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ARCHIVIO Attualità - Gennaio 2004 - Anni - Mesi

Illustrati dall'assessore regionale della Sanità Roberto Capelli ai direttori generali delle Asl della Sardegna
Gli interventi per ridurre il deficit delle Asl

Gli obiettivi sono principalmente due la riduzione del deficit delle Aziende e l'ottimizzazione del patrimonio immobiliare non strumentale



L'assessore regionale della Sanità Roberto Capelli

Cagliari 28.01.2004

L'assessore regionale della Sanità, Roberto Capelli, ha illustrato, questa sera, ai direttori generali delle Asl della Sardegna gli interventi strutturali e finanziari per migliorare la gestione delle risorse delle Asl.
Tre i punti principali: la cartolarizzazione dei crediti, la cartolarizzazione degli immobili strumentali e l'ottimazzione e la messa a reddito degli immobili non strumentali. Gli obiettivi sono principalmente due la riduzione del deficit delle Aziende e l'ottimizzazione del patrimonio immobiliare non strumentale. Un progetto che non prevede interventi tampone, ma che porteranno benefici immediatamente come in futuro. Con la collaborazione dei direttori generali delle Asl si potrebbe partire già dai primi giorni di aprile.
Con questa nuova gestione finanziaria si otterranno immediati vantaggi, non solo per le Asl, ma anche per i fornitori che spesso si trovano in grosse difficoltà per i ritardi nei pagamenti.
Con la cartolarizzazione dei crediti vengono smobilizzati i crediti che i fornitori vantano nei confronti delle Asl. Si tratta di una intermediazione di flussi finanziari, dove una società (Spv, Secure purpose vehicole) compra i crediti dei fornitori e li rivende sul mercato tramite il collocamento di Asset back security (Abs). I creditori in questo modo possono avere certezze sulla esigibilità del credito, allo stesso tempo se hanno bisogno di immediata liquidità possono vendere i propri crediti alla Spv che li acquista con una determinata percentuale di sconto il cui valore dipende dal rischio di credito del debitore (la Regione Sardegna, rischio molto basso).
Contestualmente la Regione potrà in questo modo dilazionare i propri debiti in modo, quantomeno, da alleviare le tensioni finanziarie.
Per la realizzazione della cartolarizzazione dei crediti sarà necessaria l'approvazione di una legge regionale, che prevada la modica del budget.
Un meccanismo che è utilizzabile sia per i crediti correnti sia per quelli futuri.
Il secondo intervento prevede la cartolarizzazione degli immobili strumentali, ossia quelli in uso dalle stesse Asl. L'iniziativa consiste nella vendita di parte o tutto il patrimonio strumentale delle Asl a una società di proprietà delle aziende stesse, con il contestuale impegno da parte delle Asl di prendere in locazione gli immobili in oggetto. Il suddetto patrimonio verrà acquistato tramite la cartolarizzazione dei canoni di affitto e la contestuale immissione di Abs. Questo intervento permette alle asl di fare cassa e di mantenere la proprietà degli immobili. La società che compra i beni, infatti, prevede la compartecipazione delle Asl.
L'ultimo intervento, infine, prevede di ottenere reddito dagli immobili non strumentali delle aziende, attraverso una Real Estate, che gestirà il patrimonio immobiliare. In sostanza le Asl metteranno gli immobili nella Sardinian care real estate (la cui gestione sarà affidata attraverso una gara internazionale) acquisendo contestualmente quote della società. Se le aziende avranno bisogno di liquidità potranno vendere le loro quote, che con la gestione dei beni, avranno un valore maggiore rispetto a quanto potrebbero ottenere dalla vendita degli immobili stessi.
"Uno degli interventi strutturali - ha affermato l'assessore Capelli - che hanno l'obiettivo di migliorare la gestione finanziaria dei fondi destinati alla sanità, che porterà a un consistente impegno sul fronte degli investimenti per un servizio sanitario sempre più vicino alle esigenze dei cittadini. Tutto questo - ha concluso - è un segno tangibile che non è necessario ricorrere a nuove tassazioni per garantire un servizio più efficente, ma basta ottimizzare e gestire con attenzione le risorse disponibili".



Seminario informativo inerente il Programma integrato di servizi (PIS)
“Adeguamento dei laboratori odontotecnici alla Direttiva 93/42/CEE”

L'iniziativa, organizzata dal CONSORZIO VENTUNO, intende fornire agli operatori gli opportuni orientamenti riguardanti le finalità della Direttiva 93/42/CEE

Olbia 28.01.2004
Giovedì 29 gennaio 2004, con inizio alle ore 15.45, presso il Consorzio Industriale Nord Est Sardegna, in località Cala Saccaia, Porto Industriale a OLBIA (SS), si terrà un seminario informativo inerente il Programma integrato di servizi (PIS) “Adeguamento dei laboratori odontotecnici alla Direttiva 93/42/CEE”. L’iniziativa, organizzata dal CONSORZIO VENTUNO, ha una duplice finalità:
· Fornire agli operatori gli opportuni orientamenti riguardanti le finalità della Direttiva 93/42/CEE, nonché i meccanismi e le procedure di adeguamento dei laboratori odontotecnici agli standard richiesti dalla stessa.
· Presentare lo specifico Programma integrato di servizi predisposto dal CONSORZIO VENTUNO con l’obiettivo di favorire, attraverso l’erogazione di servizi reali a costo agevolato, l’adeguamento dei laboratori odontotecnici della Sardegna alla Direttiva Comunitaria 93/42/CEE recepita dal Decreto Legislativo n° 46 del 1997 in materia di Dispositivi Medicali.
A seguire, alle ore 17.00, presso la stessa sede, si terrà un seminario informativo inerente il Programma integrato di servizi (PIS) “Export”.
L’iniziativa, organizzata dal CONSORZIO VENTUNO, ha la finalità di presentare il Programma e di illustrarne le modalità organizzative, le condizioni di ammissibilità e le procedure di accesso.
Il PIS “Export”, predisposto dal CONSORZIO VENTUNO e rivolto alle PMI dei settori estrattivo e manifatturiero, ha l’obiettivo di garantire una maggiore competitività del sistema produttivo regionale, favorendo l’accesso o rafforzando la presenza delle imprese isolane sui mercati internazionali attraverso l’erogazione di servizi reali a costo agevolato e di attività di animazione e formazione.
Durante i due seminari il CONSORZIO VENTUNO provvederà, inoltre, a distribuire il materiale informativo ed il regolamento dei PIS, corredato della modulistica per accedere ai servizi. La stessa modulistica è reperibile on line all’indirizzo http://www.c21.it.




Il Sert torna all'efficienza
Unità coronarica come soluzione ai problemi della cardiologia


Luci ed ombre nella sanità algherese. Alla soddisfazione del sindaco per la soluzione positiva al Sert si contrappone lo stato di crisi del reparto di cardiologia denunciato da Stella Nascente
L'Ospedale Civile di Alghero


Alghero 29.01.2004
Il Sert di via Catalogna ritorna all'efficienza grazie soprattutto all'impegno di sensibilizzazione nei confronti della dirigenza Asl su questo delicato problema svolto dall'amministrazione comunale.
Il sindaco Marco Tedde e l'Assessore alla sanità Francesco Carboni - si legge in una nota di Palazzo Civico - accolgono con soddisfazione l'atto di reintegro del personale nella dotazione medica nel Sert di Alghero.
L' assunzione di un medico a convenzione attuata dalla dirigenza dell'Azienda Sanitaria restituisce efficienza ai servizi terapeutici verso gli utenti e consente alla struttura di via Catalogna di attenuare l'emergenza che in questi ultimi giorni aveva determinato la sospensione della presa in carico dei nuovi utenti.
Oltre al nuovo medico, il Sert avrà in servizio entro una decina di giorni un infermiere che consentirà di ottimizzare le prestazioni e di riattivare l'importante servizio di day ospital, sospeso anche questo a causa della carenza di personale.
Già da lunedì, intanto, il servizio sta smaltendo la lista d'attesa dei nuovi utenti che nel periodo della sospensione aveva registrato un consistente incremento.
Il sindaco Tedde e l'Assessore Carboni prendono atto del rispetto degli impegni assunti dal Direttore Generale della Azienda Sanitaria n° 1, dott. Antonello Scanu, impegni presi il 24 Novembre scorso allorché il Sindaco e l'Assessore tennero un incontro a Sassari incentrato sul delicato argomento.
In precedenza, il Sindaco Tedde chiese con una lettera allo stesso Direttore della Asl, all'Assessore Regionale alla Sanità e al responsabile Sert della Azienda sanitaria "un fattivo impegno affinché attraverso il reintegro delle unità mediche sia possibile ricostituire uno staff medico qualificato all'interno della struttura sanitaria algherese". Impegno che venne confermato nell'incontro del novembre scorso e che oggi si è concretizzato con l'assunzione del medico e quella imminente di un infermiere.

Dopo una buona notizia una cattiva. La riporta Stella Nascente che in un comunicato riafferma come l'ospedale civile di Alghero abbia bisogno di uscire dalla precarietà per dare a tutti i cittadini i servizi primari nel rispetto del diritto irrinunciabile alla salute.
Alle carenze nel reparto di medicina, dove la proporzione tra ricoverati e medici e del 50% inferiore rispetto a quella del capoluogo sassarese, si aggiunge lo stato di disagio del reparto di cardiologia con solo 4 medici in organico, situazione che impedisce di fare i servizi notturni, mentre il sabato e la domenica si fanno turni ridotti.
"E' una situazione drammatica - afferma il neopresidente Nando Olivieri - che ha una sola soluzione: l'unità coronarica, realizzata di recente a Carbonia. La sanità algherese deve inziare una decisa battaglia in favore di questa importante struttura".



Il Consiglio regionale approva l'Ordine del giorno delle opposizioni
A La Maddalena sarà monitorato il livello di inquinamento radioattivo della base USA

Giacomo Sanna (Psd'Az): "Una vittoria storica di tutto il Popolo sardo"
A lato: La Maddalena. Sopra: L'On. Giacomo Sanna

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Cagliari 29.01.2004
Con il risultato di 35 Sì, 32 No e 5 astenuti, presenti 72, votanti 67, è stato approvato nella votazione "Sulle dichiarazioni del presidente della Giunta e sulle mozioni e interpellanze sulla base Usa di La Maddalena" l'ordine del giorno numero due presentato da Giacomo Sanna, Spissu, Fadda, Balia, Scano e Deiana "Sulla necessità di predisporre un programma di monitoraggio sul livello di inquinamento radioattivo nell'aria e nell'acqua dell'Arcipelago di La Maddalena".
Sono stati invece respinti il numero uno e tre, rispettivamente presentati dal Gruppo di RC e dalla maggioranza.
I lavori del consiglio erano ripresi nel pomeriggio di ieri con la replica del Presidente della Giunta On. Italo Masala, dopo che nel corso della seduta antimeridiana i lavori del Consiglio erano ripresi con la prosecuzione del dibattito sulle dichiarazioni fatte l'altro ieri dallo stesso presidente della giunta.
Durante il dibattito l'on. Satta (F.I.) ha definito "molto serio" l'argomento in discussione perché riguarda la salute delle popolazioni, l'ambiente e la nostra autonomia; ma ha avuto l'impressione che interpellanze e mozioni - con le quali si chiede l'allontanamento della base - siano "strumentali" e riguardino soprattutto la presenza degli americani.
Per l'on. Pinna (DS) è "incauta" la semplificazione del problema fatta dal presidente Masala: né inquinamento, né allargamento della base. Cioè: tutto va bene. Non si tiene minimamente conto del fatto che "a Santo Stefano sono presenti armamenti di distruzione di massa veri" e se possono esistere dubbi sull'uso dell'uranio impoverito nei poligoni militari di Teulada e Perdasdefogu, "qui è certo che vi sono bombe atomiche e un deposito di scorie nucleari".

Finito il dibattito generale, sono intervenuti i capigruppo.
Il primo è stato il capogruppo di SDI-SU l'on. Balia che ha criticato la maggioranza, presente in Aula solo con 4 consiglieri su 40. Secondo l'on. Balia, la giunta non ha affrontato il problema con l'efficacia necessaria. "Il comportamento dell'esecutivo è simile ad una 'gruviera morale' piena di buchi e di vuoti".
E' intervenuto, poi, il capogruppo di Rifondazione comunista on. Cogodi (R.C.) che ha detto che il presidente della regione Masala ieri ha parlato in Consiglio come se fosse un geometra di un ufficio tecnico periferico. "Non è una questione solo di edilizia, ci sono da discutere prima altri temi vitali come quello della pace e dello sviluppo pacifico".
Proseguendo negli interventi dei capi gruppo, l'on. Vargiu (Riformatori) ha sostenuto che l'argomento della sicurezza complessiva sta a cuore a tutti i sardi e che l'aula ha dato "segnali importanti" in materia.
Per l'on. Ladu (PPS), il dibattito in corso è inquietante per gli aspetti legati ai rischi ambientali, e le dichiarazioni del Presidente inducono a particolari riflessioni.
Gli americani hanno un ruolo insostituibile nella difesa occidentale, ha sostenuto Ladu, quindi non si può essere contro di loro. Dopo avere letto le dichiarazioni odierne del professor Mario Ladu, che sono condivisibili, l'oratore ha messo in risalto il rischio di attentati contro la base di La Maddalena, che rendono necessaria la massima sorveglianza e attenzione.
L'on. Spissu (DS) ha parlato di "un livello di attenzione basso" rispetto alla dimensione del caso La Maddalena. In verità, siamo di fronte ad una diminuzione dell'istituto autonomistico e della sovranità, perché in questa vicenda la Regione ha un ruolo marginale.
Il capo gruppo DS ha poi aggiunto che esiste "un diritto all'informazione, oltre che alla salute, a favore del popolo sardo. Eppure, i rilevatori sono insufficienti e inadeguati: nessuno se ne cura e questo è un danno per la comunità sarda".

Come si è detto i lavori dell'Aula sono ripresi nel pomeriggio di ieri con la replica del presidente della Giunta Masala il quale ha condiviso gli interventi dei consiglieri quando hanno affermato che questi argomenti riguardano tutti e non esiste un colore politico che li contraddistingue: la salute dei cittadini non può essere di destra né di sinistra.
Tuttavia il dibattito ha spaziato su temi più vasti rispetto all'argomento principale, che non era quello dell'allontanamento dei sommergibili nucleari americani, ma della ristrutturazione della base, opera definita, dallo Stato Maggiore, "destinata alla difesa militare", non approvata dalla Commissione paritetica e autorizzata dal ministro. Ciò non toglie che le altre questioni possano essere sollevate dal governo regionale. Tuttavia - ha precisato l'on. Masala - bisognerà sapere con certezza se esistano davvero problemi d'inquinamento atomico.
Per il presidente al momento la risposta è negativa, ma va approfondita.
Quanto ai primi risultati, invece, sono confortanti. Il presidio multizonale di prevenzione risponde a chi ne metteva in dubbio l'efficienza, che gli strumenti di controllo sono funzionanti e assicurano un adeguato livello di vigilanza. Tutto ciò - ha concluso il presidente Masala - "non ci deve tranquillizzare" perché è intenzione della Regione ottenere la garanzia della tutela e del controllo del sito. Qualunque traccia di inquinamento spingerà la Giunta ad intraprendere le azioni necessarie "per rimuoverne le cause".
Sono intervenuti, quindi, i presentatori delle mozioni e delle interpellanze.
Dell'esito delle votazione abbiamo già detto. C'è da segnalare la soddisfazione dell'On. Giacomo Sanna (Psd'Az), primo firmatario dell'ordine del giorno sulla base dim Santo Stefano che in una nota afferma "L'approvazione in Consiglio regionale dell'ordine del giorno, presentato dalle opposizioni, sulla base Usa di Santo Stefano è una vittoria storica di tutto il Popolo sardo. Il dispositivo deliberativo è quello approvato, all'unanimità, nell'assemblea Sardo - Corsa, tenutasi a Bonifacio, lo scorso 24 gennaio".
Il Segretario Nazionale del Psd'Az nel documento sostiene che dopo l'approvazione della mozione del 5 dicembre 2002 - con la quale si impegna il Presidente della Giunta a manifestare al Governo italiano l'indisponibilità della Sardegna ad accettare qualunque forma di potenziamento delle basi militari presenti nell'isola, e la successiva approvazione della legge che dichiara la Sardegna territorio denuclearizzato, con il pronunciamento odierno del Consiglio regionale è più chiaro, a tutti, che in Sardegna non c'è posto per i sommergibili nucleari.
Giacomo Sanna conclude "La base di Santo Stefano, non solo non può essere ampliata ma dovrà essere smantellata".




Indetto lo sciopero generale contro la fermata degli impianti produttivi
I DS chiedono misure straordinarie per far fronte alla crisi del comparto industriale del nord Sardegna


E A P / Alghero Cronache
I sindacati dei lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e indetto una giornata di sciopero generale per venerdì tredici febbraio


Portotorres 30.01.2004
Inizieranno forse domani le operazioni di travaso di acqua di mare e benzene contenute nelle stive sventrate della Panam Serena, andata a fuoco durante le operazioni di scarico il primo dell'anno. Infatti è atteso per oggi l'arrivo della nave cisterna che verrà utilizzata per travasare i liquidi contenuti nella gasiera sovietica.
Solo dopo queste operazioni si potrà spostare il relitto e dare inizio ai lavori di ripristino degli impianti di scarico e carico del pontile del porto industriale, danneggiato dall'incendio, secondo il calendario predisposto dalla Sindyal, che nel frattempo ha fermato gli impianti produttivi.
Una decisione questa contestata dai sindacati dei lavoratori che hanno proclamato lo stato di agitazione e indetto una giornata di sciopero generale per venerdì tredici febbraio.
Con i lavoratori scendono in campo anche i politici regionali e amministratori locali che chiedono misure straordinarie per far fronte alla crisi del comparto industriale del nord Sardegna.
Tra queste iniziative segnaliamo la lettera che il presidente del Gruppo DS-SFS in Consiglio Regionale On. Giacomo Spissu ha inviato al Presidente della Giunta Regionale On. Italo Masala, al Presidente della Provincia di Sassari, ai Sindaci di Sassari, Alghero e Porto Torres e per conoscenza alle Organizzazioni sindacali e Associazioni di categoria per sollecitare la "Richiesta dello stato di crisi per il territorio".

Consiglio Regionale della Sardegna
Gruppo Democratici di Sinistra
Il Presidente


Richiesta dello stato di crisi per il territorio

Il recente incidente occorso durante le operazioni di scarico alla petroliera Panam Serena nel pontile fluidi del Petrolchimico di Porto Torres, insieme ai danni relativi alla infrastruttura ha messo in evidenza la fragilità del sistema portuale della Sardegna Nord Occidentale e le gravissime conseguenze che la fermata degli impianti può produrre nel provato sistema economico del nostro territorio.
E' sotto gli occhi di tutti in maniera drammatica la relazione strettissima esistente fra la produzione industriale, quella energetica, le forniture civili di gasolio e benzine, l'insieme delle attività che dall'industria e dalla movimentazione portuale derivano e le centinaia di addetti e di imprese che vivono intorno all'insediamento industriale. La condizione di emergenza che si è determinata impone una risposta immediata e unitaria delle Istituzioni, delle forze sociali, ed economiche e di tutte le forze politiche perché vengano affrontate e risolte con una visione d'insieme le problematiche energetiche, industriali, della portualità, della connessione e relazione fra i problemi di ogni singolo comune e quelli del territorio circostante.
Sarebbe utile che partendo dalla risposta all'emergenza si crei un comune sentimento di difesa e di rilancio nel nostro territorio di un programma per l'industria, per l'energia, per le dotazioni infrastrutturali per la tutela dell'aria, dell'acqua e dell'ambiente in una logica di crescita e di ripresa del lavoro e di intersettorialità.
Sta in capo a chi ha oggi responsabilità istituzionale e di rappresentanza delle Comunità locali promuovere forti iniziative, cui non faremo mancare il nostro contributo, che evitino la sospensione delle attività produttive nello stabilimento e negli impianti collegati e ricerchino le risposte e gli investimenti necessari per la ripresa della nostra area richiamando a una forte assunzione di responsabilità le imprese e i soggetti pubblici.
La qualità e quantità delle problematiche è tale da richiedere, a mio avviso, il riconoscimento dello stato di crisi del territorio, condizione che meglio consentirebbe di mantenere una visione unitaria e strategica delle stesse.
Nel confermare la nostra disponibilità ad una azione unitaria, porgo cordiali saluti.

Il Presidente del Gruppo DS-SFS
On. Giacomo Spissu