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ARCHIVIO Attualità - Febbraio 2004 - Anni - Mesi

Soru - Ulivo: avanti piano
Rinviata a giovedì ogni decisione sull'accordo

Sul conflitto di interessi si è registrata la disponibilità di Renato Soru di risolverli nelle sedi opportune

Renato Soru

Courtesy www.sardegnaoggi.it

Cagliari 3.02.2004

In quell'incontro, che sarà allargato alle forze politiche, ai movimenti e alle associazioni, sarà probabilmente siglata l'intesa politica programmatica tra il fondatore di Progetto Sardegna e il centrosinistra, in vista delle prossime elezioni regionali.
Questa è stata la decisione delle due parti al termine della riunione di ieri, durata oltre cinque ore, nella sede regionale dell'Ulivo, alla quale avevano preso parte oltre a Soru le delegazioni dei DS, dei sardisti, di rifondazione, dei comunisti italiani, dell'Italia dei valori, dei socialisti, del movimento federalista europeo e dell'udeur.
Il vertice quindi è servito a ricompattare la coalizione sui programmi, le candidature e sul nome di chi dovrà guidarla nella prossima competizione elettorale.
Durante l'incontro si è parlato anche di conflitto di interessi, a questo proposito Soru - Ulivo: avanti piano Rinviata a giovedì ogni decisione sull'accordo In quell'incontro, che sarà allargato alle forze politiche, ai movimenti e alle associazioni, sarà probabilmente siglata l'intesa politica programmatica tra il fondatore di Progetto Sardegna e il centrosinistra, in vista delle prossime elezioni regionali. Questa è stata la decisione delle due parti al termine della riunione di ieri, durata oltre cinque ore, nella sede regionale dell'Ulivo alla quale avevano preso parte oltre a Soru le delegazioni dei DS, dei sardisti, di rifondazione, dei comunisti italiani, dell'Italia dei valori, dei socialisti, del movimento federalista europeo e dell'udeur. Il vertice quindi è servito a ricompattare la coalizione sui programmi, le candidature e sul nome di chi dovrà guidarla nella prossima competizione elettorale. Durante l'incontro si è parlato anche di conflitto di interessi, a questo proposito si è registrata la disponibilità di Renato Soru di risolverli nelle sedi opportune. .



Appello alla popolazione per dare il consenso alla donazione
Un cuore per salvare la vita di un bambino di 14 anni

L'appello è stato lanciato dirattamente dall'Assessore della Sanità della Regione Sardegna Roberto Capelli che spera in un gesto di altruismo e di amore per dare ad Angelo la possibilità di sperare ancora
Roberto Capelli assessore regionale della Sanità

Cagliari 3.02.2004
Angelo (il nome non è vero per tutela del bambino) ha 14 anni e ha bisogno di un cuore nuovo. La sua vita è appesa a un filo, forse gli rimangono ancora due giorni di vita se un gesto di generosità non gli darà la possibilità di proseguire la sua giovane vita.
L'appello del dipartimento del centro trapianti dell'azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, è rivolto a tutti i cittadini italiani, alle famiglie che per una disgrazia hanno visto spegnersi i propri cari, ma che con un gesto di altruismo e di amore potrebbero far sì che la vita del loro caro non finisca e che invece possa dare ad Angelo la possibilità di sperare ancora.
Il piccolo, nuorese, fino a dieci giorni fa stava bene, poi una influenza gli ha causato una miocardiopatia dilatativa e il suo cuore ha smesso di funzionare correttamente. Dal 28 gennaio è stato ricoverato nel Reparto di terapia intensiva di Cardiochirurgia ed è assistito, minuto per minuto, da medici e infermieri del Brotzu. L'apparecchio al quale è stato collegato lo tiene in vita, anche se in un equilibrio precario, in attesa del donatore.
Il Centro trapianti ha inviato dal 28 un Sos a livello nazionale e internazionale, ma purtroppo le segnalazioni dei cuori compatibili (gruppo 0 e un peso del paziente di 45-50 chili) sono cadute nel nulla, perché i familiari dei possibili donatori non hanno dato l'autorizzazione all'espianto.
Con questo appello non si vuole criminalizzare chi finora ha detto no al trapianto, ma far capire che se, superando il tremendo dolore per la perdita di un proprio caro, si darà il consenso all'espianto si potrà salvare la vita del piccolo Angelo, che diversamente morirà.

Per eventuali segnalazioni e maggiori informazioni ci si può rivolgere a Ugo Storelli, direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera Brotzu, telefonando al 3290277039.



Campagna di informazione sulla mobilitá in Europa 2003 / 2004
"Mobilitá professionale, il tuo futuro?"


La campagna si realizzerá per mezzo di 9 progetti selezionati attentamente dalla Commissione Europea dopo una raccolta di proposte per rappresentare un ampio numero di inziative di tutta l'Unione Europea. La FIDAPA Distretto Sardegna è parte integrante di uno di questi 9 progetti


Cagliari 4.02.2004

La Commissione Europea ha lanciato una campagna di informazione sul tema della promozione della mobilitá professionale e geografica degli europei con la finalitá di aumentare la conoscenza dei vantaggi della mobilitá professionale e dell'apprendimento con un'amplia offerta di informazione in tutta Europa. Gran parte di questa campagna si realizzerá per mezzo di 9 progetti 2003-2004.
Questi progetti sono stati selezionati attentamente dalla Commissione Europea dopo una raccolta di proposte per rappresentare un ampio numero di inziative di tutta l'Unione Europea riassumendo il tutto in uno slogan "Mobilitá professionale, il tuo futuro?" facendo arrivare lo slogan in diverse maniere a diverse tipologie di pubblico.

La FIDAPA Distretto Sardegna - in un comunicato - fa sapere di essere parte integrante di uno di questi 9 progetti che FAEMME (Federació d`Associacions d`Empresàries de la Mediterrània) ha vinto.
Il progetto vuole promuovere nei 4 paesi del mediterraneo della UE la mobilitá professionale della donna qualificata. Con tale fine il 30 gennaio 2004 è stato inaugurato un portale sul lavoro Womenmobility.org relazionato col portale della Commissione Europea www.europa.eu.int/eures.
Questo portale informerá ogni regione partecipante (25) nei 4 paesi - Spagna, Francia, Italia e Grecia - delle possibilitá che rappresenta il mercato interno per la mobilitá professionale e geografica soprattutto dedicato sulla donna qualificata.
Si può dunque affermare che questa campagna rappresenta piú che mai una straordinaria piattaforma di cooperazione internazionale, di grande riflesso e notorietá per la FIDAPA e la FAEMME.




Continua il braccio di ferro tra il Ministero della Salute e le Regioni
Come combattere l'epidemia della lingua blu?


L'assessore regionale della Sanità, Roberto Capelli, nel corso della Conferenza Stato-Regioni,
ha lamentato la mancanza di una chiara sperimentazione, una corretta programmazione per la vaccinazione, e garanzie sulla movimentazione e sul supporto finanziario

L'assessore regionale della Sanità Roberto Capelli
Cagliari 4.02.2004
Continua il braccio di ferro tra il Ministero della Salute e le Regioni sulle modalità d'intervento per combattere l'epidemia della lingua blu. A seguito delle problematiche poste dalla Sardegna sulla superficiale gestione da parte del Ministero di questa nuova ondata di epidemia della lingua blu, questa mattina a Roma si è tenuto un incontro tecnico tra la Direzione generale dei Servizi veterinari e i responsabili dei servizi veterinari.
Durante la riunione, iniziata alle 9 e conclusa alle 13.30, è emerso che il Ministero è deciso ad applicare i protocolli comunitari trasferendo alle Regioni la responsabilità per le decisioni sulle modalità di vaccinazione. La Sardegna e le altre Regioni si sono opposte con fermezza, perché tale responsabilità non può essere attribuita alle amministrazioni locali per la mancanza di certezze da parte del Ministero e del Centro di riferimento di Teramo sulla sperimentazione e sugli eventuali rischi della vaccinazione.
Nel pomeriggio, così come era stato preso l'impegno, è stato discusso al primo punto dell'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni il caso Sardegna per la lingua blu. L'assessore regionale della Sanità, Roberto Capelli, pur rimarcando la disponibilità della Sardegna alla vaccinazione, ritenuto unico elemento valido per il contenimento della malattia, ha evidenziato e lamentato la mancanza di una chiara sperimentazione, una corretta programmazione per la vaccinazione, e garanzie sulla movimentazione e sul supporto finanziario.
"Avendo riscontrato che ormai siamo fuori termini per procedere alla vaccinazione e che manca chiarezza sotto tutti i profili, sia dal punto di vita scientifico, ossia per gli eventuali effetti indesiderati causati dalla vaccinazione, sia dal punto di vista finanziario, dato che il Governo non ha stanziato fondi per la lingua blu, esprimo il mio riserbo sulla vaccinazione". La posizione dell'assessore Capelli è stata condivisa e appoggiata dall'assessore della Sanità della Puglia.
La Conferenza, alla quale hanno partecipato anche il Commissario unico per la lingua blu e i responsabili del Ministero e del Centro di riferimento di Teramo, si è conclusa con la redazione di un documento, che recepisce le perplessità manifestate dall'assessore, che sarà portato al tavolo della Conferenza dei presidenti delle Regioni.
"La Sardegna - ha affermato Capelli - è stata lasciata sola per quanto riguarda le coperture finanziarie e la Regione ha risposto da sola sia per i rimborsi agli allevatori sia per tutti gli interventi necessari per combattere l'epidemia. Lo Stato finora è latitante. Non è sufficiente che la Sardegna - ha concluso Capelli - venga presa ad esempio per il buon lavoro fin qui svolto, pretendiamo i dovuti riconoscimenti in termini economici e scientifici".
Capelli ha convocato per domani la riunione del tavolo tecnico-scientifico, che coinvolgerà anche tutte le associazioni degli allevatori, per decidere in che modo procedere.



Il saluto del Presidente Serrenti al Capo dello Stato
La stima del popolo sardo al Presidente Ciampi


"Ci sono diritti storici cui nessuno può rinunciare, come quello del popolo sardo ad autogovernarsi autonomamente, e situazioni politiche di cui si deve prendere atto, come la necessaria convivenza di identità diverse all'interno di questo Stato"


Sassari: Palazzo Sciutti

Sassari 4.02.2004

Il presidente del Consiglio regionale, Efisio Serrenti, nel corso della solenne cerimonia che si è tenuta a Sassari, nel palazzo Sciutti, in occasione della visita ufficiale del presidente della Repubblica, ha rivolto al Capo dello Stato un breve cenno di saluto, che riportiamo integralmente.

Signor presidente,

in queste ore trascorse nelle antiche capitali dei Regni sardi di Arborea e di Torres Ella ha avuto certamente modo di percepire quanta stima il popolo sardo nutra nei suoi confronti. Consenta dunque a me di rinnovarle il senso di tale sentimento a nome del Parlamento regionale della Sardegna, erede delle antiche libertà giudicali e dell'indipendenza stamentaria.

La storia ha fatto sì che quelle libertà e indipendenza finissero e che, attraverso vicende secolari, la Sardegna conoscesse momenti di federalismo, di autonomia, di dipendenza assoluta e, di nuovo, di autonomia in una prospettiva di federalismo. Ci sono diritti storici cui nessuno può rinunciare, come quello del popolo sardo ad autogovernarsi autonomamente, e situazioni politiche di cui si deve prendere atto, come la necessaria convivenza di identità diverse all'interno di questo Stato.

Ella, signor presidente, rappresenta l'unità di una repubblica che si avvia, fra non poche contraddizioni, a riconoscere compiutamente tali identità attraverso forme di federalismo. Di questa repubblica ci sentiamo parte.

Non è un caso che la Sardegna come tale abbia partecipato alle spedizioni militari di pace in Kossovo e in Iraq, e lo abbia fatto con uno dei simboli fondamentali della sua identità, quella Brigata Sassari la quale allevò nel suo seno l'idea che fosse possibile riconquistare all'isola l'autonomia. Alla Brigata Sassari, al ritorno da Nassiryia dove ha lasciato una tragica testimonianza del valore dei suoi uomini, domani renderemo onore nella caserma Lamarmora, nel ricordo del caro maresciallo Silvio Olla.

A Lei non è ignoto, signor Presidente, l'attaccamento che tutti i sardi sentono nei confronti dei dimònios, dei sassarini. C'è, va da sé, un riconoscimento antico e recente del coraggio mostrato in guerra, ma anche, e forse soprattutto, un duplice ringraziamento per aver mostrato lontano dall'isola di essere non gente ma popolo.

La Sardegna, come altre regioni d'Europa del resto, soffre di una grave crisi economica di cui altri le hanno parlato, signor Presidente, nei termini più consoni alle personali sensibilità e cultura. Non esiste, però, fuori delle enfasi volte a un fine, un declino della Sardegna né più né meno di come non esiste un declino dell'Italia, come Ella a ragione va ripetendo.

Nessun declino, certo, ma crisi sì. Il problema è che esistono difficoltà congiunturali e difficoltà strutturali. Dalle prime si potrà uscire, presto o tardi, quando i primi sintomi di ripresa che volteggiano sull'Europa si manifesteranno in maniera importante. Si starà allora meglio, l'occupazione aumenterà, il prodotto interno crescerà; ma la Sardegna continuerà ad avere un differenziale di sviluppo che neppure un auspicato riconoscimento della sua insularità potrà colmare.

Il problema fondamentale, la ragione della crisi strutturale della nostra isola, sta nel basso tasso di autonomia che in parte ci è dato di avere e, in parte forse più grande, come sardi riusciamo ad esercitare. Troppe e spesso immotivate le fratture che un brutto concetto della politica crea nella nostra società, dal Parlamento regionale al consiglio comunale del più piccolo paese. Troppo rare le occasioni di unità e sempre legate, come nella nostra preistoria, alla resistenza ad assalti esterni piuttosto che al progetto del futuro dell'isola.

Non sono certo da sottovalutare questi momenti di unità, come è capitato anche in questi giorni, signor Presidente. La reazione istituzionale, politica e culturale è stata pressoché unanime; gran parte del mondo politico ha resistito alla tentazione della primazia e della diversità ad ogni costo.

Ma temo che, domani, di fronte a questioni non più di resistenza ma di progettazione, le divisioni avranno il sopravvento anche su problemi magari condivisi sia nella loro individuazione sia nelle loro soluzioni. E così, l'autonomia perde ancora il suo carattere di valore di popolo. Ciò non vuol dire assolutamente che dovremo rinunciare ad una più che decennale battaglia per l'acquisizione di tutte le quote di sovranità che sarà possibile. Anzi, sarà necessario intensificare il franco dibattito con lo stato per giungere quanto prima a una sua vera riforma federale.

A questo è legata la possibilità di fare della Sardegna una terra prospera e di avere con il resto dell'Europa reali rapporti di interdipendenza, ma anche di investire le future classi dirigenti sarde della enorme responsabilità di governare una società realmente autonoma, sempre meno dipendente dall'esterno.

Quanto ho avuto l'onore di dire, signor Presidente, è un aspetto della complessa realtà sarda che ho ritenuto giusto e onesto prospettarle da presidente di un Consiglio regionale che trovò, giusto 55 anni fa, le sue radici nella battaglia democratica e pacifica per l'autonomia. Quel che undici lustri fa sembrò ai più sufficiente e a non molti del tutto inadeguato, oggi va ripensato. Lo farà il prossimo Consiglio regionale che, mi auguro, avrà in Lei, signor Presidente, un attento suggeritore e difensore dell'autonomia e della identità dei sardi.




La morte di un militare al Poligono di Capo Teulada
Interrogazione dei DS sulla sicurezza nelle aree militari

I consiglieri diessini hanno chiesto che all'interno dell'area militare vengano scrupolosamente adottate tutte le misure necessarie per garantire non solo la salute, ma la sicurezza dei soldati impegnati nelle esercitazioni
L'On. Antonio Calledda

Cagliari 4.02.2004
Una interrogazione urgente al Presidente della Giunta regionale "Sul grave incidente avvenuto nel corso di un'esercitazione militare nel Poligono di Capo Teulada che ha causato la morte di un militare di 29 armi", è stata presentata stasera dai consiglieri regionali del Gruppo DS, primo firmatario Antonio Calledda.

Nel documento i consiglieri rilevano che la nostra isola subisce pesanti limitazioni a causa delle esigenze addestrative delle Forze Armate e che il solo Comune di Teulada ha ben 7.200 Ha totalmente inibiti agli usi produttivi.

Inoltre, i vertici della Difesa hanno progettato la realizzazione di una nuova e sofisticata struttura all'interno di una vasta area attrezzata per la simulazione del combattimento nei centri abitati che si aggiungerebbe all'attuale densità delle operazioni addestrative, e che potrebbe comportare ulteriori e non calcolabili conseguenze sulla salubrità dell'ambiente di vita e di lavoro e sulla sicurezza delle popolazioni locali.

Dopo aver sottolineato la gravità dell'incidente accaduto nella mattinata nel Poligono di Capo Teulada che ha causato la morte di un giovane caporalmaggiore di Lecce impegnato in un'attività a fuoco del poligono, i consiglieri diessini hanno chiesto di conoscere quali siano le cause che hanno determinato la morte del militare e se il Presidente della Giunta Regionale sarda non ritenga di dover immediatamente porre in essere tutti gli atti necessari perché all'interno dell'area militare vengano scrupolosamente adottate tutte le misure necessarie per garantire non solo la salute, ma la sicurezza dei soldati impegnati nelle esercitazioni.




Sostegno all'attività degli oratori parrocchiali e delle comunità religiose
La proposta di legge n. 331 da troppo tempo giace in un cassetto


 

E' necessario che la Regione Sarda si doti di una norma che ne riconosca e sostenga la funzione educativa e sociale


L'On.le Franco Sergio Pisano (Riformatori)


Cagliari 4.02.2004
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviata dall'On.le Franco Sergio Pisano (Gruppo Riformatori Sardi) al Presidente della VII Commissione Regionale con la quale si sollecita la definizione dell'esame della proposta di legge per gli "oratori parrocchiali e delle comunità religiose".

Preg.mo
On.le Avv. Gianni Locci,
Presidente della VII Commissione
Consiglio Regionale della Sardegna

SEDE

Onorevole Presidente,

simbolicamente, Le ho voluto scrivere nella giornata in cui la Chiesa ricorda la grande figura di San Giovanni Bosco, il Santo dei giovani, di chi ha fatto del proprio impegno sociale ed educativo una missione di vita religiosa, di chi ha avuto la grande intuizione di "inventare" gli oratori parrocchiali come presidii sociali per combattere l'isolamento e la devianza giovanile.
E lo faccio per richiamare la Sua attenzione sull'urgenza di porre all'esame ed all'approvazione della Commissione consiliare da Lei presieduta la proposta di legge n. 331 "Norme per la tutela ed il sostegno delle attività con finalità sociali ed educative svolte dalle parrocchie e dalle comunità religiose mediante gli oratori", di cui sono firmatario insieme ai colleghi Fantola, Cassano e Vargiu, proposta in attesa d'essere esaminata dal lontano mese di luglio del 2002.
Sono certo che Lei condividerà questa urgenza che deriva dalla evidente emergenza che proviene oggi dal crescente disagio giovanile, ma anche dalla grande attesa del mondo della Chiesa. Così come recentemente affermato anche dalla Conferenza Episcopale Sarda, è necessario che la Regione Sarda si doti di una norma che riconosca e sostenga la funzione educativa e sociale degli oratori parrocchiali e delle comunità religiose, anche in sintonia con quanto ha già fatto il Parlamento Italiano.
Nelle più piccole comunità, ma anche nelle più grosse borgate delle città della Sardegna, ancora oggi, gli oratori costituiscono la più importante, se non l'unica, concreta realtà posta a difesa del diritto degli adolescenti e dei giovani a poter fruire di adeguate esperienze educative e di crescita sociale. I progetti educativi elaborati dagli oratori sono basati sul principio della funzionalità centrale della famiglia e della sua integrazione in rapporto alle marginalità sociali centrifugate dalla la vita di oggi, verso valori sempre meno saldi.
Per questi motivi, ma anche per la coerenza rispetto all'impegno politico posto a base del nostro movimento e del nostro comune sentire, Le indirizzo, carissimo Presidente, la preghiera di voler inserire l'esame della richiamata proposta di legge prioritariamente fra i punti dell'ordine del giorno dei lavori della Sua commissione.

Certo della Sua attenzione, porgo i più distinti saluti.

Franco Sergio Pisano