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Sassari, 3 gennaio 2012
Al via i saldi invernali.
In Sardegna e in altre 14 regioni l'appuntamento con le vendite
di inizio stagione è fissato per il 5 gennaio. I lucani
e i siciliani hanno iniziato ad acquistare in saldo già
dal 2 gennaio, i molisani e gli altoatesini dovranno attendere
fino al 7 gennaio, i valdostani, fino al 10, mentre nella
provincia di Trento i commercianti determinano liberamente
il periodo in cui effettuare i saldi. In Sardegna tale periodo
dura 60 giorni e si concluderà quindi il 5 marzo. Secondo
le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia,
in occasione dei saldi invernali 2012, spenderà 403
euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento ed accessori,
per un valore complessivo a livello nazionale di 6,1 miliardi
di euro pari al 18% del fatturato annuo del settore.
Per quanto riguarda la Sardegna, la crisi economica e una
stagione autunnale caratterizzata da un clima mite non hanno
di certo favorito le vendite di capi d'abbigliamento della
collezione autunno/inverno. E anche a dicembre i commercianti
hanno dovuto fare i conti con un Natale all'insegna del risparmio
e di molta prudenza negli acquisti. Inoltre, i margini delle
imprese hanno subito un'ulteriore riduzione poiché,
per sostenere consumi già deboli, i commercianti, laddove
possibile, hanno assorbito l'aumento dell'Iva dal 20% al 21%
deciso quest'estate. Ora con l'avvio dei saldi gli esercenti
confidano in una boccata d'ossigeno per le vendite.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio
ricorda alcuni principi di base:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che
lo si è acquistato è generalmente lasciata alla
discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto
non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta
l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione
del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, si applica
la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore
è però tenuto a denunciare il vizio del capo
entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla
discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate
da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita
l'adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo
devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili
di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo
di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi
appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare
il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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