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Il
ruolo del sistema del credito a fronte della grave
crisi economica il tema dell'audizione in Terza commissione
del Banco di Sardegna e della Sfirs
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La
diagnosi è certa, la cura un po' meno: ma occorre
intervenire su famiglie e imprese. La Finanziaria
offre spunti interessanti
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Regione
09.04.2009
La diagnosi è certa,
la terapia un po' meno, ma per il presidente del Banco di Sardegna,
prof. Farina, è molto utile, per superare una congiuntura
particolarmente sfavorevole, adottare procedure che consentano
di mettere in campo le risorse finanziarie della Regione sia
con aiuti alle fasce più deboli, sia al settore produttivo,
a favore del quale i consorzi di garanzia fidi possono esercitare
un ruolo importante.
Lo ha detto, in audizione, alla Commissione bilancio presieduta
dall'on. Maninchedda.
La parola d'ordine è resistere. Tenere in piedi gli impianti
produttivi, intervenire sui redditi bassi per conservare, in
qualche misura, il potere d'acquisto. La gente è più
povera e le banche sono un termometro efficace. Da ottobre dell'anno
scorso il ricorso al credito delle famiglie e delle imprese
è cresciuto, raggiungendo in alcuni casi livelli di criticità.
Per usare un termine generico, ma efficace la situazione "si
è appesantita". Nell'analisi economica bisogna tenere
conto di un dato: il sistema delle aziende è sottocapitalizzato
e il calo della domanda rende problematica la stessa sopravvivenza.
I consorzi fidi, soprattutto quelli che rispondono ai requisiti
richiesti dalla legge bancaria, possono offrire un forte sostegno,
trovando accoglienza nelle banche. Bisogna essere comprensivi,
ma selettivi, evitando di dare una mano di aiuto ad imprenditori
avventurosi, capaci spesso di generare stati d'insolvenza che
penalizzano le maestranze.
Il sistema bancario stringe la cinghia ed è messo sotto
accusa dagli imprenditori. Si segnalano revoche improvvise dei
fidi. L'on. Diana chiede "più umanità";
ma il presidente del Banco replica che tali azioni non sono
prassi, perché una diversa cultura che tende a sostenere
l'impresa.
I dati della raccolta e degli impieghi (2008) del Banco sono
di segno positivo. Più 4,5 per cento la raccolta, più
12,5 gli impieghi. Se non si avesse il riscontro quotidiano
della crisi che attanaglia la Regione, sembrerebbero testimoniare
una economia in espansione. Il fatto è - ha detto il
presidente della Sfirs, Bottazzi - che il peggio deve venire.
Come per tutte le cose, di segno buono o cattivo, la Sardegna
accumula il ritardo di un paio d'anni.
Non si comprende bene dove vadano a finire gli impieghi, considerato
che gli investimenti hanno subito un forte rallentamento. Vero
è che il costo del danaro è sceso di parecchio
ed oggi converrebbe indebitarsi col tasso fisso; ma non sono
molte le aziende (o le famiglie) che possono farlo.
Un rimedio potrebbe essere la trasformazione dei debiti a breve
in debiti a medio e lungo periodo, senza che le aziende debbano
sopportarne i costi. In questa direzione potrebbe intervenire
quel fondo di "controgaranzia", previsto in Finanziaria
che ha lo scopo di attutire i disagi improvvisi delle gestioni
aziendali. Molte imprese potrebbero liberarsi dall'affanno in
attesa della ripresa dei mercati.
Si potrebbe anche tentare di trovare uno strumento bancario
(il problema è stato sollevato dall'on. Cuccureddu, Misto
Mpa) per garantire le imprese sulle somme che enti pubblici
o pubblica amministrazione devono erogare e che la burocrazia
o particolari situazioni (come lo sforamento del patto di stabilità)
ritardano. È il caso dei fornitori di Abbanoa o di imprese
che vantano crediti con i Comuni. Il direttore generale del
Banco, Oggiano, ha detto di ritenere possibile questo percorso.
Quanto alla finanziaria regionale, avrà - ha detto Bottazzi
- un ruolo cruciale se concenterà la propria azione sulle
partecipazioni strategiche nel capitale delle aziende. È
opportuno, in questa logica di adeguamento ai tempi, che della
Sfirs sia rivisto lo statuto.
Il presidente Maninchedda ha previsto ulteriori incontri di
lavoro per gettare le basi di un rapporto di collaborazione
tra sistema del credito e Regione, in previsione del secondo
step della Finanziaria, previsto per dopo giugno.
Ma nel discorso va inserito anche il ruolo del fisco. La rigidità
e la severità di Equitalia trasformano le riscossioni
in un sistema aggressivo (definito "selvaggio") nei
confronti delle imprese. L'informatica ha cambiato il mondo,
anche su questo versante. Ma in momenti di forte disagio economico
certe procedure appaiono ispirate a un'equità solo formale.
Sono intervenuti per chiarimenti gli onorevoli Diana (PdL),
Sabatini (Pd), Lai (PdL), Uras (Prc). Bruno (Pd), Cuccureddu
(Mpa).
All'audizione hanno partecipato Banco di Sardegna e Sfirs.
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L'aula
del Consiglio regionale della Sardegna
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