Regione, 24 novembre 2011
Arginare e prevenire la violenza contro le donne
deve essere una delle priorità del legislatore. Nonostante
i numerosi interventi il fenomeno, in Italia e soprattutto in
Sardegna, è in continua crescita.
Il Consiglio regionale è
particolarmente sensibile al problema. Lo ha dimostrato anche
in questi giorni inserendo tra le priorità della Seconda
commissione Diritti civili la Proposta di legge
sullo stalking.
Parlare di abusi contro il genere
femminile, in concomitanza con le celebrazioni per la giornata
mondiale contro la violenza, può apparire un atto dovuto.
Ma non lo è. Piuttosto è un ulteriore momento
che serve a tutte le donne, qualunque ruolo nella società
ricoprano, per aprire gli occhi, per denunciare con forza
gli episodi di violenza e aiutare coloro che hanno bisogno:
la solidarietà femminile può fare molto in una
società. Purtroppo, anche in Sardegna, questi fenomeni
sono in aumento.
Basta scorrere le cronache regionali
di questanno che sta per concludersi: le violenze, gli
omicidi, gli abusi che hanno come vittime le donne sono numerosissimi.
Donne uccise, bruciate, sfigurate da una brutalità
impari che le condanna, se non alla morte, a una lenta agonia
non solo del corpo. Perché la violenza sulle donne
non è solo una violazione fisica o della psiche: è
per prima cosa una violazione della dignità.
Quella stessa dignità
violata che ha costretto sette donne, nei giorni scorsi, a
digiunare per due settimane per tentare di opporsi ad un sistema
che colpisce le imprese, il lavoro e quindi la sopravvivenza
delle stesse famiglie di cui la donna è protagonista.
La violenza sulle donne viene
spesso taciuta o sottovalutata perché colpisce il soggetto
debole della società e quindi, è circondata
da un colpevole silenzio che ammanta di omertà
comportamenti messi in atto, nella maggior parte dei casi,
da persone della famiglia che abusano di una congiunta consapevoli
di poter contare sulla complicità che deriva
dalla paura e dalla vergogna.
E ormai riconosciuto da
tutti gli organismi internazionali che la violenza contro
le donne è generata dallo squilibrio di potere nelle
relazioni tra i due sessi. Da questa assimetria di ruoli nasce
la violenza che non è solo quella fisica o sessuale
ma è anche psicologica fatta di paure, insulti, denigrazione.
Quando cè la violenza, di qualunque genere essa
sia, manca la base della convivenza civile: il rispetto della
persona, lamore che deve legare gli esseri umani.
Davanti a questi fenomeni la
politica e le Istituzioni devono individuare quegli strumenti
atti a prevenire e contrastare ogni tipo di violenza, ma soprattutto
ad arginare quella di genere.
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