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CONSIGLIO
REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 159
Martedì, 7 febbraio 2006
(Pomeridiana)
Il Consiglio regionale si è
riunito sotto la presidenza dellon. Giacomo Spissu e
dellon. Claudia Lombardo.
Disegno di legge n. 199 disposizioni
per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale - Manovra finanziaria
Dopo le comunicazioni di rito,
il presidente ha sospeso la seduta per qualche minuto, visti
i pochi consiglieri presenti in Aula. Ripresi i lavori, i
capigruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa e dellUdc
Giorgio Oppi hanno chiesto, a norma del nuovo regolamento
consiliare, la verifica del numero legale. Il presidente Spissu,
tra le polemiche dellopposizione, ha sospeso i lavori
per dieci minuti essendo la prima votazione della seduta.
Alla ripresa si è proceduto alla verifica del numero
legale. Non essendo stato raggiunto il quorum, i lavori sono
stati sospesi per altri 30 minuti.
Alla ripresa dei lavori ci sono
state ancora polemiche tra lopposizione e il presidente
Spissu. Il capogruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa, infatti,
ha contestato il fatto che il presidente del Consiglio avesse
dato la parola allon. Caligaris e non avesse proceduto
ad una nuova verifica del numero legale.
Il presidente Spissu ha ricordato
allAula che la richiesta di verifica del numero legale
non è automatica e che se lopposizione avesse
voluto, avrebbe potuto chiedere, nuovamente, tale verifica
dopo lintervento dellon. Caligaris.
Il presidente Spissu ha concesso
allon. La Spisa di intervenire sul Regolamento. Il capogruppo
di Forza Italia ha ricordato che la richiesta di verifica
del numero legale era stata introdotta nel nuovo Regolamento
per evitare che lAula si trasformasse in un votificio
dove si entrava solo per votare e non per partecipare effettivamente
ai lavori e che era consuetudine del presidente del Consiglio,
alla ripresa dei lavori, constatare se esisteva o meno il
numero legale.
Il presidente del Consiglio ha
spiegato che il regolamento era stato applicato correttamente
e ha dato la parola allon. Maria Grazia Caligaris (Misto
- SDI RNP). Lesponente socialista ha detto che
una delle conseguenze positive del nuovo Regolamento consiliare
è quella che il Consiglio può, finalmente esaminare
una Finanziaria essenziale. Il dovere di unAssemblea
legislativa ha ricordato è quello di
rispettare le leggi nella consapevolezza di farlo in maniera
corretta e al meglio. Il giudizio dellon. Caligaris
sulla manovra è sostanzialmente positivo anche se,
nella situazione drammatica in cui si trova la Sardegna, pensare
prioritariamente a risanare il bilancio è un nobile
gesto ma lo si dovrebbe fare in un ambito temporale
più ampio per dare maggiori risposte ai sardi in difficoltà.
Lon. Caligaris ha chiesto più attenzione verso
i settori dellIndustria, dellartigianato e del
commercio, ha giudicato positivi, anche se sono necessarie
più risorse, gli interventi nel settore del diritto
allo studio e a favore delledilizia scolastica. La consigliera
ha, invece, espresso perplessità per la decisione di
ridurre gli stanziamenti a favore dellimprenditoria
giovanile e di quella femminile. Per Maria Grazia Caligaris
è necessario puntare sullo sviluppo e non sullassistenzialismo
e fare una legge regionale in materia di reddito di cittadinanza.
Ha anche auspicato, un intervento della Giunta per maggiori
chiarimenti sul futuro del digitale terrestre. Grande attenzione
è stata richiesta per i settori agro-zootecnico e della
sanità. Per questultimo settore, ha sottolineato,
razionalizzare non può incidere sui servizi e sul diritto
alla salute del cittadino.
Un passaggio dellintervento
dellon. Caligaris è stato dedicato anche alla
situazione delle carceri. Spero che, nella convenzione
che in queste ore si sta firmando con lo Stato, la Regione
abbia ottenuto garanzie per il trasferimento in Sardegna delle
guardie carcerarie e dei detenuti sardi che lo richiedano.
Alla fine dellintervento
lon. Caligaris ha auspicato una Finanziaria più
leggibile e comprensibile per tutti. Sarebbe un segnale importante
ha concluso per avvicinare ancora di più
le Istituzioni ai cittadini.
Lon. Oscar Cherchi (Misto
UDS) ha premesso che dalla propria parte politica la
manovra non può che ottenere una sonora bocciatura
.
Le critiche sono venute da tutte
le parti dai sindacati alle forze sociali, ed anche dai settori
della maggioranza, ha detto Cherchi. Si tratta di una manovra
che continua proporre tagli pesanti, e soprattutto tagli
alla cieca che non tengono conto della realtà
di chi vive fuori dal Consiglio.
Ricordati i dati negativi forniti
recentemente dai sindacati sulla situazione economica e sociale,
loratore ha sottolineato che limportante occasione
che potrebbe rappresentare la finanziaria si risolve in un
mero contenimento della spesa. Si rischia di penalizzare i
settori più deboli, come ad esempio il settore dellartigianato,
ha aggiunto, occorre rivedere le scelte fatte. Si disegna
una finanziaria da 6 miliardi di euro, ma non per questo si
può dire che va tutto bene. Ma la prima
sorpresa è che le risorse sono esattamente le stesse
dello scorso anno. Dopo aver denunciato essere arbitrari
i calcoli sulle entrate compiuti dalla Giunta, ha affermato
come le politiche portate avanti in tutti i settori sono carenti.
Ci sono molti aspetti da rivedere ha concluso Cherchi che
ha elencato i molteplici punti di crisi della Sardegna. Critiche
forti ha, infine, lanciato per le ingenti risorse destinate
al progetto Sardinia Speak English.
Lon. Ignazio Artizzu (AN)
ha, quindi, chiesto una verifica del numero legale che dopo
la votazione è stato confermato.
Ha poi preso la parola lon.
Luciano Uras (PRC) che ha, ironicamente, osservato come, sorprendentemente,
dal centrodestra si stiano assumendo posizioni normalmente
considerate di sinistra. Prendendo spunto dal concetto della
competizione, propria del liberalismo, e delle varie implicazioni,
anche dolorose, che essa determina, Uras si è chiesto
se competizione e flessibilità siano sostenibili nella
realtà sarda. Eppure per essere competitivi bisogna
colpire il salario attraverso la precarizzazione, ponendo
limpresa al centro. Non credo, ha detto, che questa
società sia armonica. A tale riguardo, ha ricordato
che lattuale maggioranza sa parlare con tutti, soprattutto
con coloro che hanno i maggiori problemi.
Bisogna schierarsi maggiormente
verso i termini ed i principi propri della cultura di sinistra,
ha detto. Ma il danno lo ha creato il centrodestra italiano,
ha proseguito il rappresentante di Rifondazione. E allora,
si è chiesto, quella del centrodestra sardo è
unautocritica o una posizione strumentale?. La
battaglia critica che la sua parte politica sta facendo allinterno
della maggioranza, è in linea, ha ricordato, con il
proprio voto negativo in occasione del DPEF. E, tuttavia,
questa maggioranza è lunica in grado di traghettare
la Sardegna verso lo sviluppo.
Lon. Fedele Sanciu (FI)
ha esordito esprimendo apprezzamento perché le norme
intruse sono state stralciate dalla finanziaria. La manovra
giunge in ritardo, ha proseguito poi, ricordando come la pregiudiziale
avanzata dallon. Mario Floris fosse assolutamente giusta.
Criticando la manovra, totalmente orientata al controllo della
spesa e del debito, senza reali e positive scelte di sviluppo,
ha definito quella in discussione una manovra prettamente
ragionieristica. Non ci sono prospettive per il futuro, non
cè capacità progettuale, ha detto Sanciu.
Dopo avere ricordato che la povertà si sta allargando,
ha detto che proprio alle fasce deboli occorre pensare con
questa finanziaria, attraverso scelte concrete ed appropriate.
Sanciu ha espresso, quindi, forti
riserve sui preannunciati collegati alla finanziaria
ed ha manifestato critiche sulla manovra di concertazione.
Allo stesso modo si è espresso in maniera particolarmente
severa circa le tasse sulla seconda casa e sulle barche
che già stanno dando un grave danno di immagine per
la Sardegna.
Non è sostenibile, ha
quindi detto, che una regione come la nostra, in gravi difficoltà,
non abbia una politica economica orientata verso lo sviluppo
in tutti i settori. Manca una visione generale dei problemi
ha, quindi, affermato avviandosi a concludere, è assente
una politica delle infrastrutture.
I capogruppo di Forza Italia,
Giorgio La Spisa, e di Fortza Paris, Silvestro Ladu, hanno
chiesto la verifica del numero legale. Il presidente Lombardo,
rilevando dopo la votazione la mancanza della maggioranza
dei consiglieri ha sospeso i lavori per 30 minuti.
Non per apparire irrispettosi,
ma cè un fondo di verità nel fatto che
questa finanziaria arrivi in Aula nel periodo di carnevale;
come dire che la maggioranza fa i programmi elettorali e non
li rispetta. Con la maschera della finzione copre la realtà
della Sardegna, tuttaltro che festaiola. Lo ha detto
lon. Mimmo Licandro (Fi), sostenendo che, a parte qualche
nuovo tributo che farà scappare i turisti
non cè alcun filo logico nellazione di
governo tra le cose promesse e quelle che si accinge a mantenere.
Cè molta vanità: dallinglese per
tutti a Sardegna fatti bella; ma non cè
una strategia che renda meno pesante la disoccupazione, che
dia sostegno alleconomia. Si punta su competizione,
coesione, occupazione, ma si costruisce un bilancio su entrate
ipotetiche (lIva al 70 per cento; gli arretrati dellIrpef
e della stessa Iva) che a poco servono se non ad appagare
ha detto ancora Licandro la sindrome da
comunicazione di buone notizie, su fatti che, in realtà,
mai si verificheranno. I numeri sono diversi, preoccupanti;
ed è preoccupante anche lautoritarismo di una
Giunta che affronta il Consiglio solo quando è
indispensabile, non credendo nel confronto e minacciando
la democrazia parlamentare.
Un giudizio positivo è
stato invece espresso dallon. Francesca Barracciu (Ds):
la manovra prosegue il percorso avviato lo scorso anno e lo
fa mettendo in campo politiche concrete ed efficaci. Forse
si poteva chiedere più attenzione su alcuni aspetti
(politiche sociali ed ambiente), ma esiste, nella manovra,
una decisa tendenza ad affrontare i nodi strutturali,
a partire dal risanamento della finanza regionale, condizione
essenziale per pensare a future politiche di sviluppo e contrastare
il declino della regione. Nella finanziaria ci sono scelte
coraggiose ha aggiunto a cominciare dalla forte
contestazione a proposito di fiscalità
nei confronti dello Stato; battaglia che, per i livelli di
mobilitazione, si sarebbe potuta anche vincere senza la cecità
del governo romano.
Il ridimensionamento delle spese
obbligatorie (nonostante la dimensione della spesa sanitaria)
ha consentito di intervenire in alcuni settori (istruzione,
sostegno delle imprese, innovazione e ricerca) che fanno presagire
una fase di sviluppo, anche perché, le leggi di finanziamento,
che da sole non bastano, si muovono dentro un piano strategico
e indicano lesistenza di una precisa linea di governo.
Tuttaltro che ottimista
sul futuro delleconomia ha detto di essere lon.
Nicola Rassu (Fi): cresce il divario fra la Sardegna e le
altre regioni, non si intravedono sviluppi in alcuni settori
decisivi. Addossare la colpa di un cammino stentato e, comunque,
in salita al governo Berlusconi è una scusa; in 20
mesi di governo la Giunta Soru non è stata capace di
affrontare i problemi di fondo e per risanare il bilancio
fatto di per sé da condividere ha scelto
la strada meno propizia, quella dei tagli ai settori produttivi.
Si è invece abbandonato a deliranti piani paesaggistici,
che incideranno negativamente sulleconomia aggravando
la situazione delle piccole e piccolissime aziende, ormai
prossime al collasso. Nessuna attenzione per lartigianato,
la cui importanza è nota (i fondi stanziati basteranno
appena per il pregresso); nessun rimedio credibile per fronteggiare
la crisi industriale, nessun intervento per salvare le imprese
agricole strangolate dai debiti con le banche. Tutto ciò
accade ha spiegato Rassu perché manca
una visione dello sviluppo dellIsola. Non solo, ma la
Giunta - consiglio-di-amministrazione non riesce a gestire
neppure lemergenza (i danni alluvionali in Ogliastra
sono lennesima prova), lontana comè dal
confronto con gli Enti locali, con le forze sociali e imprenditoriali.
Autoritarismo e decisionismo hanno annullato concertazione
e compartecipazione nelle scelte segnando un solco profondo
tra esecutivo e società sarda.
Questa manovra economica è
una remora ed un freno allo sviluppo della Sardegna; questa
Finanziaria e questo bilancio guardano ossessivamente al passato
e non rivolgono mai lo sguardo verso il futuro. Critico, lintervento
dellon. Mario Floris (Misto-UDS), che si è soffermato
sugli aspetti politici, generali, della manovra economica
e finanziaria presentata dalla Giunta. Nel merito, ha
aggiunto lex presidente dellEsecutivo e del Consiglio,
esporremo le nostre valutazioni quando esamineremo, nei dettagli,
questo documento, una manovra che non mostra nessun
segnale di cambiamento; anzi, dopo due anni di Giunta Soru
non si capisce quale sia il progetto di sviluppo proposto,
non si vede nessuna strada ben definita.
Questo Esecutivo, ha aggiunto
Mario Floris, elabora, propone provvedimenti demagogici, slegati
dalla realtà, fumosi; scelte e decisioni fatte piegando
alla volontà del singolo, le decisioni collegiali,
talvolta anche le regole fondamentali della democrazia.
Questo modo di procedere, che non appartiene alla nostra cultura
ed alle nostre tradizioni politiche democratiche avrà
effetti devastanti, perché segnerà una netta
frattura con la politica del confronto, dellascolto,
della concertazione, che ha caratterizzato le vicende regionali
anche nel recente passato, per imporre il metodo dellamministratore
delegato, che decide, senza sentire il parere degli
altri.
Un modo di concepire la vita
politica che non può essere assolutamente condiviso,
ha aggiunto Floris. Da una parte cè la politica
dellascolto e del confronto, dallaltra quella
del decisionismo e della solitudine, della prevaricazione
e dellimposizione, la negazione, quindi, di ogni
dialogo, di ogni costruttivo confronto, un inconcepibile muro
contro muro, col rischio di dare vita ad un preoccupante
processo involutivo pernicioso per la società e per
leconomia.
Che ci siano questi rischi, lo
si nota anche per le critiche e le perplessità, seppur
velate, che cominciano a trasparire negli interventi di alcuni
degli esponenti della maggioranza, ma, alle nostre aperture,
non arriva ancora nessuna risposta concreta ed anche
coloro che potrebbero spingere per un cambio di rotta,
soprattutto nelle questioni caratterizzanti dellautonomia
e dello sviluppo, preferiscono correre nel mezzo del gruppo,
al riparo ed al coperto. In questa strana, difficile
situazione ha ancora senso parlare in questAula,
esprimere valutazioni, fornire contributi, fare proposte,
portare la voce di quanti ci hanno dato il loro consenso per
rappresentare i loro bisogni, le loro istanze, le loro speranze?
ha chiesto e si è chiesto Mario Floris. In altre occasioni,
anche nel corso della discussione sulla Finanziaria dello
scorso anno, molti hanno lamentato che venissero conculcate
le prerogative dei consiglieri, che venissero posti ostacoli
al dialogo ed al confronto con le parti sociali ed economiche
isolane. Nulla è mutato, ha aggiunto Mario Floris,
il distacco tra i due diversi modi di intendere la politica
è, anzi, aumentato. Alle regole si sovrappongono,
o meglio si contrappongono, decisioni autoritarie funzionali
solo ed esclusivamente al proprio disegno. Le norme
intruse sono la testimonianza di questo modo distorto di intendere
la politica, sono un esempio di prevaricazione che sembra
caratterizzare lazione di questo Esecutivo, di questo
Presidente che hanno voluto sfidare il Consiglio e le sue
regole, costruite come un abito su misura, con
una manovra finanziaria zeppa di norme intruse, giustamente
espunte dal Presidente del Consiglio. Ma il Presidente
Soru le ha riproposte, ha rilanciato la sua sfida proponendo
un collegato di collegati, giudicato fondamentale
nella manovra attualmente allesame dellAula. Una
nuova sfida che, se lopposizione fosse stata forte e
coesa, non avrebbe avuto successo, avrebbe anzi potuto essere
un primo, ostacolo sulla strada del governo regionale. Ma
ci saranno altre occasioni per marcare le differenze, ha aggiunto
Mario Floris. Noi non abbiamo mai considerato controparte
le rappresentanze politiche, le forze economiche e sociali,
le espressioni vive della società sarda, ma le abbiamo
sempre coinvolte, e considerate compartecipi delle nostre
decisioni politiche. Un modo di intendere la concertazione,
e la politica, che non viene chiaramente condiviso da questa
attuale maggioranza, che, forte dei suoi numeri, rifugge da
ogni confronto, evita ogni dialogo. Ma se la si tira troppo
la fune si rompe e lemergere di nuovi conflitti
di interesse porta ad un progressivo allontanamento
delle stesse componenti della società sarda dal dialogo
politico. Nella attuale situazione, con una costante crescita
delle nuove e vecchie povertà, con troppi settori economici
in crisi, con una preoccupante disaffezione dei flussi turistici
nei confronti della Sardegna, con il sistema economico, in
buona sostanza, che rischia di andare per aria, non si possono
esasperare tensioni e contrasti.
Bisogna evitare ogni ulteriore
sudditanza nei confronti dellesecutivo, ha aggiunto
Mario Floris, dobbiamo impegnarci nellelaborare nuove
proposte politiche, nuovi programmi che guardino al futuro,
ma migliorino anche la situazione presente, ridando vita a
quella democrazia partecipata che è la caratteristica
principale dellautonomia, evitando le scelte e gli atteggiamenti
che rischiano di portare ad un governo privo di consenso
popolare.
Sono troppi gli episodi, le iniziative,
le proposte, le decisioni, le imposizioni di tutti i generi,
ha detto avviandosi alla conclusione Mario Floris, che dimostrano
come questa non sia più democrazia, ma un sovvertimento
delle regole, laffermazione di un potere che non è
consentito dalla nostra Costituzione,. Tutto, infatti,
è giocato sul piano delle apparenze, degli
effetti multimediali dellinformazione e della comunicazione,
della tecnologia ad essa applicata, materie nelle quali
il presidente Soru è maestro. Ovvero, i fuochi fatui.
Diversa, chiaramente positiva,
la valutazione della manovra, nel suo complesso, espressa
dallon. Elio Corda (Progetto Sardegna), il quale ha
giudicato quella allesame dellAula la migliore
tra quelle realizzabili, con le risorse a disposizione.
In tutti i casi, ha aggiunto lesponente di Progetto
Sardegna, questa manovra è di gran lunga migliore di
tutte quelle proposte dalle giunte, di centro-destra, che
si sono succedute nella precedente legislatura. Intanto, ha
aggiunto Elio Corda, si è proseguito nella strada del
risanamento dei conti pubblici; poi si sono fatte scelte strategiche
che non mancheranno di produrre effetti benefici e duraturi,
in grado di favorire un reale sviluppo del sistema socio-economico
sardo. Questa Giunta, ed i numeri ne sono la chiara dimostrazione,
ha puntato a ridurre gli sprechi ed a concentrare le risorse
disponibili, che sono ancora inadeguate, su settori strategici,
quali quello della scuola, della cultura della ricerca, della
sanità e dei servizi sociali, dellagricoltura
e delle attività produttive che hanno possibilità
di sviluppo. Scelte oculate, ha aggiunto Elio Corda, perché
si devono fare i conti con una situazione finanziaria condizionata
dalla scelte e dai mancati trasferimenti decisi dal Governo,
che penalizzano le regioni meno ricche, come è certamente
la Sardegna.
Devono essere condivise, quindi,
le scelte a favore delle capacità personali dei giovani
sardi. Puntare sulle intelligenze, sulla conoscenza
e la ricerca darà risultati di grande interesse,
farà compiere un balzo in avanti alla società
isolana, ha aggiunto Elio Corda, replicando alle accuse
mosse dagli oratori dellopposizione, perché la
cultura e la ricerca sono strumenti estremamente utili
per favorire la realizzazione di nuovi posti di lavorio.
Ma con grande attenzione sono stati anche esaminati i settori
dellimprenditoria giovanile, di quella femminile, ai
quali sono stati riservati cospicui finanziamenti; come, con
occhio particolarmente attento, sono stati approfonditi i
temi che riguardano il rilancio dellagricoltura, delle
infrastrutture, dei servizi connessi al settore primario.
Ma grande attenzione è stata riservata anche alla sanità
pubblica, ai presidi ed alle strutture ospedaliere che devono
garantire adeguata assistenza socio-sanitaria alle popolazioni
sarde; ed a questo proposito è particolarmente significativa
la decisione di completare il nuovo ospedale di Oblia, che
garantirà servizi di elevato livello alla Sardegna
del nord-est. Quindi, un giudizio decisamente positivo su
una manovra che, utilizzando al meglio i fondi comunitari,
rimetterà sicuramente in moto il processo di sviluppo
economico isolano, appesantito e rallentato dalle scelte assolutamente
sbagliate che hanno caratterizzato, al contrario, gli
anni delle giunte di diverso colore.
I giudizi positivi, avventati,
almeno per quanto riguarda lagricoltura, dellesponente
della maggioranza, sono stati immediatamente contestati
dallon. Mario Diana (AN), il quale ha ricordato allAula
che una folta rappresentanza di agricoltori dei Campidani
di Cagliari ed Oristano avevano occupato lassessorato
dellAgricoltura, proprio per contestare le mancate scelte,
le decisioni assolutamente irrazionali, del presidente della
Giunta e del suo assessore dellAgricoltura. Lesponente
di Alleanza Nazionale ha, invece, voluto ringraziare lon.
Mario Floris per aver riportato la realtà in
questAula, per aver proposto un quadro particolarmente
esauriente sulla inadeguatezza politica di questa coalizione.
Daltro canto, ha aggiunto Mario Diana, che la maggioranza
non sappia governare è provato dalla scarsa considerazione
che il presidente Soru mostra nei confronti della Finanziaria,
senza dubbio limpegno più importante per un governo.
Invece, il presidente Soru arriva in Aula quando ha tempo,
trascura il dibattito, mostra una grande superficialità
quando propone una manovra economica assolutamente povera
di argomenti, priva di temi importanti e qualificanti. Nel
collegato dei collegati è anche peggio,
ha aggiunto Diana, perché su quel documento leffimero
volteggia, non cè niente di buono neanche unopera
pia. Non una parola, infatti, sulle scelte energetiche,
non un accenno alle domande poste con interpellanze ed interrogazioni,
alle quali non viene data nessuna risposta, così come
non è prestata la minima attenzione agli altri grandi
temi che rendono difficile la situazione della Sardegna. Sul
piano energetico regionale, solo proposte demagogiche ed irreali,
il metano non arriverà certamente entro il 2009;
non sarà possibile realizzare centrali a metano di
grande potenza, perché non esistono; non una
parola sul recupero ambientale, suo piano del rifiuti urbani,
sul disinquinamento dei terreni dai pesticidi e dai nitrati;
su tutto, insomma, niente di niente. Ed a proposito del tanto
promesso, decantato, sbandierato sviluppo sostenibile, ancora
meno.
In sardi chiedono idee chiare
e linguaggio serio e corretto, ha aggiunto Mario Diana, invece
dalla Giunta non arriva nessuna proposta moderna e concreta,
in nessun comparto, per nessun settore. In ogni occasione
viene usato un linguaggio strumentale, che i sardi non vogliono
più ascoltare. Il vento, ha aggiunto Diana, sta cambiando
e la maggioranza, pur con la forza dei suoi numeri, comincia
a mostrare qualche segno di scollamento, tanto
è vero che nelle due sedute odierne per sei volte,
forse per sette, è mancato il numero legale
ed i lavori sono stati sospesi.
Rivolgendosi ai colleghi della
maggioranza, ma anche a quelli dellopposizione, Mario
Diana li ha invitati ad un maggior coraggio, nel difendere
le loro idee ed opinioni, ad evitare lappiattimento,
lo zerbinaggio, che spesso caratterizza la vita
dellAula quando Soru è presente.
Nella società si avverte un preoccupante distacco nei
confronti della politica, dei temi politici. Ecco, il Consiglio,
i consiglieri regionali devono riacquistare il loro ruolo,
se vogliono riavvicinare i cittadini alle istituzioni; se
vogliono ancora capire le loro esigenze, rappresentare le
loro istanze, i loro bisogni.
I lavori del Consiglio proseguiranno
domani mattina alle ore 10.00
* In collaborazione
con l'Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Sardegna
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