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Convegno
su globalizzazione ed identità
Un'iniziativa dell'associazione Judikès
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E A P / Alghero Cronache
/ V.A.R. |
L'identità
dei sardi, non nazionalismo o becera secessione, è
insita nella denominazione stessa dell'Associazione:
Giudici erano gli antichi re sardi, che non vollero
chiamarsi re
L'intervento di Renato Soru
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Quartu
Sant'Elena 13.02.2004
"Globalizzazione ed
identità" è stato il tema che la Associazione
culturale Judikès di Quartu ha voluto proporre ai relatori
ed agli intervenuti alla manifestazione. L'identità dei
sardi, non nazionalismo o becera secessione, è insita
nella denominazione stessa dell'Associazione: Giudici erano
gli antichi re sardi, che non vollero chiamarsi re.
Molte le personalità presenti, dai politici nazionali
Antonello Cabras (DS) e Bruno Dettori (Ulivo) al regista Mauro
Palmas, l'attore Massimiliano Medda, a Paolo Follesa, da Graziano
Milia (ex sindaco di Quartu) e Gigi Mossa entrambi dell' Associazione
organizzatrice; Rina Salis dell'Italia dei valori e l'Avv. Michele
Schirò dell'esecutivo nazionale della "Rete dei
Cittadini per l'Ulivo". Ed alla fine, ma non ultimo, trattandosi
del candidato alla presidenza della Regione sarda, il dottor
Renato Soru.
Il tema della globalizzazione dell' economia nei suoi aspetti
più odiosi, quelli che hanno ormai portato il 15% dell'
economia ad essere spartita fra l'85% degli abitanti, mentre
il 15% di tycoons e multinazionali possiedono 85% delle risorse
della terra e i diritti di brevetto delle più grandi
case farmaceutiche impediscono l'accesso, ai poveri del Terzo
mondo, di medicinali anti-HIV e genereri di sopravvivenza, sono
stati elemento comune di tutti gli interventi degli oratori
sardi che hanno portato ai poveri ed ai reietti della terra
la solidarietà di questo popolo, orgoglioso della propria
identità, ma aperto al dolore degli altri.
Ma l'identità e l'orgoglio sardo, ha subito evidenziato
Gigi Mossa di Judikès, sono stati irrisi soprattutto
da un sottosegretario sardo che non batteva ciglio agli attacchi
del suo Ministro che offendeva la Sardegna, i sardi e lo stesso
governo regionale, che -ironia della sorte- è di centro
destra come il Ministro che lo sbeffeggiava ed il sottosegretario
che non fiatava.
Il senatore Dettori, eletto con l'Ulivo in Sardegna (strappando
un collegio alla destra), dopo un accorato discorso sulla sua
terra, il problema dell' acqua, dell' immigrazione che toglie
risorse sia manuali che intellettuali, ha affermato che la difesa,
dalla campagna di disinformazione condotta contro i presunti
insulti alla Brigata Sassari che sarebbero stati portati nella
grande manifestazione "La sardegna sceglie l'Europa",
doveva essere condotta dalle forze democratiche di opposizione
e non da solo Soru e qualche coraggioso spirito.
Durissime le parole di Graziano Milia, contro "chi aveva
invitato la gente a boicottare l'incontro con Soru" proprio
perché l'invito partiva da chi Soru doveva appoggiare
per avere la sicurezza di battere l'attuale governo regionale.
L'onorevole Antonello Cabras, responsabile Enti locali dei Democratici
di Sinistra, è andato subito e duramente al cuore del
problema che agita i partiti sardi del centrosinistra sulla
candidatura Soru; riaffermando che: nessuna "volontà
centrale" ha imposto il candidato, sarebbe esatto dire
l'autocandidato, Renato Soru.
Giunto il suo turno l'imprenditore di Sanluri ha iniziato in
sordina difendendo il proprio pensiero espresso sia sui soldati
a Nassyria che sui problemi della sanità, giudizi che
erano stati utilizzati dalla destra per innestare un dura polemica.
Ha poi affrontato il tema della globalizzazione, della povertà
nel mondo e della vera identità del cittadino sardo.
E poi il botto finale "credo nei partiti e voglio stare,
con i partiti", "non mi ritirerò" (ripetuto
due volte) "si può andare con i partiti e vincere,
anche senza gli attuali dirigenti", è stata la conclusione,
ed una standing-ovation ha impedito ogni, pur previsto, successivo
intervento.
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