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Province e Comuni uniti per difendere la Sassari-Olbia a quattro corsie. Audizione in Quarta Commissione

Prima ricognizione sui problemi dei trasporti con l'audizione dell'assessore Liliana Lorettu

Regione 21.04.2009

Un cimitero lungo decine di chilometri. È la prima immagine che viene in mente della Sassari-Olbia. Quaranta morti negli ultimi cinque anni rendono quell'affollata via di comunicazione di rilevanza assoluta nella mobilità di persone e merci tra le più pericolose d'Italia. Una lunga striscia di croci che, come comunica l'Inail, riguardano soprattutto persone che si spostavano per il lavoro.
La strada, promessa da tempo, rientra nella rete trans europea dei trasporti. Costituisce uno degli interventi di coesione sociale. Ma la benedizione del Parlamento europeo non è stata sufficiente, come neppure essere stata inserita tra le opere collegate al G8 di La Maddalena, non perché fosse funzionale a quel vertice internazionale, ma, piuttosto, perché adottando quelle procedure speciali, potesse essere realizzata in breve tempo (si parlava di un anno, un anno e mezzo). Tutto pronto, tutto previsto nei preliminari e nelle conferenze di servizio, poi l'inatteso dietro front: il finanziamento, 470 milioni di euro, da suddividere in nove lotti, accantierabili subito, ha preso il volo. Ora vaghe assicurazioni, come quella del ministro Matteoli (ma siamo sicuri che si riferisse alla Sassari-Olbia e non alla Olbia-Arzachena?) tengono a bagnomaria le speranze delle popolazioni ed il loro diritto alla sicurezza.
Oggi la Quarta Commissione (Lavori pubblici, urbanistica e trasporti) presieduta dall'on. Matteo Sanna ha sentito in audizione le amministrazioni locali interessate. L'iniziativa è del sindaco di Olbia, Giovannelli, ma un incontro era in programma, ha detto il presidente Sanna. È prevista una risoluzione unitaria della Commissione e un invito al presidente Cappellacci affinchè intervenga, con la dovuta determinazione, nei confronti del governo per riottenere i soldi che "ci sono stati scippati"
Giovannelli ha fatto la cronistoria del tormentato rapporto tra territorio e governo; ha sollecitato un intervento istituzionale della Regione, ha detto che i pochi spiccioli (2,6 milioni) stanziati riguardano una bretella che consenta il collegamento tra aeroporto e viabilità ordinaria. Non si tratta di un "pezzettino" del progetto perché ad esso l'intervento non si sovrappone, ma di tutt'altro. Non offre, cioè, alcun vantaggio.
"Non è una battaglia del nord dell'isola, ma dell'intera Sardegna", ha detto il sindaco di Olbia, ricordando come una parte dell'economia passi su quella strada. Il problema della sicurezza acquista rilevanza assoluta soprattutto dopo il disimpegno delle ferrovie per il trasporto merci su rotaia. Si è passati, infatti, dai 2,5 milioni tonnellate trasportate dieci anni fa alle 175 mila di adesso. La differenza viaggia su gomma, sulla Sassari-Olbia. La media nazionale parla di un traffico merci su gomma pari al 15 per cento del flusso totale. Qui siamo oltre il 30 per cento. C'è uno squilibrio che si traduce in una serie interminabile di sorpassi, spesso a rischio.
Una maturità politica che ha consigliato di abbandonare le divisioni e di ritrovarsi uniti nella battaglia ha caratterizzato la discussione. Oltre a Giovannelli sono intervenuti l'assessore regionale Sannittu (Turismo) il quale ha sottolineato come l'attuale tracciato "strozza l'economia" ed ha assicurato che l'assessore dei Trasporti, oggi a Roma, parlerà anche della Sassari-Olbia, intendendo ovviamente la strada a quattro corsie, che quella a due c'è già e non basta, neppure con correzioni di parti del tracciato. Sono intervenuti anche l'assessore ai Lavori pubblici della Provincia della Gallura, Casu, il collega della provincia di Sassari, Desini, i sindaci di Monti, Raspitzu, di Oschiri, Perinu, di Ozieri, Ladu e i commissari Sechi, Manca, Lotto, Lai, Caria e Bardanzellu.
Il presidente Sanna ha sottolineato come la nuova strada darebbe una mano all'economia, creando collegamenti rapidi e sicuri tra i due porti e i due aeroporti, condizione essenziale di sviluppo.
Ora la battaglia è agganciare la strada al G8, che è la strada più sbrigativa. Se ritornare nella gestione delle procedure ordinarie, la speranza di realizzarla subito svanirebbe.
L'aula del Consiglio regionale della Sardegna
Editoriale Algherese Periodici