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Santa Teresa Gallura, 14
gennaio 2011
Nuovo appuntamento
con la rassegna di film etnomusicali organizzata dall'associazione
culturale Dietro le Quinte. Il viaggio nelle musiche del mondo
attraverso il cinema prosegue questo fine settimana con altri
due documentari in visione, come sempre, al Centro Taphros
a partire dalle 18 (e con ingresso a cinque euro).
Un gruppo di amici provenienti
dai diversi angoli dei Balcani - un greco, un serbo, un turco,
un macedone e un bulgaro - si ritrovano in un piccolo ristorante
a Istanbul. Qualcuno intona una canzone popolare e tutti iniziano
a canticchiarla. Ognuno conosce la melodia e sostiene con
passione che è nata nella sua terra. Di chi è
questa canzone? è il titolo e la domanda da cui
prende le mosse il documentario girato nel 2003 dalla bulgara
Adele Peeva, in programma domani (sabato 15 gennaio).
Altri suoni e atmosfere domenica
sera con Laya Project: il film di Harold Monfils
è infatti un viaggio per suoni e immagini nelle regioni
asiatiche colpite dallo tsunami del 26 dicembre di sei anni
fa. I musicisti di Laya Project provengono dalle
comunità costiere di Sri Lanka, Tailandia, Indonesia,
Maldive, Myanmar e India, ed è sulle loro tradizioni
musicali che si basa questa produzione che attraversa i confini
per rendere un tributo alla resistenza umana e ai sopravvissuti
di quel tragico evento.
Con le proiezioni di questo weekend,
la rassegna del cinema etnomusicale di Santa Teresa Gallura
si avvia alla conclusione: il prossimo appuntamento, sabato
5 febbraio, coincide infatti con l'ultimo documentario in cartellone,
Nûba dor et de lumière, un lungometraggio
sulla musica arabo-andalusa diretto da Izza Genini. |