| |
CONSIGLIO
REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA
SEDUTA 3 (3 fine)
<< Precedente
Cagliari, 26 marzo 2009
Prosegue il dibattito
sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione
Sanjust: rivedere subito
la legge statutaria per frenare i danni del presidenzialismo.
Legge elettorale e spoil system dei dirigenti tra le priorità.
Antonio Solis: dimenticate le zone interne. De Francisci:
riformare non significa tagliare
Dibattito vivace sulle dichiarazioni
del presidente Cappellacci. Il centrosinistra richiama la
triste eredità del 2004 lasciata dal centrodestra,
che, a sua volta, insiste sulla crisi economica frutto di
unazione di governo inadeguata da parte del centrosinistra.
Così lon. Sanjust (PdL) risponde allon.
Porcu: lelettorato ha premiato lopposizione. Evidentemente
le proposte del centrodestra sono state accolte da corpo elettorale.
Il presidenzialismo esasperato (la legge statutaria va immediatamente
corretta su questo punto; deve ristabilire un equilibrio tra
presidente e Consiglio) ha avuto effetti disastrosi che i
sardi hanno dimostrato di non gradire. La politica dellascolto
è un principio fondamentale della democrazia, non una
resa del Consiglio. La stagione delle riforme dovrà
affrontare altri nodi di grande spessore, dal nuovo Statuto,
alla legge elettorale con abolizione dellanacronistico
listino del presidente. Lon. Sanjust chiede anche la
semplificazione del Consiglio, riducendo il numero dei consiglieri.
È il tempo delle scelte fondamentali, ha
detto. Urgente anche lo spoil system per i dirigenti, non
per spirito di vendetta, ma per correggere scelte non corrette
e inserire professionalità più affidabili.
Due appunti per il presidente Cappellacci: un inserimento,
nel programma, delle politiche giovanili che devono essere
organiche al progetto e il riconoscimento del ruolo metropolitano
di Cagliari. Infine la sollecitazione perché si formi
la consulta di garanzia con lo scopo di valutare lesistenza
di qualsiasi conflitto di interessi perché sulletica
pubblica non si faranno sconti a nessuno.
Critico lintervento di
Antonio Solinas (Pd), che non ha trovato, nel documento di
Cappellacci, una strategia di sviluppo dellisola. Lanalisi
che il presidente fa sembra riferirsi alla primavera
del 2004, quando la Regione aveva toccato il massimo storico
dellindebitamento. Nei quattro anni e mezzo di
governo Soru la Sardegna è cresciuta, alcune grandi
battaglie come il riconoscimento alla partecipazione
sui gettiti dei tributi sono state vinte. Un buco nero
del programma è la mancanza di politiche a sostegno
delle zone interne. Oltre 300 Comuni sono al di sotto dei
cinquemila abitanti e il 47 per cento ha un saldo migratorio
negativo. Le previsioni dicono che nel 2050 numerosi piccoli
centri saranno cancellati. Una previsione allarmante. Considerato
che non si vive solo di turismo, come la manifesta attenzione
alle coste fa supporre, bisogna mettere in campo politiche
di riequilibrio. La Finanziaria sarà loccasione
per rivalutare il problema.
Sulle riforme e sul loro peso
nella società sarda si è soffermata lon.
De Francisci (Pdl), che sta prendendo contatto con la politica
dopo averla seguita per molti anni dallaltra parte,
come giornalista televisiva. Nelle riforme è necessario
cogliere le esigenze del sociale. Nelle riforme del centrosinistra
la sola preoccupazione era quella di tagliare. Ciò
non ha consentito alcuna ricaduta. Il nodo cruciale da affrontare
sarà il diritto al lavoro, sul quale occorre non solo
impegnare risorse, ma avere progetti realizzabili. Quanto
agli investimenti, nei momenti di crisi si tende a non spendere
per una sorta distolta precauzione. È in questa fase
ha detto che occorre andare avanti per favorire
lo sviluppo ai primi segnali di ripresa. Counque le risorse
non vanno assegnate solo al mondo produttivo, ma anche alle
classi deboli per un giusto riequilibrio morale della società.
* In collaborazione
con l'Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Sardegna
|
|