Cagliari10.12.2009
È il 1889, eppure
si direbbe linizio del mondo. Michele Angelo e Mercede
sono poco più che ragazzini quando sincontrano
per la prima volta, ma si riconoscono subito: «lui fabbro
e lei donna». Quel rapido sguardo che si scambiano è
una promessa silenziosa che li condurrà dritti al matrimonio,
e che negli anni verrà rinnovata a ogni nascita. Dopo
Pietro e Paolo, i gemelli, arriveranno Gavino, Luigi Ippolito,
Marianna
La stirpe dei Chironi sirrobustisce e Nuoro la segue di
pari passo: se prima «la campagna e la roccia abitavano
insieme agli uomini, che avevano i ritmi dimessi del sole e
delle bestie», ora i pastori e i mercanti devono fronteggiare
quel fermento di modernità che pare voler travolgere
ogni cosa. Le strade cambiano nome e si allargano, accanto alla
pesa per il bestiame spuntano negozi e locali alla moda, e se
circolano più soldi nascono anche bisogni che prima non
cerano. Come i balconi da ingentilire lungo via Majore,
ad esempio, e Michele Angelo che sa del ferro come nessun
altro, ed è capace di toccare la materia con lo sguardo
prima di plasmarla si spezza la schiena in officina per
garantire prosperità alla sua famiglia. Ma «la
felicità non piace a nessuno che non ce labbia»,
e infatti quei Chironi venuti su dal nulla, così fortunati,
sono sulla bocca di tutti.
È linizio della stagione terribile: i gemelli vengono
trovati morti, i corpicini fatti a pezzi e nascosti in un cespuglio,
mentre la Prima guerra mondiale raggiunge anche Nuoro, e bussa
alla porta di casa Chironi proprio quando Gavino e Luigi Ippolito
taciturno e riflessivo il primo, deciso e appassionato
il secondo sono in età per essere arruolati
La voce unica di Marcello Fois squaderna il Novecento con una
forza poetica e infallibile, e ci consegna un romanzo che abbraccia
in un solo sguardo le storie piccole e quelle grandi, la luce
calda dei ricordi dinfanzia e le ombre fitte delletà
adulta. Lepica del quotidiano accompagna le sorti dei
Chironi a ogni pagina, seducendo il lettore con un racconto
in cui la memoria del sangue ciò che davvero,
sotterraneamente, tiene unita una famiglia si allea alla
potenza della letteratura. E ciascun personaggio sembra quasi
a proprio agio, sballottato dalle onde degli anni che sinseguono,
forse perché impegnato a cercare dietro di sé
il passato dal quale proviene umile o nobile, vero o
inventato che sia. Limportante è non cedere mai
di fronte alle sventure: «perché non cè
genia, da che mondo è mondo, che sia nata forte e invincibile
se nutrita di lacrime».
«Certo
Michele Angelo era arrabbiato contro questa sorte che con una
mano dava e con due prendeva, ma lui non piegava la testa, aveva
imparato che certe leghe cedono quando meno te lo aspetti, basta
un colpo in più. Il metallo è cosa viva, lui capisce
la mano che lo forgia.
Capisce il cuore di chi lo lavora».
Marcello Fois, nato a
Nuoro nel 1960, vincitore del Premio Italo Calvino 1992, vive
e lavoro a Bologna. Ha pubblicato molti libri, tra cui: Falso
gotico nuorese (Condaghes 1993), Picta (premio Calvino 1992)
e Gente del libro (Marcos y Marcos 1995-96), Il silenzio abitato
delle case (Mobydick 1996), Nulla (Il Maestrale 1997), Sheol
(Hobby &Work 1997), Sempre caro (Frassinelli e Il Maestrale
1998 e Einaudi 2009), Gap e Sangue dal cielo (Frassinelli
1999), Ferro Recente e Meglio morti (usciti negli «Einaudi
Tascabili» nel 1999 e nel 2000, già precedentemente
pubblicati da Granata Press), Dura madre (Einaudi, «I
coralli», 2001 ed «Einaudi Tascabili», 2003
), Piccole storie nere («LArcipelago Einaudi»,
2002), Sheol («LArcipelago Einaudi», 2004),
Memoria del vuoto (premio Super Grinzane Cavour 2007, premio
Volponi 2007 e premio Alassio 2007) e Stirpe (Einaudi, 2009).
Ha scritto due racconti per le antologie Crimini (Einaudi
Stile libero, 2005) e Crimini italiani (Einaudi Stile libero,
2008). Del 2008 è In Sardegna non cè il
mare (Laterza). Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie
Lultima volta che sono rinato.
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