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Accesso
al credito e formazione due aspetti fondamentali per
sostenere commercio e turismo
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In
audizione presso la Commissione bilancio Confcommercio
e Confesercenti. Continuità e voli low cost
richiedono una disciplina migliore
Il Presidente regionale della Confcommercio, Gavino
Sini
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Regione
08.04.2009
La crisi del commercio (calo
di fiducia, anche verso le istituzioni) è stata illustrata
nel corso delle audizioni sulla manovra finanziaria da parte
della Terza commissione presieduta dall'on. Maninchedda) dal
presidente regionale della Confcommercio, Gavino Sini. In Sardegna
il commercio non è solo erogazione di beni e di servizi:
è una "infrastruttura del territorio", decisiva
sul piano occupazionale (rappresenta il 60 per cento della forza
lavoro) e per l'economia del territorio. Non induca in errore
il fatto che il saldo (aziende che aprono/aziende che chiudono)
è positivo. Non indica uno stato di salute ma "una
disoccupazione camuffata". I guaio - ha aggiunto Sini -
sta nel fatto che a chiudere siano le aziende tradizionali quella
sino a ieri solide e ben gestite. Una continua emorragia, questa,
"che rende anemico il territorio". Quali rimedi nell'emergenza?
Favorire l'accesso al credito, soprattutto attraverso i consorzi
fidi, ma prevedendo un basso costo del danaro. In questo periodo
bisogna cercare di essere di bocca buona dando spazio anche
ai consorzi che non agiscono con controllo della Banca d'Italia
(le aziende certificate hanno procedure complesse e un rigore
burocratico che riduce le possibilità d'intervento).
"Teniamo in conto che l'accesso al credito attraverso i
consorzi fidi è l'ultima cerniera - ha detto Sini - prima
di finire in mano ai 'cravattari' dell'usura". Due anni
(queste le previsioni) di recessione. Poi la speranza della
ripresa. Ma in quel momento, probabilmente, il commercio si
è evoluto e le regole del gioco sono cambiate. Indispensabile
perciò che questi due anni di scarso mercato siano dedicati
alla formazione, utilizzando le risorse in Finanziaria, assicurando
però livelli evelati e introducendo, se possibile, una
sorta di vaucher da utilizzare con formatori adeguati.
Sul turismo il giudizio è dubitativo. Sardegna promozioni,
l'agenzia voluta dalla Regione, è lenta. Sarebbe meglio
un'azienda di promozione turistica, sul modello dell'Emilia
Romagna, ha detto il presidente regionale di Confcommercio,
ed una forte azione di coordinamento. Molte aziende, bloccate
nella ristrutturazione degli immobili dai vincoli urbanistici,
devono correre contro il tempo. Giocherà un peso determinante
la politica dei voli low cost? Sini pensa di no. Senza un'intesa
Regione-imprenditori-tour operator c'è anzi il rischio
di uno scollamento tra compagnie aeree e agenti di viaggio,
come sta avvenendo per la Svezia. Il regime low cost sfugge
ai tour operator e tende a spostare l'utenza verso un rapporto
diretto che non consente di orientare i flussi turistici.
Resta il problema della continuità territoriale, che
rappresenta il solo modo di superare i costi dell'insularità.
Ma la continuità che propone la Confcommercio riguarda
la Sardegna, non solo i sardi, nel senso che anche l'isola deve
trarre benefici economici. Ciò è possibile facendo
in modo che il regime di continuità sia esteso anche
ai non sardi per facilitarne l'arrivo in Sardegna.
Infine i servizi, branca del terziario che ha bisogno di disciplina.
Sviluppa per lo più microattività con forte presenza
di giovani e donne. Ha bisogno di formazione e di una legge
di inquadramento. Vivendo su iniziative di new economy fa fatica
ad accedere al credito.
Su tutti questi punti (in particolare sull'ammodernamento della
legge di settore, la numero 9) si ragionerà in seguito,
passata la ventata dell'emergenza.
Sul ruolo dei consorzi fidi e sul fondo unico di controgaranzia
(5 milioni) è intervenuto, in modo particolare, il presidente
regionale di Confesercenti, Paolo Saba, che ha segnalato una
domanda di credito sempre più forte da parte delle aziende
in difficoltà.
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L'aula
del Consiglio regionale della Sardegna
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