29
gennaio 2006 - Elezioni Primarie a Cagliari Il
programma elettorale di Patrizio Rovelli sostenuto da
PSDAZ e Radicali
"La
prima vera novità di questo importante appuntamento
elettorale è che l'Unione di Centrosinistra e
Sardista ha concrete possibilità di vittoria
nei confronti di un centrodestra che ha perso la sfida
del cambiamento" Patrizio Rovelli
Cagliari 25.01.2006 Riportiamo di seguito
il programma elettorale di Patrizio Rovelli candidato alle primarie
di Cagliari del 29 gennaio 2006, sostenuto da PSDAZ e Radicali.
PROGRAMMA ELETTORALE
1. Le donne e gli uomini hanno
diritto alla felicità
Nell'ottica di una democrazia intesa innanzitutto come partecipazione
solidale, è necessario combattere tanto l'immagine di
una società che non si scandalizza più dei fenomeni
di marginalizzazione, abbandono ed esclusione, quanto l'immagine
di una amministrazione pubblica che riduce i cittadini a semplici
membri di una società di mercato e riduce lo Stato a
semplice impresa di servizi per clienti e fornitori. Oltre ai
principi di libertà, eguaglianza e fraternità
bisogna affermare i principi di sicurezza, diversità
e solidarietà come cardini fondamentali dei diritti sociali
e culturali. A questi va aggiunto il diritto ad un ambiente
ecologicamente sostenibile. Ogni popolo ha diritto all'affermazione
della propria identità. E' necessario costruire una comunità
di appartenenti che coniughi tra loro libertà e solidarietà.
I rapporti tra cittadini e istituzioni e tra istituzioni devono
essere regolati dal principio di sussidiarietà. 2. Cagliari e la questione urbana
sarda
La crisi economica e sociale nella quale Cagliari si trova deriva
dal fatto che negli anni i gruppi dirigenti locali e regionali
non hanno elaborato proposte che davvero inquadrassero la città
e l'area urbana vasta come luoghi, occasioni e motori dello
sviluppo della Sardegna. Il ruolo mancato di Cagliari nello
sviluppo della Sardegna è percepibile anche nella formazione
dei gruppi dirigenti regionali. Cagliari conta poco. Bisogna
quindi elaborare un progetto complessivo nuovo e moderno, che
valorizzi, trasformandole, le vecchie forme dell'economia cittadina
ed introduca una forte discontinuità negli obiettivi
strategici: cultura, ricerca, informazione, servizi moderni
e produzioni materiali per il mercato del Mediterraneo. 3. La disoccupazione di massa è
la piaga della società cittadina
Donne, giovani laureati e diplomati, perfino con alta specializzazione,
non trovano occasioni di lavoro. Al di là della sofferenza
delle famiglie e delle persone, si tratta di uno spreco di energie
positive che nessuna società può permettersi.
Nell'immediato è necessario destinare risorse straordinarie,
ripristinando la disponibilità dei fondi del Piano per
il lavoro male utilizzati dalla giunta di centrodestra. Serve
soprattutto un piano di investimenti in attività produttive
che crei le condizioni per lo sviluppo futuro. In particolare
è necessario varare immediatamente:
a) un piano per l'edilizia agevolata e pubblica, che guardi
innanzitutto alla risoluzione di problemi concreti (prima casa,
case-parcheggio); b) un piano per il commercio che riporti i
consumatori all'interno della città, attraverso i "centri
commerciali naturali" e la riduzione degli oneri attuali,
francamente insostenibili; c) un piano per la riconversione
verso un razionale risparmio energetico e idrico di tutto il
patrimonio edilizio pubblico; d) un piano di servizi in funzione
dell'Università e della Ricerca; e) un piano per il completamento
delle infrastrutture necessarie alla città e all'area
urbana vasta. 4. I cagliaritani non godono del
diritto alla mobilità interna ed esterna
È necessaria una riorganizzazione dei servizi per il
traffico cittadino, a partire dai parcheggi e dai servizi pubblici
di trasporto. L'obiettivo praticabile per ridurre i costi e
l'inquinamento da traffico è quello di convertire l'intero
parco dei mezzi pubblici all'uso del "biodiesel" e
di motori elettrici. Il porto di Cagliari deve diventare occasione
di sviluppo anche alla luce di nuove correnti di traffico: non
solo, dunque, terminale di passaggio, ma luogo centrale, ricco
di attività di servizio e di produzione. In questo senso
va urgentemente realizzato il punto franco all'interno del porto
canale, in modo da favorire l'insediamento produttivo che da
tale particolare regime possa trarre beneficio, con la conseguente
creazione di nuove, importanti opportunità occupazionali.
L'aeroporto di Cagliari-Elmas non ha avuto lo sviluppo che altri
scali - anche sardi - hanno conosciuto negli ultimi anni. Servono
nuovi orizzonti commerciali e di traffico, come pure è
necessario promuovere una nuova immagine dell'aeroporto e del
porto come sedi di assistenza alle varie compagnie aeronavali.
In tal modo si può pensare a servizi moderni per la manutenzione
e le forniture alle compagnie. 5. Le servitù ed i beni
demaniali militari
Le servitù ed i beni demaniali militari che stanno dentro
la città devono diventare occasioni di sviluppo. È
necessario promuovere un accordo con la Regione attraverso il
quale trattare congiuntamente le condizioni per la dismissione
delle aree e degli edifici militari della città, anche
e soprattutto offrendo alternative possibili e realistiche per
la riconversione. In località "Sella del Diavolo",
tra cala Mosca ed il quartiere di S. Elia, si dovrà realizzare
un parco pubblico vivibile. Insieme alla riconversione delle
caserme va progettata la fruibilità dell'area e la sua
integrazione con la città a partire dai quartieri di
S. Elia e La Palma. 6. Attività sportive e tempo
libero
Bisogna realizzare un piano di sviluppo delle attività
sportive, programmando una rete di infrastrutture di base e
riorganizzando l'uso delle strutture esistenti. In questo senso
il Comune deve garantire i fondi che consentano l'uso delle
palestre e delle strutture sportive delle scuole. 7. Politiche di coesione
È necessario un piano socio-assistenziale che ruoti attorno
al ruolo fondamentale delle famiglie. Vanno tutelate in particolare
la maternità e l'infanzia, attraverso tutti i più
moderni servizi possibili a partire dagli asili nido per tutti
i bambini, diffusi nella città e nei luoghi di lavoro.
Agli anziani e ai disabili vanno forniti servizi che consentano
di vivere davvero la città. Alla comunità dei
sofferenti e ai portatori di problemi occorre dare risposte
concrete. In questa direzione è necessario costruire
un sistema che dia risposta di giustizia e sappia valorizzare
l'impegno del volontariato. In una crisi grave come quella attuale
nessuno, in nome del pareggio di bilancio, può dimenticare
che il sostegno delle famiglie e dei nuovi e vecchi poveri è
dovere ineludibile per gli amministratori. La partecipazione
dei cittadini non può essere concepita solo come incontro
o assemblearismo. Alle forme organizzate delle rappresentanza
sociale - organizzazioni di categoria, sindacati, volontariato,
associazioni territoriali e sportive - va riconosciuto il diritto-dovere
della rappresentanza degli interessi diffusi. Con loro si promuoveranno
il confronto e la concertazione sugli obiettivi, sui metodi
e sulla pratica di governo: a partire, naturalmente dalla definizione
del programma di governo della coalizione. 8. La città ha bisogno di
speranza
La prima vera novità di questo importante appuntamento
elettorale è che l'Unione di Centrosinistra e Sardista
ha concrete possibilità di vittoria nei confronti di
un centrodestra che ha perso la sfida del cambiamento, dimostrando
di non saper rispondere alla domanda di modernità e di
sviluppo solidale. In questo quadro la speranza di cambiamento
è innanzitutto speranza che la città sia amministrata
da uomini nuovi. Nuovi perché guardano ai bisogni della
collettività cercando tra la gente le risposte più
idonee per risolverli; nuovi perché non vivono all'ombra
del Palazzo o ancor peggio nel riflesso del Palazzo. Nuovi perché
rispettano davvero la volontà popolare e credono nella
legalità come valore fondante della democrazia.
In
vista delle elezioni amministrative di primavera 2006 questa
pagina viene dedicata agli interventi di segretari di partito,
responsabili di movimenti politici e a tutti coloro che intendono
intervenire in maniera costruttiva al dibattito politico