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Le
Università sarde
in audizione sulla manovra finanziaria in Terza commissione
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Un
rapporto più stretto sullo sviluppo tra Regione
e Università sarde. Lo hanno proposto i rettori
di Cagliari e Sassari, in audizione sulla manovra
finanziaria in Terza commissione. Sassari rivendica
risorse promesse per il polo bionaturalistico di Piandanna
e la nuova sede a Bonassai per Veterinaria e Agraria
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Regione
08.04.2009
La difesa delle sedi gemmate, dei "visiting professor",
un sostegno all'edilizia (visto che il ministero non stanzia
più una lira) sono i temi principali affrontati dai rettori
della due università sarde sentiti, in audizione, dalla
Terza commissione (presidente on. Maninchedda) sulla manovra
finanziaria.
Per l'università di Sassari, in particolare, c'è
il problema di completare il cosiddetto polo bionaturalistico
di Piandanna, per il quale il presidente Soru aveva promesso
un finanziamento di 20 milioni. Un altro impegno, ben più
sostanzioso, la Giunta aveva preso per realizzare nell'azienda
sperimentale di Bonassai, baricentrica tra Sassari e Alghero,
una struttura destinata ad ospitare le facoltà di agraria
e veterinaria. La spe-sa prevista era di 100 milioni, 90 a carico
della Regione e 10 a carico dell'Università. Ma anche
in questo caso le risorse non sono state confermate e il progetto
potrebbe essere accantonato. Il problema esiste, anche in previsione
dell'accreditamento di Veterinaria, che dovrà dotarsi
di una serie di servizi di didattica e ricerca.
Il rettore Maida ha difeso l'università diffusa. Vi sono
luci ed ombre, ha detto, ma l'utilità che rappresenta
per il territori è indiscutibile. Tra l'altro le sedi
gemmati costi-tuiscono parametro di valutazione ministeriale.
La riduzione delle risorse "ci costringerebbe a tornare
indietro", ha detto Maida.
Quanto al fondo unico, che nella passata Finanziaria era stato
ridotto da 15 a 12 milioni, è stato chiesto di scomputare
il costo dei corsi triennali di medicina (infermieri, fisioterapisti,
tecnici di laboratorio), che danno risposte molto positive in
termine di occupazione ma costituiscono un ulteriore onere.
Su questa spesa potrebbe intervenire - è stato detto
- l'assessorato della Sanità.
Tagliati i finanziamenti per la valorizzazione della lingua
e della cultura sarda. Con 500 mila euro tutto si può
fare, ha detto Maida, tranne che valorizzare lingua e cultura.
Il rettore Mistretta ha ricordato che l'ateneo cagliaritano
"è una delle aziende più grosse e stabili"
dell'isola. Il contributo statale non basta a pagare gli stipendi
del personale. Sul piano della ricerca l'Università "è
nota in tutto il mondo", ma le risorse finanziarie non
consentono di valorizzare professionalità di valore internazionale.
Resta da valutare se la ricerca è utile alla politica
regionale per effettuare investimenti mirati sul territorio,
ad esempio, ha citato, nel settore energetico, che è
uno dei nodi della realtà sarda. L'università
- ha detto il rettore - può dare un contributo ("vorremmo
essere messi in gioco") per attrarre imprese fornendo consulenze
per la gestione aziendale, le infrastrutture e quanto riguarda
lo sviluppo moderno dell'economia sarda. |
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L'aula
del Consiglio regionale della Sardegna
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