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V^ rassegna de "I Luned́ con la Poesia"
ll quarto recital dedicato ai versi di Vincenzo Cardarelli
 


Alghero 18.12.2009
Il prossimo lunedì 21 dicembre sarà la volta del quarto appuntamento in calendario della stagione in corso con I Lunedì con la Poesia.
Pier Luigi Alvau leggerà ed interpreterà i versi di Vincenzo Cardarelli al di là degli stereotipi legati alle antologie di memoria scolastica.

Alvau non ha voluto rinunciare all'ultimo lunedì a ridosso del Natale, nonostante le iniziative ludiche e festaiole da cui, obbiettivamente, ha sempre mantenuto distanti le sue proposte.

Sarà questa l'occasione per uno scambio d'auguri con gli spettatori presenti a cui verrà consegnato, personalmente dall'artista, un pensiero tangibile per l'affezione dimostrata nel corso delle cinque edizioni de I Lunedì con la Poesia.

Durante la serata è annunciata inoltre una performance che esula dalla tradizionale impostazione dei Lunedì di Alvau.

Vincenzo Cardarelli nacque a Corneto Tarquinia, un piccolo paese di provincia di Viterbo, dove suo padre (Antonio Romagnoli), marchigiano d'origine, gestiva il buffet della stazione ferroviaria e qui trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza. Compì studi irregolari e formò la propria cultura da autodidatta. All'età di diciassette anni fuggì di casa e approdò a Roma dove, per vivere, fece i più svariati mestieri, fra i quali il correttore di bozze presso il quotidiano l'Avanti!. Su l'Avanti!, del quale divenne redattore, ebbe inizio, nel 1906, la sua carriera giornalistica. Collaborò a Il Marzocco, La Voce, la rivista Lirica, Il Resto del Carlino e, dopo gli anni della Prima guerra mondiale rientrò a Roma e, insieme ad un gruppo di intellettuali, fondò la rivista La Ronda attraverso la quale espresse il suo programma di restaurazione classica. Fu direttore della Fiera letteraria, insieme al drammaturgo Diego Fabbri. La sua fama resta legata alle numerose poesie e prose autobiografiche di costume e di viaggio. Fu un conversatore brillante ed un letterato polemico e severo, avendo vissuto una vita vagabonda, solitaria e di austera e scontrosa dignità. Suoi maestri sono stati Baudelaire, Nietzsche, Leopardi, Pascal, che lo hanno portato ad esprimere le proprie passioni con un senso razionale, senza troppe esaltazioni spirituali. La sua è una poesia descrittiva lineare, legata a ricordi passati di qualunque tipo, siano paesaggi, animali, persone e stati d'animo, che vengono espressi con un uso di un linguaggio discorsivo e nello stesso tempo impetuoso e profondo. Gli unici riconoscimenti che ha raccolto sono stati il premio letterario "Bagutta" nel 1929 con il libro Il sole a picco e nel 1948 il premio "Strega" per la prosa Villa Tarantola. In entrambi i casi però si è trattato di un successo di stima e sicuramente non di un'affermazione pubblica.

Dove: Alghero, Sala "Manno", Via Marconi n. 10
Quando: Lunedì 21 dicembre 2009, ore 20,30
Info: Alguer Cultura
tel. 349 3049093
e-mail: alguer.cultura@tiscali.it


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