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Audizione in Seconda commissione degli assessori Serra e Prato

La scarsa efficacia delle politiche del lavoro (soldi non spesi) e il premio unico decurtato dall'Unione europea agli agricoltori rischiano di rendere drammatica la situazione di due settori in emergenza

Regione 23.04.2009
Se il lavoro è una priorità, soprattutto in questi anni di magra, è incomprensibile che molte risorse non siano state spese. Il fondo per l'occupazione, ad esempio, ha mandato in economia 44,7 milioni. Riuscire a spendere subito le risorse è una preoccupazione della Seconda commissione (presidente l'on. Ladu) che ha, in particolare, competenze sui flussi comunitari. Ci sono difficoltà obiettive, è stato detto dall'assessore del Lavoro, Maria Valeria Serra, che derivano dal fatto che l'Agenzia del lavoro sia in capo alla Giunta e non all'assessorato. La necessità di mettere ordine sembra indispensabile, anche perché - ha sottolineato il presidente Ladu - "c'è il rischio di dover restituire soldi all'Unione europea". Inutile, insomma, mettere grosse somme in bilancio, se non si riesce a erogarle. Questa situazione spingerebbe l'Assessorato ad assegnare direttamente alle Province alcuni finanziamenti senza farli transitare nell'Agenzia.
Altro argomento delicato riguarda il premio a domanda unica dell'Ue. L'applicazione di questa misura sta suscitando un vespaio di polemiche perché il foto rilevamento effettuato da Agea, ufficiale pagatore di questi contributi, rispetto ai quali la Regione è tagliata fuori, modifica la superficie sostenibile escludendo parti aziendali (come il terreno del sottochioma delle piante) che, invece, rientrano nella normale coltivazione a pascolo.
La Commissione ha sentito a riguardo l'assessore dell'Agricoltura, Andrea Prato.
Per intervenire c'è una strada politica, quella dell'intervento del ministro al tavolo comunitario. Ma sembra una strada in salita perché - ha detto Prato - vanno in porto solo problemi condivisi da un certo numero di commissari e il paesi mediterranei, interessati al problema, non hanno una grande forza. Tuttavia nella Conferenza Stato-Regioni la Sardegna avanzerà le sue richieste, che sono di equità. I tagli che Agea fa alle coltivazioni non rispondono alla funzionalità delle aziende.
La Regione ha, invece, competenza si fondi del Piano strategico: indennità compensativa e sanità animale, il cui pagamento è in forte ritardo. L'assessorato addossa le responsabilità ad Agea, che si trova "in una situazione spaventosa" a causa della scarsa efficienza nella gestione delle pratiche. Una parte subito ed una parte entro giugno i tempi promessi per erogare le somme.
Anche su questo punto la Commissione ha chiesto un intervento puntuale, perché il mondo delle campagne è allo stremo e i contributi servono spesso per salvare le aziende dalla prospettiva di fallimento.
La vera minaccia - ha detto l'assessore - proviene da una Pac che tende a chiudere i rubinetti. Dopo il 2013 le aziende dovranno mantenersi con i propri mezzi. Tutto ciò, senza una politica complessiva del settore (dalle infrastrutture ai trasporti, dalle produzioni ai mercati) preannuncia un altro fenomeno negativo, il progressivo abbandono delle terre incolte.
"In Sardegna - ha detto il presidente Ladu - sarebbe un dramma sociale".
L'aula del Consiglio regionale della Sardegna
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