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L'assessore
La Spisa ha illustrato alla Commissione bilancio i
contenuti della Finanziaria
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Quattro
soli articoli, il resto arriverà con i collegati.
Sentiti in audizione i sindacati confederali. L'emergenza
lavoro in primo piano
L'assessore della Programmazione La Spisa
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Regione
07.04.2009
L'esigenza di fare presto
per l'approssimarsi della scadenza del quarto mese di esercizio
provvisorio ha indotto la Giunta di fresca nomina ad accelerare
i tempi ed a predisporre la finanziaria "più corta
possibile", quattro articoli in tutto (il resto verrà
con i collegati), che oggi l'assessore della Programmazione,
La Spisa, ha illustrato alla Terza Commissione, presieduta dall'on.
Maninchedda. Non si tratta - ha spiegato La Spisa - di un bilancio
tecnico. C'è una parte (i primi due capitoli) di disposizioni
di carattere finanziario, ma ci sono scelte di natura politica
(gli altri due capitoli) che vanno in direzione dell'emergenza
sociale ed economica.
Tra le disposizioni finanziaria emerge una scelta di fondo che
inverte la tendenza della precedente legislatura nell'inserire
in bilancio le anticipazioni di future entrate per 500 milioni.
Ma il livello delle entrate è stato mantenuto in una
forma che l'assessore definisce più corretta (terrebbe
conto delle osservazioni fatte a suo tempo da Corte dei Conti
e Corte Costituzionale), attraverso un mutuo a breve (cinque
anni) per pagare il quale si instaurerebbe un motivo virtuoso
di autolimitazione della spesa. Un mutuo trentennale sarà
acceso per il disavanzo (1,413 miliardi).
C'è anche un forte segnale politico: l'abolizione della
tassa sul lusso (aerei, imbarcazioni, seconde case) e della
tassa di soggiorno. Nel primo caso l'entità delle entrate
è "scarsamente significativa" (1,5 milioni,
considerando un'evasione del 50% su un gettito potenziale di
3 milioni), mentre la rinuncia all'imposizione alle porte della
nuova stagione estiva riconcilia il turisti sta con l'immagine
della Sardegna. Nel caso della tassa di soggiorno, decisa da
tre Comuni soltanto, non è stato possibile stabilire
il beneficio finanziario.
Una "rapida" consultazione con le forze sociali ha
consentito di mettere a fuoco alcuni problemi. L'articolo 3
prevede una spesa di 126 milioni (sei in meno rispetto alla
Finanziaria 2008). Questo il dettaglio: 28 milioni per il potenziamento
dell'assistenza domiciliare integrata agli anziani e ai non
autosufficienti; 36 per i programmi personalizzati a favore
di persone con gravi handicap. In questi due capitoli viene
modificata la destinazione. Possono contribuire anche i familiari
che, per assistere il congiunto, abbiano rinunciato al lavoro.
E, ancora: 5 milioni per il progetto "tornare a casa";
9 per l'integrazione socio-sanitaria; 48 per l'assistenza a
particolari patologie.
Per il contrasto alla povertà sono previsti 30 milioni
(sussidi ai Comuni) con un tratta-mento che si allunga di due
mesi (da 6 a 8); 10 milioni aggiuntivi vanno al fondo unico
(che ha già risorse); 3 per anticipazioni agli ammortizzatori
sociali; 6 per sussidio ai lavoratori che degli ammortizzatori
sociali sono privi; 3, ancora, al fondo di garanzia etica (interviene
in caso di indebitamento insostenibile dalla famiglia, che rischierebbe
di mettere la famiglia nelle mani del sistema bancario. Sarà
modificato (con una ordinanza) l'Osservatorio delle povertà
che a causa di un meccanismo farraginoso non ha mai funzionato.
Sul versante sociale e occupazionale (valorizzazione del capitale
umano, piano straordinario di formazione ed impresa) sono previsti
100 milioni (80 sono di prove-nienta Ue). È una misura,
ha spiegato La Spisa, strettamente collegata con le politiche
attive del lavoro. Sistemi incentivanti anche con forme di agevolazione
fanno parte di un programma negoziato. L'accesso al credito,
che in questa fase di recessione penalizza le imprese, è
stato rafforzato attraverso i consorzi fidi (previsti 19,5 milioni,
e 10 per gli anni successivi), mentre una novità è
costituita da 5 milioni disponibili per contributi in conto
occupazione. Rafforzato anche il Fnol (ikl fondo per i nuovi
oneri legislativi).
I commissari Diana, Porcu, Uras, Bruno, Barracciu e Salis hanno
chiesto una serie di precisazioni o chiarimenti.
Il seguito sono stati sentiti i sindacalisti della Triplice.
Mario Medde della Cisl ha fatto un esame degli scenari economici,
definiti allarmanti. Il calo del Pil sotto la soglia dello 0
per cento spalanca le porte alla recessione e rende difficile,
senza un programma concreto, stabilire la durata della crisi
e i tempi di recupero. La tutela del reddito e del potere d'acquisto
diventa un valore di sopravvivenza, L'aumento della povertà,
la difficoltà del sistema produttivo (la cassa integrazione
è cresciuta nel 2008 del 500 per cento, non tenendo conto
di migliaia di lavoratori esclusi dai benefici) si oppongono
alla difficoltà di spendere le risorse (il bilancio conserva
5,5 miliardi di residui passi-vi). Rapidi nella spendita e un
forte orientamento al sociale sono stati indicati anche da Enzo
Costa, segretario Cgil, che ha chiesto alla Giunta di occuparsi
dei precari al proprio interno; mentre Francesca Ticca (Uil)
ha chiesto che la formazione professionale è indispensabile
per essere pronti alla ripartenza delle fabbriche. Il settore
industriale è il più penalizzato. |
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L'aula
del Consiglio regionale della Sardegna
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