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Neria
De Giovanni ricorda Christa Wolf
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"La
scrittrice, pur respirando l'aria di libertà
dopo la caduta definitiva del comunismo tedesco, non
accettava il consumistico abbandono alle sole ragioni
di mercato delle società occidentali"
Neria De giovanni e Christa Wolf
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Alghero, 2
dicembre 2011
Di seguito riportiamo il personale addio di Neria De Giovanni
a Christa Wolf. La scritrice tedesca è morta ieri a Berlino,
era nata nel '29 nell'estrema Germania orientale. Fu la voce
del dissenso della Ddr e del suo regime.
Ho conosciuto Christa Wolf
a Palermo, nel 1990, quando vinse il prestigioso Premio Mondello.
In quei mesi era stata preceduta da una polemica infuocata nella
quale fu difesa soltanto dal Premio Nobel Gunter Grass, suo
amico di sempre. Il muro di Berlino era appena caduto e la riunificazione
delle due Germanie scuoteva l'opinione pubblica mondiale. Christa
Wolf ebbe il coraggio di uscire dal coro, e denunciare i disagi
enormi che l'allora Germania dell'est avrebbe incontrato entrando
così bruscamente nella logica di mercato della Germania
Ovest.
La scrittrice, pur respirando l'aria di libertà dopo
la caduta definitiva del comunismo tedesco, non accettava il
consumistico abbandono alle sole ragioni di mercato delle società
occidentali. Così lei, e Gunter Grass, furono tra i pochissimi
a restare scettici davanti all'euforia dominante, mettendo in
guarda i tedeschi del pericolo di perdere contatto con la propria
cultura per seguire le "sirene" dell'occidente americanizzato!
Ma per me conoscere Christa Wolf fu un'emozione fortissima,
perché vedevo in lei l'autrice di uno dei libri più
affascinanti e profondi che abbia mai letto, Cassandra,
la profetessa che sul carro dei vincitori, rassegnata al suo
destino di prigioniera e schiava, rivive la storia della caduta
di Troia. Per la prima volta eroi come Enea, Achille, Ettore,
la guerra tutta veniva raccontata attraverso lo sguardo di lei,
senza trionfalismi ma con dolorosa attualizzazione, perché
ovunque e per sempre nel mondo ci sono e ci saranno, guerra,
vincitori e vinti.
Splendida Cassandra, splendido libro!
Ho visto in Christa Wolf, una donna dura, per niente incline
al sorriso. Soltanto dopo, ripensando a quei particolari giorni,
ho capito che il suo era un atteggiamento di difesa verso gli
attacchi, anche della stampa italiana, contro la sua posizione
politico-culturale. Eppure mi volle accanto a lei a pranzo e
camminò al mio fianco durante la visita guidata ai luoghi
culturali di Palermo.
Christa Wolf resterà sempre con noi, come tutti i grandi
scrittori, i classici del nostro pensiero, lei che con Guasto
fu il primo scrittore a concepire un romanzo in cui il dolore
privato della protagonista - la malattia improvvisa del fratello
- si unisce al dramma pubblico di Chernobyl. Guasto della centrale
nucleare e guasto nel cuore della protagonista che attende l'esito
dell'operazione che avrebbe salvato il fratello proprio nelle
stesse ore in cui si apprende del disastro nucleare.
Soltanto una donna poteva accostare un dolore privato con un
dolore sociale, dimostrando che il dolore, come l'amore, è
veramente universale! |
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