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Attualità
- Febbraio 2004 -
Anni
- Mesi |
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LArcivescovo
di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, visita il Consiglio
regionale
Le istituzioni e la Chiesa devono collaborare
per il bene della Sardegna
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La
prima visita ufficiale del “capo spirituale” della
diocesi cagliaritana al “nuovo” palazzo dell’Assemblea
sarda
Il palazzo del Consiglio Regionale
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Cagliari 10.02.2004
Le istituzioni
pubbliche, e sopra tutte il Consiglio regionale che rappresenta
il popolo sardo, devono operare per il bene comune mantenendo
un saldo rapporto di collaborazione con la Chiesa.
Lo ha detto ieri mattina
S. E. Monsignor Giuseppe Mani, arcivescovo di Cagliari, nel
corso della sua prima visita al Consiglio regionale, culminata
con la benedizione dellAula e dei presenti. E
la prima volta che un arcivescovo fa ingresso nel Consiglio
regionale della Sardegna.
Lalto prelato, che
si è insediato da pochi mesi, è stato ricevuto
dal presidente del Consiglio regionale, onorevole Efisio Serrenti,
accompagnato dai vicepresidenti, onorevoli Salvatore Sanna
e Luigi Biggio, e dal questore, onorevole Claudia Lombardo.
Il presidente Serrenti
ha salutato con piacere larcivescovo Mani auspicando
una sempre migliore collaborazione tra la Chiesa sarda
e il Consiglio regionale, al fine di individuare quelle sacche
di debolezza sociale e di bisogni che spesso le istituzioni
scorgono in tempi più lunghi rispetto alla Chiesa.
Il presidente Serrenti ha poi ricordato limpegno
concreto che la Regione ha profuso per la conservazione, la
valorizzazione e il restauro del vasto quanto importante patrimonio
artistico della Chiesa sarda.
Dopo aver ringraziato i
rappresentanti dellAssemblea e ricordato il ruolo
fondamentale delle istituzioni pubbliche per il benessere
della collettività sarda, S. E. Monsignor Mani
è stato accompagnato nellAula consiliare dove
ha incontrato anche i dipendenti del Consiglio. Lalto
prelato ha affermato che in Sardegna più che
altrove è forte lattaccamento ai valori e alla
tradizione, riferendosi alla cura che i Sardi hanno
verso il patrimonio artistico e culturale dellIsola.
Monsignor Mani ha poi citato una frase di Paolo VI: Nelle
istituzioni pubbliche ci si impegna per il bene comune, ovvero
perché la gente stia bene. Quanto alla Chiesa, noi
ci occupiamo invece di far diventare tutti più buoni.
Da questo scaturisce la collaborazione tra noi, perché
quando si sta bene è più facile essere buoni.
E viceversa. Dunque, tutti voi potete contare sulla mia preghiera
e sulla mia amicizia.
Terminato il breve intervento,
S. E. Monsignor Mani ha recitato il Padre Nostro e impartito
la benedizione. (c.c.) |
L'assessore
alla Sanità Roberto Capelli interviene in
seguito alle dichiarzioni di Soru sulla sanità
"Quanto costerà Renato
Soru alla Sardegna?"
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Chiudere
i piccoli ospedali, polarizzare l'assistenza sui grossi
centri, ma anche in tema industriale, commerciale,
culturale, ambientale, sociale: non c'è chiarezza,
non c'è l'esplicitazione
di un progetto, ma solo accuse
Roberto Capelli assessore regionale della Sanità
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Cagliari 10.02.2004
"Quanto costerà Renato
Soru alla Sardegna?" Se lo chiede l'assessore alla Sanità
Roberto Capelli intervenendo con una nota alle dichiarazioni
di Soru fatte all'incontro organizzato dall'Associazione Articolo
32 sulla Sanità. "Il prezzo è sicuramente
alto - afferma Capelli - ma va pagato! Recuperare un solo
cittadino sardo, fare tutto il possibile perché possa
tornare alla normalità, è il dovere di qualunque
Assessore alla Sanità. E' però evidente che
per certe patologie bisogna investire in costose ricerche,
trovare la giusta terapia e attendere che l'individuo risponda
alla cura, (praticamente, in questo caso, un investimento
al buio)".
E' preoccupante - sostiene l'assessore- la cura che Soru propone
per la Sardegna non solo in tema di Sanità, (chiudere
i piccoli ospedali, polarizzare l'assistenza sui grossi centri),
ma anche in tema industriale, commerciale, culturale, ambientale,
sociale: non c'è chiarezza, non c'è l'esplicitazione
di un progetto, ma solo accuse, (alcune universalmente condivisibili),
demonizzazione della politica da un lato e ricerca dei relativi
privilegi dall'altro.
"In un primo momento - afferma Capelli - mi hanno fatto
sorridere le sue tesi sul sistema produttivo, sull'agricoltura
e la pastorizia. Ma il culmine di preoccupate risate l'ho
raggiunto sulle sue tesi in materia di sanità. Mi chiedo
come può un valente imprenditore affrontare superficialmente
gli effetti di un fenomeno senza analizzarne le cause? O forse,
analizzandole, si è reso conto che il meccanismo perverso
che domina ci è stato consegnato dai suoi compagni
di cordata, che dall'ottantacinque non sono riusciti a produrre
un piano sanitario regionale? Soru non offende certamente
me quando parla di Sanità fucina di clientelismo e
affarismo. Guarda sicuramente verso chi sta dietro e intorno
a lui e ha conoscenza ed esperienza nella gestione di tali
materie. E' evidente che il 'nostro Presidente' non conosce
gli atti prodotti in questi anni; non conosce la realtà
dei piccoli ospedali; non distingue tra razionalizzazione,
ottimizzazione e chiusura dei servizi; non conosce la realtà
Sardegna, ma, ancor più grave, non conosce le proposte
del suo centro -sinistra".
Quindi l'assessore Capelli si rivolge a Soru con un "Caro
Presidente! - e aggiunge - con le sue esternazioni lei offende
chi lavorando 12/14 ore al giorno cerca di trovare soluzioni
ai mille problemi della nostra isola. Non offende solo la
'politica onesta e pulita' - che esiste! - ma tutti quei dirigenti,
funzionari, impiegati ed onesti lavoratori che, ogni giorno,
combattono per correggere le storture di un sistema che certa
politica, (si guardi un po' dietro!), clientelare e affaristica,
ci ha consegnato. Offende quei medici ed operatori della sanità
che nei piccoli ospedali e nei nostri piccoli paesi -vera
ricchezza della nostra terra- prestano servizio con pochi
mezzi e molto impegno; offende tutte quelle persone che, anche
gratuitamente, su quei 'furgoni' con le lucette blu sul tetto
(Ambulanze!), corrono per le difficili strade della Sardegna
con l'intento di salvare una vita".
"Le prove del nostro impegno per la sanità sarda
- conclude la nota dell'assessore alla Sanità Roberto
Capelli - sono negli atti che quotidianamente portiamo avanti,
tra mille difficoltà finanziarie e nonostante il momento
di difficile confronto con lo Stato. Su questi atti, su ciò
che è stato fatto e su cosa intendiamo fare, non solo
in tema di sanità, sono pronto a discutere pubblicamente
con lei. Ovviamente dandole tutto il tempo necessario per
studiare e per leggere i 'suggerimenti' che il suo 'staff'
le scriverà. Da parte mia le illustrerò le nostre
proposte con la mia voce, usando la mia testa e il mio cuore,
anche se a volte questo può voler dire che i conti
possono non tornare". |
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Ora
si potrà cacciare anche a febbraio
Il Consiglio regionale approva
il dl 518 "Norme per la protezione della fauna
selvatica e della caccia in Sardegna"
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La
votazione finale a scrutinio palese della legge ha
dato il seguente esito: presenti 63,
votanti 61,
si
53, no
8,
astenuti 2
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Cagliari
11.02.2004
Il Consiglio regionale nella seduta antimeridiana di oggi
ha approvato, con 53 Si, 8 No e 2 Astenuti, il dl 518/A
presentato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore
della difesa dell'ambiente, Pani, di concerto con l'Assessore
dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, Contu, "Norme
per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio
della caccia in Sardegna" che a seguito di un emendamento
presentato dai consiglieri di Rifondazione Cogodi e Vassallo,
emendamento approvato nella seduta di ieri alla ripresa
dei lavori, il titolo della legge è stato modificato
in Norme in materia di protezione della fauna selvatica
e di prelievo venatorio in Sardegna, in attuazione della
legge 3 ottobre 2002 n. 221.
Col dl approvato oggi l''Assessore regionale della difesa
dell'ambiente, sentito l'Assessore regionale dell'agricoltura,
con proprio decreto consente, per periodi di tempo definiti,
il prelievo, in deroga, di specie omeoterme che per la loro
consistenza provocano gravi danni alle colture agricole
in atto, ritenuto che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti
ai sensi della Legge 3 ottobre 2002, n. 221, e dell'articolo
9, comma 1, della direttiva 79/409/CEE e successive modifiche.
2. Nel decreto vengono indicati specie, numero di capi e
modalità di prelievo.
Soddisfatto il capogruppo dell'Udc, Nello Cappai, per l'approvazione
del disegno di legge, che consente il prelievo in deroga
di alcune specie di volatili.
"Oggi il Consiglio regionale ha dato la prima risposta
concreta al mondo venatorio. Ma non è ancora sufficiente.
Tutti coloro i quali hanno espresso il loro parere a favore
della caccia dovrebbero adoperarsi, così come qualcuno
ha suggerito, per la modifica della legge nazionale 157,
affinché la stagione venatoria venga prorogata fino
al 28 febbraio, se non addirittura ai primi di marzo, in
quanto le condizioni climatiche della Sardegna sono diverse
da quelle di altre regioni italiane".
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A
febbraio alla Fiera Internazionale della Sardegna
la IV Edizione
"Fiori
d'Arancio"
Come rendere il giorno delle nozze, indimenticabile
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Dal
12 al 15 Febbraio, confermando anche quest'anno l'ingresso
gratuito, una formula che nel 2003 ha premiato, con
10.000 presenze
Visitatori alla Fiera
Internazionale della Sardegna
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Cagliari
11.02.2004
Ormai giunta alla sua quarta edizione,
"Fiori d'Arancio" si è conquistata un posto
di primo piano, nel folto calendario di manifestazioni fieristiche
sarde, costituendo un irrinunciabile appuntamento, per tutti
coloro che intendono rendere il giorno delle nozze, indimenticabile.
Un salone specializzato delle forniture e dei servizi per
il matrimonio a 360°, capace di dissolvere ogni dubbio
e soddisfare tutte le curiosità sulle ultime tendenze,
la cerimonia nuziale, gli arredi per la casa, i servizi fotografici,
gli abiti, le acconciature, le bomboniere e immancabile, la
ristorazione.
Fiori d'Arancio, si svolgerà come di consueto, alla
Fiera Internazionale della Sardegna dal 12 al 15 Febbraio,
confermando anche quest'anno l'ingresso gratuito, una formula
che nel 2003 ha premiato, con 10.000 presenze.
Oltre 70 aziende, distribuite nei padiglioni I e nel centro
servizi, esporranno i loro prodotti, in una superficie totale
di 5.000 mq.
Anche in questa edizione verranno riproposti, a cornice della
manifestazione, accattivanti defilè di abiti da sposa,
di abbigliamento da viaggio per la luna di miele, che si svolgeranno
nelle giornate di sabato e di domenica con due appuntamenti
giornalieri, alle ore 12.00 e alle 17.30.
In una suggestiva ambientazione paragonabile ad un palcoscenico,
fatta di tulle e di cascate di fiori, sarà di scena
una teatrale sfilata di abiti da sposa, creata dallo stilista
Stefano Carboni, interamente giocata sull'ironia e sul colore,
per andare oltre il tradizionale abito bianco o pastello.
Si potranno ammirare corpini intagliati e arricchiti di pizzi
"disegnati" con sottili cordoncini di seta o con
geometriche applicazioni di raso multicolore, frutto di un
meticoloso lavoro sartoriale.
La sfilata sarà accompagnata dalle musiche del complesso
bandistico dell'associazione musicale G.Verdi di Serramanna,
diretto dal maestro Renzo Marrocu.
Tutte le sfilate della manifestazione, saranno intervallate
da momenti musicali e di spettacolo, di particolare interesse
la danza del ventre.
Immancabile, "Gran Menù", l'esposizione
di tavole finemente apparecchiate; accanto a quella "imperiale",
sontuosa ed elegante, le aziende partecipanti si sfideranno
in un'avvincente gara, nella quale un ruolo attivo verrà
svolto dai visitatori, che con il loro voto, decreteranno
quella vincitrice.
E ancora, per un matrimonio curato in tutte le sfaccettature,
gli addobbi floreali e le esibizioni dei coiffeur per le acconciature
più ricercate.
----------- Tutti i numeri
del "Giorno più bello"
In Italia si celebrano in
media 300 mila matrimoni. L'indotto, secondo l'Osservatorio
permanente sugli spazi di Eurisko Condé Nast
è di 5 milioni di euro.
Nel 2001: 260 mila matrimoni (190 religiosi e 70 civili),
di cui 105 al sud, 105 al nord e 49 al centro.
Secondo i dati Istat 50 mila coppie si sposano a settembre,
30 mila a ottobre, e altre 30 mila a maggio.
Nel 2001 il fatturato in Sardegna intorno al fenomeno
nozze è stato di 150 milioni di euro, con 50
milioni tra Cagliari e hinterland. Nel 2000 in Sardegna
ci sono stati circa 7800 matrimoni (1580 a Cagliari
e hinterland). Nel 2001 secondo stime si sarebbe toccato
quota 8500 matrimoni.
FIORI D'ARANCIO 2003
Area espositiva 5.000 mq
Stand 126
Area show room 1000 mq
Area gran menù 500 mq
Ring hair stylist 100 mq
Espositori 74
Presenze oltre 10 mila
QUANTO COSTA SPOSARSI
Investimento medio ammonta a 31.500 euro.
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L'Amministrazione
dedica una via ai Martiri delle Foibe
Giornata della Memoria degli esuli
di Istria Fiume e Dalmazia
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Il
sindaco Tedde si è soffermato sull'importanza
della conclusione dell'iter che porterà in
parlamento la proposta di legge per istituzionalizzare
il 10 Febbraio in ricordo della tragedia dei profughi
giuliani
Fertilia
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Alghero
11.02.2004
L'Amministrazione comunale dedicherà
una via cittadina ai Martiri delle Foibe. Lo ha annunciato
il sindaco Marco Tedde nel corso della cerimonia di presentazione
del libro "Ischida", realizzato dagli alunni delle
scuole medie di Fertilia sul tema dell'esodo giuliano - dalmata.
La cerimonia di presentazione del libro si è svolta
in concomitanza con la Giornata della Memoria degli esuli
di Istria Fiume e Dalmazia, nella chiesa di San Marco a Fertilia.
"Un modesto segno da parte dell'Amministrazione, - ha
detto il sindaco nel suo discorso - quale contributo affinché
la memoria sia tenuta viva, è l'aver scelto di ricordare
i Martiri delle Foibe con l'intitolazione di una strada qui
a Fertilia".
Il sindaco si è inoltre soffermato sull'importanza
della conclusione dell'iter che porterà in parlamento
la proposta di legge per istituzionalizzare il 10 Febbraio
in ricordo della tragedia dei profughi giuliani. "Oggi
attendiamo con fiducia che venga istituzionalizzata con legge
una giornata importante della nostra storia - ha detto davanti
agli alunni delle scuole medie di Rovigno, presenti alla cerimonia
- attendiamo che a quei drammatici eventi venga restituito
il giusto posto nella storia d'Italia. E' un obbiettivo, questo,
che ha compiuto molti passi avanti (questa giornata è
oramai nei nostri cuori, nelle nostre coscienze), ma altri
ne deve compiere.
Per questo è giusto ricordare: per dovere nei confronti
di chi ha subito atroci umiliazioni e affinché il ricordo
non rimanga confinato alle associazioni degli esuli ma diventi
una data ufficiale da tenere viva e anche vitale sotto il
profilo dell'ufficialità istituzionale".
Alla cerimonia erano presenti gran parte dei protagonisti
del libro realizzato dagli alunni della scuola media n. 2
di Fertilia, che hanno interpretato se stessi nel ruolo di
testimoni di quei giorni drammatici. Rivolto a loro il sindaco
ha detto che "il Governo italiano ha chiesto ufficialmente
scusa per tutto ciò che è accaduto e che i libri
di scuola non hanno raccontato. Ha chiesto scusa per un debito
ancora insoluto e per l'imbarazzo con il quale è stata
trattata la vicenda. Anche la nostra comunità - ha
concluso - come del resto tutta l'Italia, ha forse alcune
colpe da scrollarsi di dosso, prima fra tutte l'insensibilità
nei confronti della tragedia che ha segnato il passato dei
cittadini algheresi, di questi nostri fratelli chiamati profughi".
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"L'Esodo
- La tragedia degli esuli giuliano-dalmati"
Una
pagina dimenticata della storia italiana
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Marisa
Brugna nel suo libro "La memoria negata"
(Edizioni Condaghes) racconta la sua esperienza
di esule istriana
Esuli
giuliani in attesa di imbarcarsi sul Toscana in
partenza per la Sardegna
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Alghero 11.02.2004
Uno dei tanti episodi dimenticati della storia italiana è
l'Esodo delle Popolazioni Giuliano-Dalmate iniziato nel 1947,
dopo la firma del Trattato di Parigi che cambiò i confini
del nord-est, costringendo l'Italia a cedere l'Istria, Fiume
e la Dalmazia alla Jugoslavia. Furono oltre 350.000 gli Esuli
che per mantenere la propria identità nazionale furono
costretti dal regime jugoslavo di Tito ad abbandonare il suolo
natio, privati di tutti i loro beni.
Da allora, alle vittime di questo triste esodo i governi italiani
non sono riusciti a garantire né diritti, né
alcun tipo di risarcimento morale o economico, subordinando
le legittime istanze di questi Cittadini alle esigenze della
politica estera, succube degli equilibri derivati dalla spartizione
dell'Europa decisa a Yalta.
Una vicenda che ha coinvolto anche la Sardegna, in particolare
la borgata di Fertilia, dove un numeroso gruppo di Esuli trovò
ospitalità, ricostruendosi una nuova e libera esistenza.
Tra questi anche Marisa Brugna, che nel suo libro "La
memoria negata" (Edizioni Condaghes) racconta la sua
esperienza di esule istriana. A partire dal 1949, quando a
sette anni, insieme alla sua famiglia, dovette abbandonare
Orsera, un piccolo paese tra Rovigno e Parendo, arrivando
in Sardegna nel 1959, dopo aver trascorso dieci anni all'interno
di un 'Centro di Raccolta Profughi per Esuli Giuliani' a Marina
di Carrara.
Gli esuli giuliano-dalmati si lasciavano alle spalle anche
un altro dramma, quello delle foibe. "La notte lo ga
portato via", era la frase in codice che usavano gli
italiani d'Istria per dire che qualcuno di loro era stato
infoibato. Furono decine di migliaia gli italiani delle terre
istriane, giuliane e dalmate vittime della feroce 'pulizia
etnica' perpetrata dagli slavi, i cui corpi furono gettati,
per essere occultati, nelle cavità (le famigerate foibe)
del sottosuolo dell'altopiano carsico, dove ancora oggi in
gran numero giacciono.
L'on Roberto MENIA, deputato di Trieste, è primo firmatario
della proposta di legge per l'istituzione del 10 febbraio
come "Giornata Nazionale del Ricordo delle vittime delle
foibe e dell'esodo".
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Nell'incontro
organizzato dall'Associazione Articolo 32 sulla Sanità
Soru: "Non ho mai parlato di chiusura
dei piccoli ospedali"
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"Il
miglioramento della qualità dei servizi, che
potrà avvicinare anche l'isola agli standard
qualitativi dei centri di eccellenza del resto dell'Italia,
potrà essere raggiunto evitando sprechi e diseconomie"
Renato Soru
Courtesy www.sardegnaoggi.it
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Cagliari 11.02.2004
In merito alle notizie riportate dai quotidiani sulle
sue dichiarazioni all'incontro organizzato dall'Associazione
Articolo 32 sulla Sanità, svoltosi sabato u.s., Renato
Soru ha ribadito in una nota quanto già espresso
in quella occasione. Di seguito pubblichiamo il testo del
comunicato.
L'attuale livello di spesa
pubblica sanitaria in Sardegna è in linea con quella
nazionale, esiste tuttavia un notevole divario nella qualità
del servizio erogato. Il miglioramento della qualità
dei servizi, che potrà avvicinare anche l'isola agli
standard qualitativi dei centri di eccellenza del resto
dell'Italia, potrà essere raggiunto evitando sprechi
e diseconomie, cioè con un più razionale utilizzo
dei fondi messi a disposizione.
Riqualificare la spesa presuppone
innanzitutto una programmazione. In Sardegna il Piano Sanitario
Regionale manca dal 1985, probabilmente per ragioni di convenienza
di qualcuno, e può essere fatta in breve tempo con
un documento che tocchi le aree principali della sanità,
e soprattutto quelle nelle quali è più evidente
lo spreco, come la spesa farmaceutica, che da sola rappresenta
il 16% della spesa sanitaria e nell'ultimo anno è
cresciuta del 17%, contro un trend nazionale di senso inverso,
e la spesa ospedaliera. Quest'ultima, infatti, da sola rappresenta
più del 50% della spesa sanitaria sostenuta.
Per quanto riguarda in particolare
i piccoli ospedali, non si è mai parlato di chiusura.
Si è piuttosto detto che le strutture decentrate
andranno riconvertite e riqualificate non tanto per una
necessità di efficienza, ma soprattutto per assicurare
una migliore qualità del servizio erogato. La riqualificazione
va vista infatti in un'ottica di rete ospedaliera integrata
nella quale non tutte le strutture hanno lo stesso ruolo.
Peraltro il ritardo della riqualificazione
di alcuni piccoli ospedali (che in parte possono essere
riutilizzate come Residenze Sanitarie Assistite (RSA)),
così come già previsto dalla normativa, sembra
essere funzionale alla nascita di strutture privale alternative,
così come sta attualmente accadendo in diverse zone
della Sardegna.
Ho partecipato all'incontro
di sabato con il proposito dichiarato di ascoltare e imparare
da chi opera quotidianamente nel settore sanitario. Il mio
impegno è quello di contribuire a ridefinire un sistema
sanitario regionale adeguato alle esigenze dei cittadini
sardi, non avendo timore di scontentare chi vi specula o
chi vi costruisce le proprie carriere politiche.
Renato Soru
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Dichiarazione
dellon. Ivana Dettori sulla legge, approvata
dal Parlamento, sulla fecondazione assistita
"La Sardegna, pagherà un
prezzo doppio"
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Sono
preoccupanti gli effetti che la legge avrà
sulle tecniche pre-impianto, fondamentali nella
precoce diagnosi prenatale delle anomalie congenite
L'On. Ivana Dettori del gruppo Misto - Democratzia
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Cagliari
11.02.2004
Pubblichiamo la dichiarazione
che lonorevole Ivana Dettori, del gruppo Misto-Democratzia,
ha rilasciato sulla legge per la fecondazione assistita,
approvata ieri dal Parlamento nazionale.
Ieri è stata approvata
definitivamente la legge sulla fecondazione medicalmente
assistita, la legge costituisce una inaccettabile aggressione
alla libertà e ai diritti fondamentali di donne e
uomini.
La legge calpesta il
rispetto della dignità della persona, vale a dire
il principio del riconoscimento della libertà di
compiere autonomamente le scelte fondamentali della propria
vita personale, tra cui quelle riproduttive.
Viola i diritti, costituzionalmente
sanciti: il diritto di
libertà personale; il
diritto alla salute; il
principio di non discriminazione; il
principio di libertà della ricerca scientifica.
Questa legge è
una legge integralista, assurda per uno stato laico.
Chi avrà soldi
potrà recarsi negli altri Paesi, per continuare ad
utilizzare le tecniche della procreazione assistita, chi
non ha soldi e non può aver figli potrà solo
rassegnarsi.
Il Parlamento, in nome
di ideologie oscurantiste e di mere convenienze elettorali,
ha approvato una legge disumana e inapplicabile; ed ha colpito
lo Stato nel principio fondante della laicità.
La Sardegna, pagherà
un prezzo doppio.
Sono preoccupanti gli
effetti che la legge avrà sulle tecniche pre-impianto,
fondamentali nella precoce diagnosi prenatale delle anomalie
congenite.
LOspedale Microcitemico
di Cagliari, che nella diagnosi pre-impianto dellanemia
mediterranea vanta una posizione di prestigio, a livello
internazionale, grazie alla professionalità degli
operatori, in particolar modo di quelli del Servizio di
diagnosi prenatale e pre-impianto, dovrà rinunciare
alla sua alta tecnologia e competenza.
Prima ancora che ricorrere
ad un referendum abrogativo, si auspica che la classe medica
e gli operatori sanitari difendano la loro dignità
professionale ed umana e che la Corte Costituzionale neghi
validità ad un atto tanto grave e ingiustificabile.
Mobilitiamoci contro
questa legge, per riconquistare dignità e libertà.
Ivana Dettori
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Conferenza
- dibattito organizzata dalla FEDERAZIONE dei VERDI
Della SARDEGNA
La
base nucleare di Santo Stefano: Una risorsa? Un problema?
Un incubo?
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13
Febbraio 2004 Ore 17.30 Sala conferenze Hotel Grazia
Deledda Viale Dante n° 47
LA PAROLA AI RICERCATORI
AI POLITICI
AI CITTADINI
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La Maddalena
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Sassari
12.02.2004
"Anche a chi è più lontano dagli ideali
ambientalisti, l'incidente al sommergibile nucleare americano
Hartford ha dimostrato che dinanzi al rischio di contaminazioni
nucleari, i destini della Sardegna e della vicina Corsica
sono affidati al caso". E' quanto si legge nella nota
introduttiva della presentazione della conferenza - dibattito
sul tema: "La base nucleare di
Santo Stefano: Una risorsa? Un problema? Un incubo?"
organizzata dell'Esecutivo regionale dei Verdi della
Sardegna per il 13 febbraio 2004 alle ore 17.30 nella Sala
conferenze dell'Hotel Grazia Deledda in Viale Dante.
Non c'è mai stato finora un monitoraggio completo
della situazione di rischio nucleare n'è esiste un
Piano d'emergenza per soccorrere la popolazione, neppure
quella più esposta al rischio.
L'Italia e la Regione Sarda nulla contano dinanzi ai superiori
interessi militari degli Stati Uniti.
Il Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio è
un Sito di Interesse Comunitario (SIC) di alto pregio naturalistico
che aspira a diventare patrimonio mondiale dell'Unesco.
Queste sue peculiarità sono del tutto incompatibili
con la presenza al suo interno della base nucleare di S.
Stefano e col traffico di sommergibili nucleari che, nel
clima guerrafondaio dell'attuale Governo americano, diventerà
sempre più intenso.
La trasformazione di S. Stefano da base di appoggio amovibile
in una base fissa rende probabilmente questo sito un più
facile candidato a diventare la sede per lo stoccaggio delle
scorie nucleari per l'Italia".
I Verdi della Sardegna chiamano i Sardi e i Corsi a mobilitarsi
per garantire nell'immediato i livelli essenziali di protezione
per le popolazioni e, a media scadenza, la rimozione della
Base nucleare americana dall'Isola di Santo Stefano.
I Verdi sardi hanno accolto con soddisfazione la recente
delibera del Consiglio Regionale della Sardegna che si muove
finalmente in modo unitario in questa direzione.
CALENDARIO
DEI LAVORI
Ore 17.30: INIZIO LAVORI
Paolo Rossetti, Presidente della Federazione regionale
dei Verdi
Abdul Z. Khalati, Referente dei Verdi per la Provincia
di Sassari
Andrea Atzori, Referente dei Verdi per la Provincia
di Oristano
Attilio Mura, Referente dei Verdi per la Provincia di
Nuoro
Ore 18,00: RELATORI
Giorgio Cortellessa,
Fisico nucleare, è stato consulente di quattro
Ministri per la ricerca scientifica e di un Ministro
della Sanità, ed ha lavorato per l'Istituto
superiore di Sanità e per il CNR. Nel 1989
documentò la presenza di Cobalto 60 nelle acque
di La Maddalena
Paolo Fois, Docente di
diritto internazionale presso l'Università
di Sassari
Andrea Quiliquini, WWF
S. Teresa di Gallura
Vincenza Cucchi, Associazione
ambientalista corsa "ABCDE" che ha commissionato
all'Istituto d ricerca indipendente francese CRIIRAD
(Commissione de Recherche et d''Information Indipendentes
sur la RADioactivitè) l'analisi della radioattività
a La Maddalena dopo l'incidente al sommergibile nucleare
Hartford.
Floriana Manca, Presidio
Multizonale di Prevenzione ASL n° 1 Sassari
Mariella Cao, Associazione
"Gettiamo le basi" - Cagliari
Dr. Vincenzo Migaleddu,
Medico Radiologo Sassari
Ore 19,00: DIBATTITO
Moderatore: Umberto Cocco,
"La Nuova Sardegna" Sassari
Ore 20,30: Conclusioni
On. Stefano Boco: Senatore
dei VERDI
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DOCUMENTI
Ordine del giorno n. 100 approvato il 28 gennaio 2004 dal
Consiglio Regionale della Sardegna Sulla base militare di
La Maddalena.
"IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni del Presidente
della Regione riguardo alla base militare di La Maddalena
sottolineato che il protocollo di impegno concordato tra
il Presidente della Regione Sarda ed il Governo italiano
contrasta con le posizioni ripetutamente assunte dal Consiglio
regionale e rinuncia ad utilizzare i poteri attribuiti alla
Regione Sarda dalla Legge n. 898 del 1976,
invita
il Presidente della Regione a ritornare in sede di ricontrattazione
per far rispettare la volontà espressa, all'unanimità,
dal Consiglio regionale,
delibera di chiedere
a) la predisposizione di un adeguato e specifico programma
di monitoraggio nell'Arcipelago de La Maddalena, affidando
ad autorevoli istituti di ricerca indipendenti il rilevamento
dell'effettivo livello di inquinamento radioattivo nell'aria
e nell'acqua;
b) l'obbligo per i sommergibili nucleari che transitano
nelle Bocche di Bonifacio, di uniformarsi alle regole della
circolazione navale;
c) lo smantellamento della base per sommergibili nucleari
di Santo Stefano, entro un periodo di tempo ragionevole
e prestabilito,
invita altresì
le Autorità militari e statunitensi a rendere pubblici
i risultati dell'inchiesta denominata "Punto zero",
per conoscere i dati relativi alla radioattività
nelle Bocche di Bonifacio, prima dell'insediamento della
base nucleare USA a Santo Stefano e dopo 32 anni di permanenza."
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