta,
che lo sottraeva al Consiglio.
Infine lon. Lazi (Sinistra
autonomista) ha detto che la sua parte politica ha sempre
tenuto fede agli impegni ed ha insistito perché Soru
non confermasse le dimissioni. Inutilmente.
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