Bosa 20.09.2003
Dopo la mostra di Mariano Chelo, nella galleria MAP di corso
Vittorio Emanuele a Bosa (NU), dal 26 settembre sarà
possibile osservare e valutare la produzione figurativa di Giampiero
Cane.
E la prima volta che il noto musicologo presenta al pubblico
i collage e le carte trattate con materiali vari, che è
venuto realizzando nel corso degli ultimi 15 anni. In questo
settore la sua formazione esula da un corso di studi regolare,
facendo di lui un autodidatta sia in direzione critica che creativa.
Da sempre interessato e studioso dellarte musicale, la
sua applicazione critica si è concentrata sempre più
sul Novecento e su quel cuore sonoro del secolo che è
stato il jazz, musica caratterizzata dalla forza che vi sprigionano
i miti congiunti del blues e dellimprovvisazione. "E
probabile - dice - che lelaborazione in me di questo secondo
mito abbia liberato alla capacità di manifestarsi il
potenziale creativo che, come tutti, anchio posseggo".
Professore universitario, titolare della Cattedra di Civiltà
musicale afroamericana del Dams di Bologna, la prima che in
Italia ha avuto il jazz quale oggetto di studio privilegiato,
nellultimo dei suoi saggi, MonkCage, sulla musica negli
States del Novecento, ha fatto abbondante uso di parallelismi
tra creazioni musicali e pittoriche per illustrare il movimento
del pensiero creativo nel suo insieme.
Scettico nei confronti del professionismo artistico, ritiene
che lassenza, o, quantomeno, lindeterminazione del
fine, sia fondamentale nella creazione estetica. Per questo,
con un occhio al mercato e alla sua capacità oggettiva
di definire in euri la qualità degli oggetti artistici,
definisce la propria "flop art".