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"Tavolara Lab". La scienza del cittadino insieme all'AMP di Tavolara

LOIRI-PORTO SAN PAOLO - “Riconosci la cernia”, sub al servizio della scienza per salvaguardare la risorsa ittica presente nelle acque dell’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo. Prende il via “Tavolara Lab” con la presentazione del progetto di identificazione video fotografica della specie in pericolo








Cernia bruna (Epinephelus marginatus)


Loiri-Porto San Paolo, 29 giugno 2018

Il meraviglioso mondo della cernia è in pericolo. La pesca portata ai limiti, spesso superando il confine del sovra sfruttamento, minaccia le risorse ittiche, specialmente quelle più vulnerabili. La cernia bruna è una delle specie più a rischio. Nasce da un principio di tutela, nel pieno della “mission” dell’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, il progetto “Riconosci la cernia”, presentato giovedì sera nella sala de La Casa delle Farfalle di Mare a Porto San Paolo.
Una iniziativa che si accompagna alla tesi di ricerca della dottoranda Elena Desiderà che, con l’ausilio dell’Amp di Tavolara, sta conducendo una importante analisi all’interno di un lavoro scientifico che punta a monitorare la presenza e il numero di cernie brune presenti nello spazio dell’Amp, durante il periodo estivo, allo scopo di garantire efficaci misure di tutela di una specie in pericolo a causa del sovra sfruttamento della pesca.
Una delle linee di azione all’interno del complessivo programma di “Tavolara Lab”, nel quale il cittadino, turista, appassionato di mare, diventa strumento volontario di un lavoro scientifico attraverso la propria azione: in questo caso le immersioni subacquee.
E’ infatti previsto il coinvolgimento dei fotografi subacquei, i quali sono chiamati proprio a condividere le foto e i video che documentano le cernie presenti nei siti di immersione dell’Amp. La cernia bruna, Epinephelus marginatus, rappresenta una delle principali specie carismatiche delle aree marine protette del Mediterraneo, di particolare interesse per il turismo subacqueo.
Per tutta la stagione estiva 2018, da ora fino a settembre, saranno contattati i centri di immersione autorizzati dall’Amp e i loro clienti, coinvolgendo i subacquei nel censimento di questa importante risorsa. Successivamente queste immagini potranno essere inserite nel database della ricercatrice, dalla cui analisi si stabilirà l’identificazione dei singoli esemplari di cernia bruna.

"La cernia è una specie carismatica, dalla taglia elevata, che spesso supera il metro e raggiunge il metro e mezzo di lunghezza, longeva, che produce suoni con impulsi a bassissima frequenza emessi dai maschi durante il corteggiamento - ha spiegato la Desiderà -. Nell’Amp di Tavolara ho proceduto all’identificazione di 86 tipi di cernie: 81 presenti nella Secca del Papa e 5 a Molarotto. Un database fotografico ci ha consentito di sviluppare un software di riconoscimento automatico delle cernie attraverso l’individuazione delle differenze naturali e permanenti delle macchie cefaliche, paragonabili all’impronta digitale umana”. I subacquei dovranno contribuire alla raccolta di foto e informazioni che arricchiscano il database per il riconoscimento. I risultati serviranno per stimare l’abbondanza della popolazione, la fedeltà al sito, i comportamenti, l’individuazione di siti dove avvengano le aggregazioni riproduttive. Quindi l’identificazione individuale consentirà di stimare il numero delle cernie presenti presso i siti d’immersione, oltre che evidenziare eventuali fenomeni di migrazione verso altri siti che potrebbero supportare la formazione di nuove aggregazioni riproduttive".

“Riconosci la cernia” è stato anche il primo evento ufficiale del calendario estivo del Comune di Loiri-Porto San Paolo. Manifestazioni e rassegne che hanno molto spesso l’ambiente come protagonista principale. “Siamo felici di far esordire il calendario estivo del Comune con un progetto che ha un altissimo valore per il nostro territorio - ha sottolineato Francesco Lai, sindaco di Loiri-Porto San Paolo -. La cernia è la principale specie ittica presente nelle acque dell’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo e questa iniziativa ribadisce l’importanza del pesce nel suo valore simbolico ma anche reale, una risorsa che dipende dalle azioni di tutela della specie che vengono messe in campo dall’Amp di Tavolara”.
Ma anche un progetto che si inserisce a pieno titolo all’interno della logica del cittadino al servizio della scienza, con l’obiettivo di partecipare alla salvaguardia dell’ambiente marino. Un principio a suo modo etico e rivoluzionario quello che pervade “Tavolara Lab”, l’iniziativa dell’Area marina protetta di Tavolara - Punta Coda Cavallo, finanziata dal ministero dell’Ambiente, che rappresenta l’ideale prosecuzione del progetto “Together for Tavolara” finanziato a suo tempo dalla Fondazione “Con il Sud”. Una serie di attività che si svolgeranno con il fondamentale ausilio di Reef Check Italia, una Onlus che fornirà il personale per le attività di formazione ed educazione ambientale previste da tutte le azioni descritte, attingendo a proprie figure professionali. Dopo gli eccellenti risultati ottenuti, l’ente gestore dell’Amp di Tavolara Punta Coda Cavallo lavora nella direzione del consolidamento e nella fidelizzazione dei cittadini che usufruiscono di questo paradiso naturalistico, per coinvolgerli direttamente e attivamente.
LOIRI-PORTO SAN PAOLO - Da Sx Francesco Lai, sindaco di Porto San Paolo. Al centro Augusto Navone, direttore Amp Tavolara. A destra Elena DesiderÓ, ricercatrice e autrice del progetto

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