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Artigiani con le tasche vuote. Opere pubbliche non pagate
Anche sei mesi per crediti che raggiungono i 300mila euro ad appalto


I Comuni si giustificano: "E' la Regione che non accredita i fondi"
"Questo è un fatto gravissimo. Ancora una volta ci troviamo con le spalle al muro", dice il Presidente di Confartigianato Edilizia, Giovanni Battista Idda

Cagliari 26.09.2007
All'Artigianato non bastavano gli scarsi incentivi degli ultimi anni, non bastava la burocrazia esasperata a funestare i pensieri degli artigiani mancava solo il non pagamento dell'esigua quantità di lavori pubblici.
"Questo è un fatto gravissimo. Ancora una volta ci troviamo con le spalle al muro e soprattutto con le tasche vuote", dice il Presidente di Confartigianato Edilizia, Giovanni Battista Idda.
Sono ormai moltissimi artigiani, che hanno terminato e consegnato i lavori anche da oltre sei mesi, ai quali non vengono erogati i fondi spettanti. Ci sono imprese strutturate che attendono di incassare 250mila euro ma ci sono anche le aziende individuali, è l'esempio di un fabbro, che attendono il saldo di un credito di 6mila euro.
"Ormai da mesi, giorno dopo giorno - continua Idda - riceviamo segnalazioni dei nostri colleghi che sono disperati e che non sanno come farsi pagare dalle Amministrazioni comunali per le quali hanno eseguito i lavori. Il fatto più preoccupante è che purtroppo sono restii a rendere pubblici questi fatti e a esporsi per paura, magari, in futuro di poter perdere dei lavori".
Però c'è anche chi ha il coraggio di parlare, perché esasperato dalla situazione. E' il caso dell'impresa Edilbase di Capoterra di Serra e Baire. "Anche la nostra ditta - afferma Ignazio Serra, uno dei titolari - dal mese di luglio non riesce a farsi pagare un saldo di oltre 300mila euro da un grosso Comune della Sardegna centrale, il quale attribuisce la colpa alla Regione che non eroga i fondi".
Gli artigiani non demordono e tentano di contattare ogni giorno i Comuni; tuttavia o trovano i telefoni staccati oppure le risposte che vengono fornite non sono esaurienti oppure, come nel caso dell'Edilbase, scaricano la responsabilità verso la Regione. Alla fine l'unica soluzione possibile è quella di ricorrere agli avvocati.
"Il problema vero è che non avendo fondi in cassa - continua il Presidente degli Edili di Confartigianato - le imprese si devono ulteriormente indebitare con le banche per poter continuare il loro lavoro. Così, prestito dopo prestito, il debito diventa un macigno".
Idda ricorda come, nei primi giorni di luglio l'Assessore Carlo Mannoni, annunciò pubblicamente che all'inizio di settembre avrebbe reso disponibili circa 1500 milioni di euro per appalti pubblici. Il mondo dell'impresa prese per buona quella dichiarazione ma concretamente, ora che si è alla fine del mese di settembre, gli artigiani viaggiano ancora nel buio più assoluto. Insomma non si vede la fine di questa vera e propria odissea.
Il Presidente degli Edili di Confartigianato conclude il discorso affermando: "E poi ci si lamenta che gli artigiani partecipano poco agli appalti pubblici e preferiscono lavorare nel privato".
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