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I Lavori dell'Aula *

 

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

SEDUTA 4 (2 fine) << Precedente

Cagliari, 26 marzo 2009

Prosegue
il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione

Dopo l’on. Gianvalerio Sanna è intervenuto sulle dichiarazioni programmatiche l’on. Giulio Steri (Udc), che ha detto: “Noi non conosciamo principi ma principi, ai quali saremo coerenti. Lasciamo stare ad altri i principi. Si parla di stagione costituente e autonomismo: mi sembra che tutti questi problemi debbano essere inquadrati storicamente per decidere dove vogliamo andare, dalla fusione perfetta col Regno Piemontese nel 1847 in poi. In tutto questo tempo lo sfruttamento della Sardegna è andato avanti e il tema dell’autonomia si è riproposto dal 1918 e poi con la Consulta dopo la Seconda guerra”. L’on. Steri ha ribadito il tema della specialità della Sardegna rispetto al governo italiano e ha citato gli articoli 8 e 13 dello Statuto, “nel quale non erano chiari sino in fondo, così dicono gli storici e sono d’accordo, i temi dell’autonomia e della specialità. Lo Statuto è rimasto nei fatti inattuato e ora dobbiamo chiederci come debba essere intesa la specialità. Io credo che lo si debba fare in modo diverso: non esiste più uno Stato centralista ma reticolare, con tanti centri dai quali si dipana la volontà popolare non in una relazione gerarchica. La specialità, così come lo abbiamo intesa storicamente, è venuta meno da qualche anno e si pone il problema di come trasferire dallo Stato alla Sardegna una serie di poteri”.
Secondo l’oratore, “è necessario usare le norme di attuazione dello Statuto, che hanno avuto una scarsa fortuna. Dobbiamo rivitalizzarle, in attesa di scrivere il nuovo Statuto, proseguendo nella politica contestativi verso lo Stato. Il fatto che il governo di Roma sia amico non vuol dire che dobbiamo accettare passivamente ogni decisione. Si è ottenuto poco sino a oggi, dobbiamo rivendicare ulteriori trasferimenti di risorse ex articolo 8 dello Statuto. E questo potrà accadere soltanto in caso di unità della maggioranza con l’opposizione”.
Entrando nel merito dei singoli temi, l’on. Steri ha parlato dell’ambiente e delle norme “illegittime costituzionalmente e inaccettabili approvate dal centrosinistra nella scorsa legislatura. Ma disciplinare il territorio non vuole dire vincolarlo tutto. Possiamo muoverci con norme amministrative, non è necessario approvare leggi. Bisogna poi procedere alla “redazione della seconda fase del piano paesaggistico con un forte consenso dell’opposizione”. Sul fronte della Sanità, “una parte del Piano è stato annullato dal Tar ed è necessario un intervento immediato per predisporre il piano sanitario adeguandolo ai rilievi del Tar”. L’oratore ha poi rivolto un invito all’Aula “perché le riforme importanti siano condivise e scritte assieme”.

Ha preso poi la parola l’on. Claudia Zuncheddu (Rossomori), che ha esordito salutando in sardo l’Aula e ha poi parlato dell’identità del popolo sardo e della sua nazione mancata come argine contro la globalizzazione. Presidente, le sue affermazioni sono generiche e vuote e anche il bipartitismo è un pericolo: la nostra diversità serve ad evitare che il popolo sardo sia omologato. Abbiamo già subito la colonizzazione italiana con i Piani di rinascita, sin dagli anni ’60, piani che hanno fatto la ricchezza di alcuni potentati locali e povertà e malattie a tutti gli altri. La promessa del rispetto delle minoranze che lei ha fatto, presidente, non può essere una sua graziosa concessione”.
Sulla Sanità, l’on. Zuncheddu ha chiesto: “Intende privilegiare la Sanità privata compromettendo il diritto alla salute di chi ha meno?”. Sull’economia: “Intende che il mercato globale deve condizionare le nostre produzioni e la nostra vita? E’ forse l’uomo stesso un oggetto di consumo?”. L’esponente dei Rossomori ha parlato poi degli enti locali e dell’urbanistica: “Intendete privare i sardi dello sviluppo ecocompatibile? Conosciamo il vostro metodo urbanistico e lo abbiamo visto a Capoterra, lo vedremo a Olbia. La natura violentata riprende sempre quel che l’uomo le toglie”.

Successivamente ha preso la parola l’on. Alessandra Zedda (Pdl), che ha applaudito l’elezione del presidente Lombardo rinnovandole gli auguri, come in precedenza aveva fatto anche l’on. Zuncheddu. “Mi piace il suo pensiero, presidente, di portare la politica vicino alla gente”, ha detto l’on. Zedda, “ma nel contempo è necessario avviare un progetto di rilancio della Regione. C’è ragione di essere seriamente preoccupati per l’occupazione, per le donne che lamentano la difficoltà di inserimento, per le famiglie monoreddito. E’ doveroso investire sulle attività produttive tradizionali, che non possono essere disgiunte dagli investimenti sul turismo. Crescita non significa solo produrre ricchezza ma anche ridistribuirla equamente e lo sforzo che va compiuto in questo momento per sostenere le imprese non può essere separato dall’impegno verso l’ambiente e dell’energia. Facciamo della crisi l’occasione per migliorare la nostra economia e la nostra società, per formare nuove generazioni di lavoratori altamente qualificati che padroneggino il proprio destino. C’è un diritto universale alla formazione e all’istruzione, che ci porta a guardare quel che hanno fatto le democrazie più avanzate in questi campi. I nostri studenti devono essere messi nelle condizioni di apprendere il meglio e di restituirlo al progetto di sviluppo per la Sardegna. L’hanno fatto altri Paesi e lo possiamo fare anche noi. Anche gli istituti di credito devono fare la loro parte per sostenere l’economia sarda e il nuovo progetto di un’altra economia. Ci vogliono regole e sacrifici per arrivare ai risultati più belli e più appaganti, come nello sport, dal quale provengo e che è stato dimenticato dalla Regione”.
L’on. Zedda ha parlato della necessità del rinnovo dei contratti dei dipendenti della Regione e degli enti locali, dei trasporti interni e dei collegamenti oltremare, del sistema di gestione dell’acqua “oggetto di una riforma che non è ancora compiuta. Spero che il commissariamento dell’Autorità d’ambito sia soltanto un episodio”. Sul rapporto con il governo nazionale ha detto: “Questo rapporto è una ricchezza, vada avanti, presidente Cappellacci. E speriamo che la XIV legislatura sia la stagione della Costituente”. Sul tema degli enti locali, l’on. Zedda ha sollecitato “un impegno straordinario della Giunta a favore della città di Cagliari, che deve diventare la capitale della Sardegna. Sono certa che tutti assieme ce la faremo”.

E’ intervenuto poi l’on. Gavino Manca (Pd), che ha rivolto a tutti un augurio di buon lavoro “che abbia un solo scopo, quello di migliorare la vita dei cittadini sardi. Speriamo di saper mettere da parte la faziosità sterile, nel rispetto dei ruoli e del risultato elettorale. Ma la crisi economica e sociale che stiamo attraversando merita una sforzo straordinario nostro e di tutte le parti sociali, con le quali dobbiamo dialogare”. Sulle dichiarazioni programmatiche ha detto: “Le ho lette, in particolare gli allegati: non si parla di molti temi e di molti problemi che attanagliano l’Isola e mancano le priorità da evidenziare in questa prima fase della legislatura. Le scelte non sono chiare: dite solo che prima viene l’emergenza e poi gli investimenti del medio periodo. I dati Istat sono preoccupanti e denunciano un calo fortissimo dell’occupazione nel settore industriale, del quale dovremo occuparci di sicuro nei prossimi mesi”. L’on. Manca ha poi sollecitato la ricontrattazione del patto di stabilità, che “strozza gli enti locali: ma questa Giunta sembra accettare incondizionatamente le scelte del governo nazionale. Soltanto con la Finanziaria, che presto discuteremo, vedremo come intendete davvero affrontare i temi della nostra isola”.

Dopo l’intervento dell’on. Manca il vicepresidente Cucca ha dichiarato conclusa la seduta. I lavori del Consiglio regionale riprenderanno martedì 31 marzo alle 10.

* In collaborazione con l'Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Sardegna

 


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