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Audizioni
in Seconda Commissione. i sindacati delle guardie
carcerarie: "Drammatica la situazione negli istituti
penitenziari sardi"
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Dall'incontro
è emerso un quadro a tinte fosche delle condizioni
di vita e di lavoro all'interno delle case di pena
della Sardegna
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Regione
08.04.2009
La situazione delle carceri
sarde al centro delle audizioni della Seconda Commissione, diritti
civili, presieduta da Silvestro Ladu che oggi ha incontrato
i rappresentanti delle organizzazioni sindacali del personale
degli istituti di pena, e che domani riceverà i direttori
delle carceri, ed il provveditore generale dell'amministrazione
penitenziaria.
Come ha sottolineato il presidente Ladu introducendo i lavori,
la commissione ha accolto immediatamente la richiesta di un
incontro, per rendersi conto delle difficoltà che gravano
sul sistema penitenziario isolano, "verso le quali la Commissione
Diritti civili è particolarmente sensibile, sia per quanto
concerne le condizioni di lavoro del personale di sorveglianza,
sia per le condizioni in cui si trova la popolazione detenuta".
All'audizione hanno partecipato Roberto Picchedda (Uil), Angelo
Tedde (Sape), Bruno Melis (Cnpp), Giovanni Villa (Cisl), Giorgio
Mustaro (Cisl), Ignazio Usai (Cisl), Antonio Cois (Cgil) ed
Efisio Trincas (Cgil).
Dall'incontro è emerso un quadro a tinte fosche delle
condizioni di vita e di lavoro all'interno delle case di pena
della Sardegna: carceri sovraffollate, strutture decrepite,
condizioni di lavoro del personale al limite della sopportazione
("Per noi non esistono quasi più i diritti degli
altri lavoratori"), a fronte delle quali è stata
sollecitata una iniziativa forte, attraverso la commissione
consiliare, della Regione nei confronti dei vertici romani.
"Non si sa cosa vuol dire riposo settimanale, e non si
sa cosa vuol dire ferie", a Buon cammino, è stato
sottolineato, "si registrano complessivamente 12 mila giornate
di ferie arretrate dal 2006 a oggi; 1000 riposi settimanali
non goduti; con una carenza di organico di 400 unità".
Per questo hanno detto i sindacati "vorremmo poter aprire,
tramite la commissione, una breccia nel muro che ci separa da
Roma".
Come hanno sottolineato i rappresentanti delle guardie carcerarie,
da tempo tutto il comparto è in stato di agitazione:
"da decenni non esiste il turn over -hanno sostenuto i
sindacalisti- gli organici sono allo stremo, con gravi ripercussioni
anche sulla sicurezza all'interno delle carceri".
Fra le varie carenze, è stata segnalata anche l'aspetto
della formazione professionale e dell'aggiornamento. "A
causa delle carenze di organico non vi è più la
possibilità -è stato segnalato- per gli agenti
di svolgere regolarmente i periodi di addestramento e aggiornamento
nella Scuola di Monastir, che ospita strutture adatte".
Il rischio è stato sottolineato è che la scuola
possa prima o poi chiudere battenti, e quindi costringere eventualmente
il personale a recarsi nella Penisola, con aggravio di costi
per l'amministrazione.
C'è poi il problema della vetustà della maggioranza
degli istituti penitenziari sardi, che si aggiunge aggravandolo,
alla carenza di personale. Alcune previsioni che riguardano
progetti di ampliamento e ristrutturazione di alcune case di
pena fanno ipotizzare per il 2010 un aumento dei detenuti di
mille unità: "Una situazione esplosiva, a fonte
di organici ridottissimi, turni di lavoro massacranti".
Problemi, come hanno illustrato i rappresentanti sindacali,
che si ripercuotono gravemente "anche sui detenuti, sia
per quanto concerne la rieducazione in vista del reinserimento
nella società, e sia gli stessi diritti costituzionalmente
garantiti dalla Costituzione".
Ancora un aspetto negativo è rappresentato dalle strutture
sanitarie, con il rischio che anche in Sardegna venga demandato
alle aziende sanitarie la tutela della salute dei detenuti,
con ulteriori problemi rigurdanti i piantonamenti nelle strutture
sanitarie pubbliche le traduzione e così via: "un
sistema -è stato sottolineato- che nelle regioni ove
è stato introdotto ha sollevato forti proteste".
Dopo i rappresentanti sindacali, numerosi i quesiti posti dai
consiglieri della Seconda commissione.
La seduta è stata quindi aggiornata a domani mattina,
alle 10, quando verranno sentiti, come detto, i dirigenti degli
istituti di pena. |
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L'aula
del Consiglio regionale della Sardegna
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