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ARCHIVIO Attualità - Febbraio 2004 - Anni - Mesi

Lingua blu: No alle vacinazioni in assenza di certezze
Dal Centro di riferimento non sono arrivate notizie sugli eventuali effetti indesiderati della vaccinazione

Lo ha affermato l'assessore regionale della Sanità, Roberto Capelli, nel corso della riunione del tavolo tecnico-scientifico dove ha riferito sugli esiti dell'incontro che si è tenuto ieri a Roma


Antonello Usai direttore generale dell'assessorato regionale della Sanità

Cagliari 5.02.2004

"Siamo sempre stati d'accordo che la vaccinazione è l'unica strada per combattere la lingua blu, ma in assenza di certezze sulla sperimentazione sui vaccini e sulla copertura finanziaria da parte dello Stato, non mi sento di dare il mio benestare alla vaccinazione". Lo ha affermato l'assessore regionale della Sanità, Roberto Capelli, questa sera, durante la riunione del tavolo tecnico-scientifico, iniziata alle 18, nel corso del quale Capelli ha riferito sugli esiti dell'incontro che si è tenuto, ieri a Roma.
L'assessore ha presentato ai partecipanti (erano presenti Antonello Usai, direttore generale dell'assessorato, Donatella Campus, responsabile dei Servizi veterinari dell'assessorato alla Sanità, i rappresentanti dell'Ara, della Confagricoltura, Aldo Mattia presidente della Coldiretti, Serafino Mura, presidente della Cia, un i rappresentanti degli assessorati dell'Ambiente e dell'Agricoltura, dell'Istituto zooprofilattico di Sassari, dell'Università di Sassari, della Provincia di Nuoro e il presidente della Provincia di Oristano, Mario Diana) il documento inviato oggi al ministro della Salute dal presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni, Enzo Ghigo, nel quale sono state recepite interamente le perplessità e le problematiche sollevate dall'assessore Capelli, ieri a Roma, sui gravi ritardi e inadempienze da parte dello Stato. Le organizzazioni di categoria si sono trovate tutte d'accordo sia con le proposte presentate nel documento, sia con le perplessità dell'assessore Capelli sulla decisione di vaccinare in mancanza di certezze.
"Da parte del Centro di riferimento - ha affermato Capelli - non ci sono arrivate notizie sugli eventuali effetti indesiderati della vaccinazione, né ci sono protocolli ufficiali. Non potendo più aspettare, ho dato mandato all'Istituto zooprofilattico di Sassari di avviare la sperimentazione sul vaccino bivalente (sierotipi 2, 4) e su quello tetravalente (sierotipi 2, 4, 9,16). La sperimentazione è iniziata da circa un mese, completamente a carico della Regione, e i risultati definitivi sul rischio causato dalla vaccinazione saranno disponibili tra 30 giorni. A quel punto, non certo grazie a Teramo, saremo in grado di valutare se esistano eventuali effetti indesiderati. E' importante - ha continuato - che le associazioni di categoria spieghino agli allevatori la situazione in cui ci troviamo, affinché sappiano a cosa potrebbero andare incontro se arriverà da parte del Ministero un decreto che obbliga alla vaccinazione. Certo è che se non si vaccinerà gli allevatori non potranno avere i rimborsi dalla Comunità europea, ma se si vaccinerà la Regione, da sola, non potrà garantire il risarcimento per gli eventuali effetti indesiderati, se lo Stato non stanzierà le necessarie risorse finanziarie. In assenza di queste garanzie il Ministero si dovrà assumere tutte le responsabilità".
La Regione, intanto, punta sulla corretta informazione agli allevatori e sulla prevenzione. Elemento condiviso dal presidente della Provincia di Oristano, Mario Diana, ma anche da tutti gli altri partecipanti. L'assessorato sta anche valutando la concreta possibilità di ridurre il blocco della movimentazione dei capi a 4 km dall'allevamento colpito dal virus per dare un po' di respiro agli operatori del settore. "In questo momento non si può dire ancora sì o no alla vaccinazione, bisognerà attendere qualche giorno per conoscere le decisioni del Ministero che mi auguro recepisca il documento inviato all'on. Sirchia, dopo l'incontro di ieri a Roma".
L'assessore Capelli ha poi incontrato anche gli allevatori autonomi per illustrare la situazione attuale della lotta alla lingua blu.



Pace fatta tra il ministro Antonio Martino ed il presidente Efisio Serrenti
“Non intendevo offendere il popolo sardo”


Il Presidente del Consiglio regionale Serrenti soddisfatto per la favorevole conclusione del “contrasto”

Il Presidente del Consiglio Efisio Serrenti


Sassari 5.02.2004

“Non intendevo offendere il popolo sardo, né delegittimare il Parlamento regionale”. Lo ha detto il ministro della difesa, Antonio Martino, al presidente del Consiglio regionale, Efisio Serrenti, nel corso di un incontro avvenuto, nella mattinata, in un albergo sassarese.
Nel corso del colloquio, lungo e cordiale, il Ministro ha chiarito l’equivoco ed è stato ricucito lo “strappo istituzionale” creato, nei giorni scorsi, dalle dichiarazioni dell’esponente del Governo nazionale.
Soddisfatto, per la favorevole conclusione del “contrasto”, il presidente del Consiglio regionale Serrenti: “senza un chiarimento da parte del Ministro, non avrei partecipato alla cerimonia nella caserma della Brigata Sassari, perché nessuno può permettersi di offendere il popolo sardo”.
L’incontro di questa mattina è avvenuto in un noto albergo, nel quale il presidente Serrenti ha soggiornato durante la visita ufficiale del Presidente Ciampi in Sardegna, perché il Consiglio regionale non ha sedi istituzionali a Sassari. Al termine del colloquio, il ministro Martino, parlando con i giornalisti, ha detto: “non intendevo certo dichiarare guerra alla Sardegna, anzi – ha continuato – nutro una profonda stima nei confronti del popolo sardo”.
Chiarita la gaffe istituzionale, il presidente Serrenti ed il ministro Martino si sono recati alla cerimonia in onore della Brigata Sassari, nella caserma Lamarmora, ultima tappa della visita in Sardegna del capo dello Stato, Ciampi.



Il Consiglio regionale riprenderà i lavori martedì pomeriggio
All'esame dell'assemblea i due ordini del giorno presentati sulla base di La Maddalena e il dl 518 sulla caccia


I lavori dell'Aula proseguiranno secondo l’ordine del giorno della precedente seduta


Cagliari 6.02.2004
Il Consiglio regionale riprenderà martedì, 10 febbraio, alle ore 17, i suoi lavori. Lo ha deciso il presidente dell’Assemblea regionale, Efisio Serrenti, il quale ha anche ricordato che i lavori proseguiranno secondo l’ordine del giorno della precedente seduta.
I lavori erano stati interrotti mentre l’assemblea esaminava i due ordini del giorno presentati sulla base di La Maddalena. In precedenza era stato votato il passaggio all’esame degli articoli del dl 518, norme in materia di prelievo venatorio in deroga, mentre era stato sospeso l’esame del testo unificato sul condono edilizio, per permettere la presentazione di alcuni emendamenti “migliorativi”, annunciati da numerosi esponenti dei diversi gruppi politici. (mc)




La Sardegna sceglie l' Europa
E l'Ulivo sceglie Renato Soru alla presidenza della regione Sardegna


Sopra da sin. Pietro Pani, Presidente di Innova, Avv. Michele Schirò - esecutivo nazionale CpU, Enrico Letta, Pierluigi Bersan. Ancora Letta e Bersani. Sotto la sala del Mediterraneo
 
E A P / Alghero Cronache / V. A. R.
L'appuntamento al quale hanno partecipato parlamentari nazionali aderenti al "Progetto Prodi per il futuro dell'Europa" e personalità della politica, della cultura e del giornalismo sardo ha finito per essere l'investitura (non ufficiale) del fondatore di Progetto Sardegna

Cagliari 6.02.2004

"Renato Soru, se domani si votasse per eleggere presidente e giunta regionale, vincerebbe a mani basse anche presentandosi da solo con un suo partitino e una sua lista".
Queste due righe, sintesi di un sondaggio apparso ormai da una settimana, su di un quotidiano sardo, costituiscono premonizione e riscontro della grande manifestazione che, sotto l'egida della Rete dei Cittadini dell'Ulivo sardo e dell' Associazione Innova, ha riempito ieri, fino all'inverosimile, la grande sala riunioni dell' Hotel Mediterraneo a Cagliari.
L'appuntamento al quale hanno partecipato parlamentari nazionali aderenti al "Progetto Prodi per il futuro dell'Europa" e personalità della politica, della cultura e del giornalismo sardo ha finito per essere l'investitura (non ufficiale) di Renato Soru alla presidenza della regione Sardegna.
Dopo una appassionata introduzione di Michele Schirò , avvocato sardo e componente dell'esecutivo nazionale della Rete dei cittadini per l'Ulivo, al vicepresidente della Margherita Arturo Parisi, sardo e collaboratore della prima ora di Romano Prodi, è spettato il compito di trascinare una platea attenta e galvanizzata nel grande sogno di una Sardegna proiettata verso e dentro l'Europa. Una lucida esposizione del progetto, un'accurata analisi delle situazioni, nazionale e sarda "duramente provate dalla coalizione di centrodestra", hanno, a più riprese, riscosso entusiastici applausi di consenso soprattutto nei momenti in cui, alla "disastrosa situazione attuale", veniva contrapposto un programma di "riscossa nazionale ed isolano" tutto teso a far riacquistare al paese, sempre più impoverito da un "reale non governo", il posto di preminenza e dignità cui l'Ulivo lo aveva portato: in Europa e nel consesso internazionale.
Il senatore Ottaviano del Turco ha portato il saluto dello SDI e la grande emozione di ritrovarsi nell'Isola nel momento in cui, anche informalmente, si tiene a battesimo la campagna per l'affermarsi di una lista unitaria per l' Europa.
I temi economici, la necessità per la Sardegna e l'Italia di essere parte integrante di una nuova Europa ed il bisogno dell'Europa di raccogliere tutte le proprie realtà, regionali e statuali, in una grande visione di un mercato solido, e collaborativo con quello statunitense e con le grandi realtà che vengono emergendo nell'America del sud e nella Cina, sono stati l'argomento principe della relazione del responsabile Economia della Margherita Enrico Letta. Un allargamento dell'Unione europea, dal circolo polare artico al Mar Nero, richiede un impegno duro, a lungo termine, ma costante e deciso per affrontare problematiche immense e lasciare, alle future generazioni, condizioni di vivibilità, di pace e di progresso.
Davanti ad un pubblico attento, spesso entusiasta, che si vedeva man mano proiettato in un futuro di riscossa e di recupero, di benessere e credibilità internazionale, hanno poi preso la parola nostri politici, giornalisti, uomini di cultura ed esponenti di associazioni e movimenti aderenti all'Appello, i quali, tutti, hanno inquadrato la povertà dell'attuale situazione "in un'Isola pur ricca di risorse, bellissima, ma preda di speculazioni galoppanti e ignobile distribuzione del reddito".
Vecchi esponenti di una secolare tradizione di cultura ed europeismo, che vanta nomi quali Gian Battista Tuveri, Antonio Gramsci ed Emilio Lussu, sono stati gli argomenti, commoventi ed orgogliosi, della maggior parte degli interventi delle personalità che hanno voluto portare il proprio contributo ed il bagaglio di esperienza alla nuova sfida ed al sogno per l' Europa.
Renato Soru, primo firmatario sardo dell'Appello di Romano Prodi, ha preso la parola in un clima di trepida attesa.
In un clima in cui, parte della dirigenza del centro sinistra sardo, non riesce ad esprimere un proprio candidato ma nemmeno si pronuncia, apertamente, per un appoggio al fondatore di Tiscali né per la ricostruzione dell'Ulivo o di una lista unitaria.
Eppure sin dalle prime parole, che denunciavano un' emozione per la grande sfida che lo vedeva protagonista, Renato Soru ha conquistato la folla.
Parole semplici, dirette; problemi enormi affrontati con ingenua e disarmante semplicità, ma con vigore e decisione, hanno ammaliato i cittadini che erano accorsi da tutta l'isola per ascoltare un linguaggio nuovo, diretto; che spaziava dalla speculazione edilizia, che sta massacrando coste e foreste, alla lotta all'assistenzialismo che continua ad umiliare una terra da sempre colonizzata, sfruttata ed abbandonata: dai fenici ai romani, dai bizantini agli spagnoli passando per genovesi, pisani e Savoia.
Un programma semplice, ma incisivo; dalla sanità all'ecologia, dal lavoro all' istruzione, ha scatenato nei presenti un entusiasmo che ha raggiunto l'ovazione, lunga, sentita, liberatrice.
A Pierluigi Bersani, responsabile Economia dei DS, è spettato il compito di levare Renato Soru, da un'intimo imbarazzo per un successo forse sperato, ma non d'intensità così grande.
L'esponente DS ha tratto le conclusioni di un convegno lungo, pregnante, tecnico ma di facile comprensione, invitando non solo all'unità ma allo studio dei programmi, seri, non avventuristici o di fantasia inventiva.
Proprio in questo senso, insieme ad Enrico Letta, aveva incontrato, in mattinata, i rappresentanti sardi degli imprenditori e dei sindacati in una delle tante tappe che i due esponenti economici devono condurre lungo tutta l' Italia per delineare un programma vincente.
Un grande convegno, dunque, che ha lasciato il segno e la "gente" a discutere, commentare, parlarsi, anche quando, nella grande sala, usciti i politici, i cittadini avevano, ancora, voglia di riconoscersi.



Mucca pazza e polli asiatici
Ora i macellai sardi presentano il conto

Lunedì 9 febbraio alle ore 10.30 conferenza stampa a Cagliari, in Piazza Gramsci, 22 (sede dell’Associazione provinciale dei macellai)

Cagliari 6.02.2004

Prima il virus della “mucca pazza”, ora le sindromi influenzali veicolate dai polli asiatici: i macellai della Sardegna sono in gravissime difficoltà e chiedono interventi urgenti all’Unione Europea e al Consiglio regionale.
I Riformatori Sardi - con una nota - fanno sapere che nel parlamento sardo giace una proposta di legge (193/A) presentata a suo tempo dall’on. Michele Cossa: prevede interventi a favore dei macellai che hanno subito i danni della cosiddetta mucca pazza.
Dall’Unione europea i macellai sardi attendono, invece, interventi che garantiscano maggiori rassicurazioni per i consumatori: la psicosi delle ultime settimane ha determinato un pauroso calo del consumo delle carni di polli e tacchini.
i macellai sardi presenteranno il conto delle perdite subite dalla categoria negli ultimi due anni.
Saranno presenti il presidente Efisio Atzeni e il vicepresidente Marco Badas.
All’incontro parteciperà il deputato Michele Cossa.



Renato Soru contrario alla spettacolarizzazione in tv del rientro della Brigata Sassari da Nasiriyah
Nella polemica intervengono esponenti della maggioranza e il colonnello Scalas


"La storia e l'impegno della Brigata Sassari appartengono a tutti i Sardi e fanno parte della memoria e degli affetti di tantissime famiglie, compresa la mia. La Brigata Sassari e la Sardegna sono una cosa sola, e per questo non potevo offendere in alcun modo né essa né i suoi attuali componenti"
Renato Soru
Courtesy www.sardegnaoggi.it


Cagliari 6.02.2004
Il concetto sulla spettacolarizzazione delle tv locali del rientro dei militari dell'Iraq è stato espresso da Renato Soru ieri in occasione del convegno a Cagliari a sostegno della lista unitaria per l'Europa, organizzato dalla Rete dei Cittadini dell'Ulivo sardo e dall'Associazione Innova, alla presenza di un folto pubblico e degli ospiti Arturo Parisi, Enrico Letta e Pierluigi Bersani.
Le affermazioni di Soru
hanno suscitato le reazioni di esponenti del centro destra, Bruno Murgia Capo gruppo di AN in Consiglio Regionale, del portavoce regionale di Forza Italia Pietro Pitalis e dell'Assessore alla Sanità Roberto Capelli (UDC) ma anche del Colonnello Gianfranco Scalas che si è detto sconcertato dalle espressioni del fondatore di Progetto Sardegna nei confronti dei giovani della Brigata Sassari.

Di seguito riportiamo il Comunicato Stampa di Renato Soru in risposta alle affermazioni del Colonnello Gianfranco Scalas. La dichiarazione dell'Assessore regionale della Sanità Roberto Capelli ed un intervento di un amico ed ex collega del Colonnello Scalas. Riportiamo anche una dichiarazione dell'On. Luigi Cogodi (RC).


La risposta di Renato Soru alle affermazioni del Colonnello Gianfranco Scalas

Cagliari, 6 febbraio 2004

Il colonnello Scalas, ex portavoce della missione in Iraq, già candidato alle ultime elezioni regionali per AN, mi attribuisce parole che io non ho mai pronunciato quali "mercenari" e "poveri disoccupati", riferite ai giovani della Brigata Sassari.
Trattandosi di dichiarazioni di estrema gravità su temi particolarmente cari e importanti per tutti i sardi e in assenza di una sua smentita, sto valutando la possibilità di agire legalmente nei suoi confronti.

La storia e l'impegno della Brigata Sassari appartengono a tutti i Sardi e fanno parte della memoria e degli affetti di tantissime famiglie, compresa la mia. La Brigata Sassari e la Sardegna sono una cosa sola, e per questo non potevo offendere in alcun modo né essa né i suoi attuali componenti.
In un incontro in cui si parlava di Europa, ho affermato che, se fosse stata più forte e più coesa, probabilmente la Brigata Sassari non sarebbe dovuta andare a Nassirya (e io penso che sarebbe stato un bene).
Dopo aver ampiamente ricordato il valore e l'importanza della missione, ho lamentato il pericolo della spettacolarizzazione televisiva (con immagini al ralenty e musiche da film) che rischia di farci dimenticare le sofferenze di questi ragazzi e delle loro famiglie e la mancanza di una diversa opportunità di lavoro che, in non pochi casi, è all'origine della coraggiosa decisione di molti giovani soldati.

In particolar modo mi preoccupa che, anche a seguito di tali immagini, come è stato riportato dalla stampa negli ultimi giorni, si stia moltiplicando l'adesione volontaria all'Esercito da parte dei giovani della nostra isola.
A conferma di ciò, lo stesso generale Carta, Comandante Militare uscente della Sardegna, durante la cerimonia di stamane al Campo Rossi ha ribadito, come riportato dall'AGI e da Sardegna 1, che "l'esercito sta creando nuovi posti di lavoro, che entro il 2007 arriveranno a 5000 e che ha notevoli ricadute economiche sul territorio".
Durante la stessa cerimonia il generale Dello Monaco, subentrato a Carta, ha inoltre sottolineato, riferendosi ai reclutamenti, che "la Sardegna è attualmente una terra particolarmente generosa per l'Esercito", elemento che può essere interpretato come segno di spirito patriottico,ma forse non solo.

Né nella serata di ieri né mai, ho pronunciato parole che possano offendere i soldati della Brigata Sassari. Ho affermato, e lo ripeto, che un'Europa più coesa, solidale e pacifica avrebbe potuto evitare che i nostri conterranei partissero in Iraq e mettessero a repentaglio la propria vita.
Ho detto, e lo ripeto ancora, che se in Sardegna le occasioni di affermazione del proprio impegno professionale fossero maggiori e di maggiore soddisfazione, non sarebbe necessario che i nostri figli imbracciassero un fucile e volassero in terre lontane.
RENATO SORU


La dichiarazione dell'Assessore regionale della Sanità Roberto Capelli

Cagliari, 6 febbraio 2004

"Così come ho preso le distanze da Giovanardi prima e da Martino dopo, da esponente politico e da sardo - ha affermato Roberto Capelli, assessore regionale della Sanità, dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal patron di Tiscali - condanno in maniera netta l'offesa fatta da Renato Soru ai soldati della Brigata Sassari.
Spero che il buonsenso dei sardi, aldilà delle appartenenze politiche, ci liberi da queste pericolose presenze. Non si può passare sopra tutto e tutti pur di raggiungere notorietà e potere.
Colgo l'occasione per esprimere il mio ringraziamento a tutti i militari della Brigata Sassari per quello che fanno ogni giorno per noi, per la Sardegna e per tutti gli italiani".


L'intervento di un amico ed ex collega del Colonnello Scalas

Cara redazione,

Vi seguo quotidianamente e per questo mi sento di intervenire, anche se non posso farlo come al vecchio modo, inserendomi nei commenti.
Vorrei comunicare al Col. Scalas questo mio pensiero:

"Caro Gianfranco,
ti scrivo come amico ed ex collega. Ho preso visione del tuo accorato intervento su "I Sardi net" e mi piacerebbe chiarire alcune cose.
Hai letto cattiva stampa, anzi , pessima stampa (ne supra crepidam sutor), se il tuo cuore generoso ti ha portato a simile reazione.
Io ero presente al convegno.
Il dottor Soru non ha, a meno che migliaia di orecchie non fossero, per un momento sorde, detto alcunché di ingiurioso verso la gloriosa Brigata Sassari. Il suo discorso e le sue parole, nel contesto in cui sono state pronunciate, erano tutt'altra cosa. Talmente diversa da quanto hai letto, e da quanto ho letto, che ben due calorosi applausi di simpatia ed amore nei confronti dei "Dimonios", sono scoppiati fra il pubblico, di qualunque colore politico fosse.
La critica dura, anzi durissima era nei confronti di quei "media" che spettacolarizzavano, a fini propri, il dolore che colpiva i nostri ragazzi.
Nessuno si è sognato di parlare di "mercenari" , erano pur sempre figli, parenti e conterranei dei presenti; credi che avrebbero applaudito all'insulto?
So cosa hai provato, ma non era il vero;
Un abbraccio, Vicenzo A. Romano.
P.S.
Perché nessuno ha scritto che dalle 17 alle 18,30 il sottofondo musicale, nella sala, erano proprio musica e parole di Dimonios? Te lo certifico perchè io stesso avevo inciso il nastro che diffondeva, in un continuo alternarsi, proprio "Dimonios" e "Barones..."


La Dichiarazione di Luigi Cogodi - Consigliere regionale della Sardegna

Cagliari, 7 febbraio 2004
L'onore e il valore dei sardi vale sempre: anche e soprattutto nella affermazione della pace e del vivere civile.

"Nella mia qualità di consigliere regionale della Sardegna, oltreché semplice cittadino, avverto il dovere di confermare quello che ho avuto modo di dire alcuni giorni fa in Aula: che l'onore e il valore dei sardi non può essere misurato solo col parametro militare della guerra, ma anche e soprattutto deve essere valutato con la dimensione civile della pace, della solidarietà umana e dell'amicizia fra i popoli. E che il valore dei soldati non va confuso con l'arroganza dei governi che li mandano a morire in guerra. E che anche i giovani sardi che hanno più bisogno di lavoro non sempre sono posti nella condizione di scegliere liberamente fra buon impiego civile e impiego militare, per il semplice fatto che le opportunità di lavoro pacifico e produttivo mancano grandemente nella nostra Isola.
Ciò ho avuto modo di affermare prima che il Ministro Martino ribadisse l'offesa al popolo sardo invitandolo a non impicciarsi di basi militari nucleari nel proprio territorio e di accontentarsi invece dei dollari in cambio del loro sviluppo pacifico, della loro sicurezza, della loro salute. E ho avuto modo di dire in Consiglio regionale, del tutto inascoltato, che i poteri pubblici avevano un dovere di immediato intervento in favore del giovane Valery Melis, soldato sardo altrettanto coraggioso e valoroso, eppure lasciato morire con, intorno, il solo affetto dei familiari e degli amici.
Troppa gente in questi giorni intende farsi scudo dei soldati della Brigata Sassari per proteggere ben altri e più meschini interessi e per tentare poco onorevoli operazioni di piccolo cabotaggio elettorale. E non sempre, è evidente, tutti questi personaggi appartengono all'esercito dei più valorosi uomini e donne della Sardegna".




L'On. Tunis critica il nuovo progetto di continuità territoriale
“Soluzione inadeguata”

 

Protesta il presidente della Quarta Commissione sul nuovo progetto presentato dall’assessore Amadu, né Consiglio regionale né sindacati sono stati sentiti o informati



L'On.le Marco Fabrizio Tunis Presidente della IV Commissione


Cagliari 7.02.2004
“Sorpresa e indignazione” nelle parole dell’on. Marco Fabrizio Tunis, presidente della Quarta Commissione permanente, che ha duramente criticato l’iniziativa dell’assessore dei Trasporti, on. Amadu, di presentare alla stampa un nuovo progetto di continuità territoriale “senza sentire il dovere di metterne al corrente il Consiglio regionale” e senza informare le organizzazioni sindacali per dar corso al metodo – esplicitamente richiamato dal presidente Masala – della concertazione.
L’on. Tunis ha ricordato come, considerata la particola importanza del problema, l’assessore sia stato invitato a riferire alla Commissione, che sollecitava un progetto idoneo a garantire la mobilità dei sardi e delle merci a condizioni non eccessivamente onerose e mai abbia fornito indicazioni convincenti sulla linea politica dell’assessorato o dell’esecutivo.
Ora, all’improvviso, e con un autentico “colpo di teatro”, l’assessore mette in campo una proposta, “approvata in maniera poco approfondita dalla Giunta”, se è vero che non c’è stato alcun confronto con gli addetti ai lavori, e con il Consiglio, che appare, fra l’altro, inadeguata. La “spettacolarizzazione dell’evento “ – ha aggiunto l’on. Tunis, la cui protesta è “a nome della Commissione” - non può prescindere “dai veri interessi della Sardegna e dei sardi”.
Sulla continuità territoriale, in particolare quella delle merci, è stata presentata da qualche tempo un’interpellanza, alla quale “l’on. Amadu si è ben guardato da fornire risposta”




Convegno per la presentazione della proposta di legge dei Riformatori sardi
Istituzione del "Servizio civile volontario regionale"


L'iniziativa è di particolare interesse, per via della evoluzione in atto della normativa in materia di servizio di volontariato civile nazionale

L'On. Franco Sergio Pisano

Cagliari 7.02.2004

Giovedì 12 febbraio, alle ore 16.30, a Cagliari presso l'Hotel Mediterraneo, i Riformatori sardi hanno organizzato un convegno per la presentazione della proposta di legge di istituzione del "Servizio civile volontario regionale", presentata da Franco Sergio Pisano (primo firmatario), insieme ai colleghi Massimo Fantola, Gavino Cassano e Pier Paolo Vargiu.
L'iniziativa è di particolare interesse, per via della evoluzione in atto della normativa in materia di servizio di volontariato civile nazionale e per l'imminente abolizione del servizio militare di leva obbligatorio e conseguentemente del servizio di volontariato civile alternativo.
Nella proposta, la definizione del servizio civile regionale è direttamente collegato al sistema formativo regionale: si tratta di una opportunità formativa e di inserimento occupazionale in servizi di alta valenza sociale per i giovani in età dai 18 ai 28 anni.
Al convegno parteciperanno Don Antonio Mazzi, notissimo per il suo grande impegno verso il sociale, il Dott. Palombi, direttore generale del Servizio Civile Nazionale, Dott. Peppino Piroddi, Presidente Unione Italiana Ciechi, Mariuccia Cocco Presidente Regionale della Caritas, oltre naturalmente a Matteo Luridiana, Massimo Fantola, Pier Paolo Vargiu e Michele Cossa.