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Attualità
- Febbraio 2004 -
Anni
- Mesi |
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blu: No alle vacinazioni in assenza di certezze
Dal Centro di riferimento non sono arrivate notizie
sugli eventuali effetti indesiderati della vaccinazione
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Lo
ha affermato l'assessore regionale della Sanità,
Roberto Capelli,
nel corso della riunione del tavolo tecnico-scientifico
dove ha riferito sugli esiti dell'incontro che si
è tenuto ieri a Roma
Antonello Usai direttore generale dell'assessorato
regionale della Sanità
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Cagliari 5.02.2004
"Siamo sempre stati d'accordo
che la vaccinazione è l'unica strada per combattere
la lingua blu, ma in assenza di certezze sulla sperimentazione
sui vaccini e sulla copertura finanziaria da parte dello Stato,
non mi sento di dare il mio benestare alla vaccinazione".
Lo ha affermato l'assessore regionale della Sanità,
Roberto Capelli, questa sera, durante la riunione del tavolo
tecnico-scientifico, iniziata alle 18, nel corso del quale
Capelli ha riferito sugli esiti dell'incontro che si è
tenuto, ieri a Roma.
L'assessore ha presentato ai partecipanti (erano presenti
Antonello Usai, direttore generale dell'assessorato, Donatella
Campus, responsabile dei Servizi veterinari dell'assessorato
alla Sanità, i rappresentanti dell'Ara, della Confagricoltura,
Aldo Mattia presidente della Coldiretti, Serafino Mura, presidente
della Cia, un i rappresentanti degli assessorati dell'Ambiente
e dell'Agricoltura, dell'Istituto zooprofilattico di Sassari,
dell'Università di Sassari, della Provincia di Nuoro
e il presidente della Provincia di Oristano, Mario Diana)
il documento inviato oggi al ministro della Salute dal presidente
della Conferenza dei presidenti delle Regioni, Enzo Ghigo,
nel quale sono state recepite interamente le perplessità
e le problematiche sollevate dall'assessore Capelli, ieri
a Roma, sui gravi ritardi e inadempienze da parte dello Stato.
Le organizzazioni di categoria si sono trovate tutte d'accordo
sia con le proposte presentate nel documento, sia con le perplessità
dell'assessore Capelli sulla decisione di vaccinare in mancanza
di certezze.
"Da parte del Centro di riferimento - ha affermato Capelli
- non ci sono arrivate notizie sugli eventuali effetti indesiderati
della vaccinazione, né ci sono protocolli ufficiali.
Non potendo più aspettare, ho dato mandato all'Istituto
zooprofilattico di Sassari di avviare la sperimentazione sul
vaccino bivalente (sierotipi 2, 4) e su quello tetravalente
(sierotipi 2, 4, 9,16). La sperimentazione è iniziata
da circa un mese, completamente a carico della Regione, e
i risultati definitivi sul rischio causato dalla vaccinazione
saranno disponibili tra 30 giorni. A quel punto, non certo
grazie a Teramo, saremo in grado di valutare se esistano eventuali
effetti indesiderati. E' importante - ha continuato - che
le associazioni di categoria spieghino agli allevatori la
situazione in cui ci troviamo, affinché sappiano a
cosa potrebbero andare incontro se arriverà da parte
del Ministero un decreto che obbliga alla vaccinazione. Certo
è che se non si vaccinerà gli allevatori non
potranno avere i rimborsi dalla Comunità europea, ma
se si vaccinerà la Regione, da sola, non potrà
garantire il risarcimento per gli eventuali effetti indesiderati,
se lo Stato non stanzierà le necessarie risorse finanziarie.
In assenza di queste garanzie il Ministero si dovrà
assumere tutte le responsabilità".
La Regione, intanto, punta sulla corretta informazione agli
allevatori e sulla prevenzione. Elemento condiviso dal presidente
della Provincia di Oristano, Mario Diana, ma anche da tutti
gli altri partecipanti. L'assessorato sta anche valutando
la concreta possibilità di ridurre il blocco della
movimentazione dei capi a 4 km dall'allevamento colpito dal
virus per dare un po' di respiro agli operatori del settore.
"In questo momento non si può dire ancora sì
o no alla vaccinazione, bisognerà attendere qualche
giorno per conoscere le decisioni del Ministero che mi auguro
recepisca il documento inviato all'on. Sirchia, dopo l'incontro
di ieri a Roma".
L'assessore Capelli ha poi incontrato anche gli allevatori
autonomi per illustrare la situazione attuale della lotta
alla lingua blu. |
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Pace
fatta tra il ministro Antonio Martino ed il presidente
Efisio Serrenti
Non intendevo offendere il popolo
sardo
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Il
Presidente del Consiglio regionale Serrenti
soddisfatto per la favorevole conclusione del contrasto
Il Presidente del Consiglio Efisio Serrenti
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Sassari 5.02.2004
Non intendevo offendere il popolo sardo, né
delegittimare il Parlamento regionale. Lo ha detto il
ministro della difesa, Antonio Martino, al presidente del
Consiglio regionale, Efisio Serrenti, nel corso di un incontro
avvenuto, nella mattinata, in un albergo sassarese.
Nel corso del colloquio,
lungo e cordiale, il Ministro ha chiarito lequivoco
ed è stato ricucito lo strappo istituzionale
creato, nei giorni scorsi, dalle dichiarazioni dellesponente
del Governo nazionale.
Soddisfatto, per la favorevole
conclusione del contrasto, il presidente del Consiglio
regionale Serrenti: senza un chiarimento da parte del
Ministro, non avrei partecipato alla cerimonia nella caserma
della Brigata Sassari, perché nessuno può permettersi
di offendere il popolo sardo.
Lincontro di questa
mattina è avvenuto in un noto albergo, nel quale il
presidente Serrenti ha soggiornato durante la visita ufficiale
del Presidente Ciampi in Sardegna, perché il Consiglio
regionale non ha sedi istituzionali a Sassari. Al termine
del colloquio, il ministro Martino, parlando con i giornalisti,
ha detto: non intendevo certo dichiarare guerra alla
Sardegna, anzi ha continuato nutro una profonda
stima nei confronti del popolo sardo.
Chiarita la gaffe istituzionale,
il presidente Serrenti ed il ministro Martino si sono recati
alla cerimonia in onore della Brigata Sassari, nella caserma
Lamarmora, ultima tappa della visita in Sardegna del capo
dello Stato, Ciampi. |
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Il
Consiglio regionale riprenderà i lavori martedì pomeriggio
All'esame dell'assemblea i due ordini
del giorno presentati sulla base di La Maddalena e
il dl 518 sulla caccia
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I
lavori dell'Aula proseguiranno secondo l’ordine del
giorno della precedente seduta
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Cagliari
6.02.2004
Il Consiglio regionale riprenderà martedì, 10 febbraio,
alle ore 17, i suoi lavori. Lo ha deciso il presidente dell’Assemblea
regionale, Efisio Serrenti, il quale ha anche ricordato
che i lavori proseguiranno secondo l’ordine del giorno della
precedente seduta.
I lavori erano stati interrotti mentre l’assemblea esaminava
i due ordini del giorno presentati sulla base di La Maddalena.
In precedenza era stato votato il passaggio all’esame degli
articoli del dl 518, norme in materia di prelievo venatorio
in deroga, mentre era stato sospeso l’esame del testo unificato
sul condono edilizio, per permettere la presentazione di
alcuni emendamenti “migliorativi”, annunciati da numerosi
esponenti dei diversi gruppi politici. (mc)
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La
Sardegna sceglie l' Europa
E l'Ulivo sceglie Renato Soru alla presidenza della
regione Sardegna
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Sopra
da sin. Pietro Pani, Presidente di Innova, Avv. Michele
Schirò - esecutivo nazionale CpU, Enrico Letta, Pierluigi
Bersan. Ancora Letta e Bersani. Sotto la sala del
Mediterraneo
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E A P / Alghero Cronache
/ V. A. R. |
L'appuntamento
al quale hanno partecipato parlamentari nazionali
aderenti al "Progetto Prodi per il futuro dell'Europa"
e personalità della politica, della cultura
e del giornalismo sardo ha finito per essere l'investitura
(non ufficiale) del fondatore di Progetto Sardegna
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Cagliari 6.02.2004
"Renato Soru, se domani si
votasse per eleggere presidente e giunta regionale, vincerebbe
a mani basse anche presentandosi da solo con un suo partitino
e una sua lista".
Queste due righe, sintesi di un sondaggio apparso ormai da
una settimana, su di un quotidiano sardo, costituiscono premonizione
e riscontro della grande manifestazione che, sotto l'egida
della Rete dei Cittadini dell'Ulivo sardo e dell' Associazione
Innova, ha riempito ieri, fino all'inverosimile, la grande
sala riunioni dell' Hotel Mediterraneo a Cagliari.
L'appuntamento al quale hanno partecipato parlamentari nazionali
aderenti al "Progetto Prodi per il futuro dell'Europa"
e personalità della politica, della cultura e del giornalismo
sardo ha finito per essere l'investitura (non ufficiale) di
Renato Soru alla presidenza della regione Sardegna.
Dopo una appassionata introduzione di Michele Schirò
, avvocato sardo e componente dell'esecutivo nazionale della
Rete dei cittadini per l'Ulivo, al vicepresidente della Margherita
Arturo Parisi, sardo e collaboratore della prima ora di Romano
Prodi, è spettato il compito di trascinare una platea
attenta e galvanizzata nel grande sogno di una Sardegna proiettata
verso e dentro l'Europa. Una lucida esposizione del progetto,
un'accurata analisi delle situazioni, nazionale e sarda "duramente
provate dalla coalizione di centrodestra", hanno, a più
riprese, riscosso entusiastici applausi di consenso soprattutto
nei momenti in cui, alla "disastrosa situazione attuale",
veniva contrapposto un programma di "riscossa nazionale
ed isolano" tutto teso a far riacquistare al paese, sempre
più impoverito da un "reale non governo",
il posto di preminenza e dignità cui l'Ulivo lo aveva
portato: in Europa e nel consesso internazionale.
Il senatore Ottaviano del Turco ha portato il saluto dello
SDI e la grande emozione di ritrovarsi nell'Isola nel momento
in cui, anche informalmente, si tiene a battesimo la campagna
per l'affermarsi di una lista unitaria per l' Europa.
I temi economici, la necessità per la Sardegna e l'Italia
di essere parte integrante di una nuova Europa ed il bisogno
dell'Europa di raccogliere tutte le proprie realtà,
regionali e statuali, in una grande visione di un mercato
solido, e collaborativo con quello statunitense e con le grandi
realtà che vengono emergendo nell'America del sud e
nella Cina, sono stati l'argomento principe della relazione
del responsabile Economia della Margherita Enrico Letta. Un
allargamento dell'Unione europea, dal circolo polare artico
al Mar Nero, richiede un impegno duro, a lungo termine, ma
costante e deciso per affrontare problematiche immense e lasciare,
alle future generazioni, condizioni di vivibilità,
di pace e di progresso.
Davanti ad un pubblico attento, spesso entusiasta, che si
vedeva man mano proiettato in un futuro di riscossa e di recupero,
di benessere e credibilità internazionale, hanno poi
preso la parola nostri politici, giornalisti, uomini di cultura
ed esponenti di associazioni e movimenti aderenti all'Appello,
i quali, tutti, hanno inquadrato la povertà dell'attuale
situazione "in un'Isola pur ricca di risorse, bellissima,
ma preda di speculazioni galoppanti e ignobile distribuzione
del reddito".
Vecchi esponenti di una secolare tradizione di cultura ed
europeismo, che vanta nomi quali Gian Battista Tuveri, Antonio
Gramsci ed Emilio Lussu, sono stati gli argomenti, commoventi
ed orgogliosi, della maggior parte degli interventi delle
personalità che hanno voluto portare il proprio contributo
ed il bagaglio di esperienza alla nuova sfida ed al sogno
per l' Europa.
Renato Soru, primo firmatario sardo dell'Appello di Romano
Prodi, ha preso la parola in un clima di trepida attesa.
In un clima in cui, parte della dirigenza del centro sinistra
sardo, non riesce ad esprimere un proprio candidato ma nemmeno
si pronuncia, apertamente, per un appoggio al fondatore di
Tiscali né per la ricostruzione dell'Ulivo o di una
lista unitaria.
Eppure sin dalle prime parole, che denunciavano un' emozione
per la grande sfida che lo vedeva protagonista, Renato Soru
ha conquistato la folla.
Parole semplici, dirette; problemi enormi affrontati con ingenua
e disarmante semplicità, ma con vigore e decisione,
hanno ammaliato i cittadini che erano accorsi da tutta l'isola
per ascoltare un linguaggio nuovo, diretto; che spaziava dalla
speculazione edilizia, che sta massacrando coste e foreste,
alla lotta all'assistenzialismo che continua ad umiliare una
terra da sempre colonizzata, sfruttata ed abbandonata: dai
fenici ai romani, dai bizantini agli spagnoli passando per
genovesi, pisani e Savoia.
Un programma semplice, ma incisivo; dalla sanità all'ecologia,
dal lavoro all' istruzione, ha scatenato nei presenti un entusiasmo
che ha raggiunto l'ovazione, lunga, sentita, liberatrice.
A Pierluigi Bersani, responsabile Economia dei DS, è
spettato il compito di levare Renato Soru, da un'intimo imbarazzo
per un successo forse sperato, ma non d'intensità così
grande.
L'esponente DS ha tratto le conclusioni di un convegno lungo,
pregnante, tecnico ma di facile comprensione, invitando non
solo all'unità ma allo studio dei programmi, seri,
non avventuristici o di fantasia inventiva.
Proprio in questo senso, insieme ad Enrico Letta, aveva incontrato,
in mattinata, i rappresentanti sardi degli imprenditori e
dei sindacati in una delle tante tappe che i due esponenti
economici devono condurre lungo tutta l' Italia per delineare
un programma vincente.
Un grande convegno, dunque, che ha lasciato il segno e la
"gente" a discutere, commentare, parlarsi, anche
quando, nella grande sala, usciti i politici, i cittadini
avevano, ancora, voglia di riconoscersi.
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Mucca
pazza e polli asiatici
Ora i macellai sardi presentano il conto
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Lunedì
9 febbraio alle ore 10.30 conferenza stampa a Cagliari,
in Piazza Gramsci, 22 (sede dellAssociazione
provinciale dei macellai)
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Cagliari 6.02.2004
Prima il virus della mucca
pazza, ora le sindromi influenzali veicolate dai polli
asiatici: i macellai della Sardegna sono in gravissime difficoltà
e chiedono interventi urgenti allUnione Europea e al
Consiglio regionale.
I Riformatori Sardi - con una nota - fanno sapere che nel
parlamento sardo giace una proposta di legge (193/A) presentata
a suo tempo dallon. Michele Cossa: prevede interventi
a favore dei macellai che hanno subito i danni della cosiddetta
mucca pazza.
DallUnione europea i macellai sardi attendono, invece,
interventi che garantiscano maggiori rassicurazioni per i
consumatori: la psicosi delle ultime settimane ha determinato
un pauroso calo del consumo delle carni di polli e tacchini.
i macellai sardi presenteranno il conto delle perdite subite
dalla categoria negli ultimi due anni.
Saranno presenti il presidente Efisio Atzeni e il vicepresidente
Marco Badas.
Allincontro parteciperà il deputato Michele Cossa.
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Renato
Soru contrario alla spettacolarizzazione in tv del
rientro della Brigata Sassari
da Nasiriyah
Nella polemica intervengono esponenti della maggioranza
e il colonnello Scalas
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"La
storia e l'impegno della Brigata Sassari appartengono
a tutti i Sardi e fanno parte della memoria e degli
affetti di tantissime famiglie, compresa la mia. La
Brigata Sassari e la Sardegna sono una cosa sola,
e per questo non potevo offendere in alcun modo né
essa né i suoi attuali componenti"
Renato Soru
Courtesy www.sardegnaoggi.it
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Cagliari 6.02.2004
Il concetto sulla spettacolarizzazione delle tv locali del
rientro dei militari dell'Iraq è stato espresso da
Renato Soru ieri in occasione del convegno a Cagliari a
sostegno della lista unitaria per l'Europa, organizzato
dalla Rete dei Cittadini dell'Ulivo sardo e dall'Associazione
Innova, alla presenza di un folto pubblico e degli ospiti
Arturo Parisi, Enrico Letta e Pierluigi Bersani.
Le affermazioni di Soru hanno suscitato
le reazioni di esponenti del centro destra, Bruno
Murgia Capo gruppo di AN in Consiglio Regionale, del portavoce
regionale di Forza Italia Pietro Pitalis e dell'Assessore
alla Sanità Roberto Capelli (UDC) ma anche del Colonnello
Gianfranco Scalas che si è detto sconcertato dalle
espressioni del fondatore di Progetto Sardegna nei confronti
dei giovani della Brigata Sassari.
Di seguito riportiamo il Comunicato
Stampa di Renato Soru in risposta alle affermazioni del
Colonnello Gianfranco Scalas. La dichiarazione dell'Assessore
regionale della Sanità Roberto Capelli ed un intervento
di un amico ed ex collega del Colonnello Scalas. Riportiamo
anche una dichiarazione dell'On. Luigi Cogodi (RC).
La risposta di Renato Soru alle affermazioni del Colonnello
Gianfranco Scalas
Cagliari, 6 febbraio 2004
Il colonnello Scalas, ex portavoce della missione in Iraq,
già candidato alle ultime elezioni regionali per
AN, mi attribuisce parole che io non ho mai pronunciato
quali "mercenari" e "poveri disoccupati",
riferite ai giovani della Brigata Sassari.
Trattandosi di dichiarazioni di estrema gravità su
temi particolarmente cari e importanti per tutti i sardi
e in assenza di una sua smentita, sto valutando la possibilità
di agire legalmente nei suoi confronti.
La storia e l'impegno della
Brigata Sassari appartengono a tutti i Sardi e fanno parte
della memoria e degli affetti di tantissime famiglie, compresa
la mia. La Brigata Sassari e la Sardegna sono una cosa sola,
e per questo non potevo offendere in alcun modo né
essa né i suoi attuali componenti.
In un incontro in cui si parlava di Europa, ho affermato
che, se fosse stata più forte e più coesa,
probabilmente la Brigata Sassari non sarebbe dovuta andare
a Nassirya (e io penso che sarebbe stato un bene).
Dopo aver ampiamente ricordato il valore e l'importanza
della missione, ho lamentato il pericolo della spettacolarizzazione
televisiva (con immagini al ralenty e musiche da film) che
rischia di farci dimenticare le sofferenze di questi ragazzi
e delle loro famiglie e la mancanza di una diversa opportunità
di lavoro che, in non pochi casi, è all'origine della
coraggiosa decisione di molti giovani soldati.
In particolar modo mi preoccupa
che, anche a seguito di tali immagini, come è stato
riportato dalla stampa negli ultimi giorni, si stia moltiplicando
l'adesione volontaria all'Esercito da parte dei giovani
della nostra isola.
A conferma di ciò, lo stesso generale Carta, Comandante
Militare uscente della Sardegna, durante la cerimonia di
stamane al Campo Rossi ha ribadito, come riportato dall'AGI
e da Sardegna 1, che "l'esercito sta creando nuovi
posti di lavoro, che entro il 2007 arriveranno a 5000 e
che ha notevoli ricadute economiche sul territorio".
Durante la stessa cerimonia il generale Dello Monaco, subentrato
a Carta, ha inoltre sottolineato, riferendosi ai reclutamenti,
che "la Sardegna è attualmente una terra particolarmente
generosa per l'Esercito", elemento che può essere
interpretato come segno di spirito patriottico,ma forse
non solo.
Né nella serata di ieri
né mai, ho pronunciato parole che possano offendere
i soldati della Brigata Sassari. Ho affermato, e lo ripeto,
che un'Europa più coesa, solidale e pacifica avrebbe
potuto evitare che i nostri conterranei partissero in Iraq
e mettessero a repentaglio la propria vita.
Ho detto, e lo ripeto ancora, che se in Sardegna le occasioni
di affermazione del proprio impegno professionale fossero
maggiori e di maggiore soddisfazione, non sarebbe necessario
che i nostri figli imbracciassero un fucile e volassero
in terre lontane.
RENATO SORU
La dichiarazione dell'Assessore regionale della Sanità
Roberto Capelli
Cagliari, 6 febbraio 2004
"Così come ho preso le distanze da Giovanardi prima
e da Martino dopo, da esponente politico e da sardo - ha
affermato Roberto Capelli, assessore regionale della Sanità,
dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal patron
di Tiscali - condanno in maniera netta l'offesa fatta da
Renato Soru ai soldati della Brigata Sassari.
Spero che il buonsenso dei sardi, aldilà delle appartenenze
politiche, ci liberi da queste pericolose presenze. Non
si può passare sopra tutto e tutti pur di raggiungere notorietà
e potere.
Colgo l'occasione per esprimere il mio ringraziamento a
tutti i militari della Brigata Sassari per quello che fanno
ogni giorno per noi, per la Sardegna e per tutti gli italiani".
L'intervento di un amico ed ex collega del Colonnello
Scalas
Cara redazione,
Vi seguo quotidianamente e per questo mi sento di intervenire,
anche se non posso farlo come al vecchio modo, inserendomi
nei commenti.
Vorrei comunicare al Col. Scalas questo mio pensiero:
"Caro Gianfranco,
ti scrivo come amico ed ex collega. Ho preso visione del
tuo accorato intervento su "I Sardi net" e mi
piacerebbe chiarire alcune cose.
Hai letto cattiva stampa, anzi , pessima stampa (ne supra
crepidam sutor), se il tuo cuore generoso ti ha portato
a simile reazione.
Io ero presente al convegno.
Il dottor Soru non ha, a meno che migliaia di orecchie non
fossero, per un momento sorde, detto alcunché di
ingiurioso verso la gloriosa Brigata Sassari. Il suo discorso
e le sue parole, nel contesto in cui sono state pronunciate,
erano tutt'altra cosa. Talmente diversa da quanto hai letto,
e da quanto ho letto, che ben due calorosi applausi di simpatia
ed amore nei confronti dei "Dimonios", sono scoppiati
fra il pubblico, di qualunque colore politico fosse.
La critica dura, anzi durissima era nei confronti di quei
"media" che spettacolarizzavano, a fini propri,
il dolore che colpiva i nostri ragazzi.
Nessuno si è sognato di parlare di "mercenari"
, erano pur sempre figli, parenti e conterranei dei presenti;
credi che avrebbero applaudito all'insulto?
So cosa hai provato, ma non era il vero;
Un abbraccio, Vicenzo A. Romano.
P.S.
Perché nessuno ha scritto che dalle 17 alle 18,30
il sottofondo musicale, nella sala, erano proprio musica
e parole di Dimonios? Te lo certifico perchè io stesso
avevo inciso il nastro che diffondeva, in un continuo alternarsi,
proprio "Dimonios" e "Barones..."
La Dichiarazione di Luigi Cogodi - Consigliere regionale
della Sardegna
Cagliari, 7 febbraio 2004
L'onore e il valore dei sardi vale sempre: anche e soprattutto
nella affermazione della pace e del vivere civile.
"Nella mia qualità di consigliere regionale
della Sardegna, oltreché semplice cittadino, avverto
il dovere di confermare quello che ho avuto modo di dire
alcuni giorni fa in Aula: che l'onore e il valore dei sardi
non può essere misurato solo col parametro militare
della guerra, ma anche e soprattutto deve essere valutato
con la dimensione civile della pace, della solidarietà
umana e dell'amicizia fra i popoli. E che il valore dei
soldati non va confuso con l'arroganza dei governi che li
mandano a morire in guerra. E che anche i giovani sardi
che hanno più bisogno di lavoro non sempre sono posti
nella condizione di scegliere liberamente fra buon impiego
civile e impiego militare, per il semplice fatto che le
opportunità di lavoro pacifico e produttivo mancano
grandemente nella nostra Isola.
Ciò ho avuto modo di affermare prima che il Ministro
Martino ribadisse l'offesa al popolo sardo invitandolo a
non impicciarsi di basi militari nucleari nel proprio territorio
e di accontentarsi invece dei dollari in cambio del loro
sviluppo pacifico, della loro sicurezza, della loro salute.
E ho avuto modo di dire in Consiglio regionale, del tutto
inascoltato, che i poteri pubblici avevano un dovere di
immediato intervento in favore del giovane Valery Melis,
soldato sardo altrettanto coraggioso e valoroso, eppure
lasciato morire con, intorno, il solo affetto dei familiari
e degli amici.
Troppa gente in questi giorni intende farsi scudo dei soldati
della Brigata Sassari per proteggere ben altri e più
meschini interessi e per tentare poco onorevoli operazioni
di piccolo cabotaggio elettorale. E non sempre, è
evidente, tutti questi personaggi appartengono all'esercito
dei più valorosi uomini e donne della Sardegna".
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L'On.
Tunis critica il nuovo progetto di continuità
territoriale
Soluzione inadeguata
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Protesta
il presidente della Quarta Commissione sul nuovo
progetto presentato dallassessore Amadu, né
Consiglio regionale né sindacati sono stati
sentiti o informati
L'On.le Marco Fabrizio Tunis Presidente della IV
Commissione
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Cagliari
7.02.2004
Sorpresa e indignazione nelle parole dellon.
Marco Fabrizio Tunis, presidente della Quarta Commissione
permanente, che ha duramente criticato liniziativa
dellassessore dei Trasporti, on. Amadu, di presentare
alla stampa un nuovo progetto di continuità territoriale
senza sentire il dovere di metterne al corrente il
Consiglio regionale e senza informare le organizzazioni
sindacali per dar corso al metodo esplicitamente
richiamato dal presidente Masala della concertazione.
Lon. Tunis ha ricordato
come, considerata la particola importanza del problema,
lassessore sia stato invitato a riferire alla Commissione,
che sollecitava un progetto idoneo a garantire la mobilità
dei sardi e delle merci a condizioni non eccessivamente
onerose e mai abbia fornito indicazioni convincenti sulla
linea politica dellassessorato o dellesecutivo.
Ora, allimprovviso, e con un autentico colpo
di teatro, lassessore mette in campo una proposta,
approvata in maniera poco approfondita dalla Giunta,
se è vero che non cè stato alcun confronto
con gli addetti ai lavori, e con il Consiglio, che appare,
fra laltro, inadeguata. La spettacolarizzazione
dellevento ha aggiunto lon. Tunis,
la cui protesta è a nome della Commissione
- non può prescindere dai veri interessi della
Sardegna e dei sardi.
Sulla continuità
territoriale, in particolare quella delle merci, è
stata presentata da qualche tempo uninterpellanza,
alla quale lon. Amadu si è ben guardato
da fornire risposta
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Convegno
per la presentazione della proposta di legge dei Riformatori
sardi
Istituzione del "Servizio civile
volontario regionale"
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L'iniziativa
è di particolare interesse, per via della evoluzione
in atto della normativa in materia di servizio di
volontariato civile nazionale
L'On. Franco Sergio Pisano
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Cagliari 7.02.2004
Giovedì 12 febbraio, alle ore
16.30, a Cagliari presso l'Hotel Mediterraneo, i Riformatori
sardi hanno organizzato un convegno per la presentazione della
proposta di legge di istituzione del "Servizio civile volontario
regionale", presentata da Franco Sergio Pisano (primo firmatario),
insieme ai colleghi Massimo Fantola, Gavino Cassano e Pier
Paolo Vargiu.
L'iniziativa è di particolare interesse, per via della evoluzione
in atto della normativa in materia di servizio di volontariato
civile nazionale e per l'imminente abolizione del servizio
militare di leva obbligatorio e conseguentemente del servizio
di volontariato civile alternativo.
Nella proposta, la definizione del servizio civile regionale
è direttamente collegato al sistema formativo regionale: si
tratta di una opportunità formativa e di inserimento occupazionale
in servizi di alta valenza sociale per i giovani in età dai
18 ai 28 anni.
Al convegno parteciperanno Don Antonio Mazzi, notissimo per
il suo grande impegno verso il sociale, il Dott. Palombi,
direttore generale del Servizio Civile Nazionale, Dott. Peppino
Piroddi, Presidente Unione Italiana Ciechi, Mariuccia Cocco
Presidente Regionale della Caritas, oltre naturalmente a Matteo
Luridiana, Massimo Fantola, Pier Paolo Vargiu e Michele Cossa.
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