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Buggerru, affidati al Comune gli interventi per la difesa del porto
Previsto il prolungamento del molo più esterno dopo gli studi ordinati dalla Regione

Le opere per la razionalizzazione del bacino portuale e la difesa dall’insabbiamento, che in passato ha reso impraticabile per quasi cento giorni all’anno la struttura portuale


Regione 05.02.2009

La Regione ha affidato al Comune di Buggerru l’esecuzione degli interventi per la razionalizzazione del bacino portuale e la difesa dall’insabbiamento, insieme ai lavori di dragaggio dei fondali del porto, previsti nella delibera della Giunta regionale n. 18/21 del 26 marzo 2008. I 12 milioni di euro necessari per le opere andranno a valere sui fondi FESR del Por 2007–2013.
La delibera dell’anno scorso aveva fissato tutti i passaggi da seguire, a cominciare dalla progettazione preliminare da parte degli uffici tecnici dell’Assessorato regionale dei Lavori pubblici (la Progemisa SpA, quale Agenzia governativa regionale, era stata invece incaricata di procedere alla caratterizzazione dei sedimenti) corredata degli studi a carattere ambientale e paesaggistico dell’intervento.
Inoltre, la delibera 18/21 del 2008 aveva stabilito di procedere con immediatezza all’avvio dell’attività di dragaggio dei fondali del porto di Buggerru, in virtù delle norme acceleratorie contenute nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 gennaio 2008, che aveva nominato il Presidente della Regione quale Commissario delegato per l’emergenza concernente l’inquinamento delle aree minerarie dismesse del Sulcis-Iglesiente e del Guspinese.
A seguito dell’eccezionale mareggiata registrata nel febbraio 2003, il molo di sottoflutto del porto era stato seriamente danneggiato. Sin dai primi interventi di ripristino era apparso evidente che la struttura portuale era soggetta ad un sensibile fenomeno d’insabbiamento che ha ripetutamente compromesso l’agibilità del porto.
Gli studi hanno individuato i più opportuni interventi a difesa del bacino portuale dall’insabbiamento e dall’agitazione interna, a cominciare dal prolungamento del molo più esterno. La struttura portuale risultava impraticabile per quasi cento giorni all’anno; con questi interventi il porto risulterebbe decisamente più fruibile, in quanto si punta a ridurre i giorni in cui la struttura non è agibile a meno di venti all’anno.

Vinicio Capossela - Ph. Luca Giampetruzzi

 

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