Seconda
Commissione, i consiglieri dopposizione denunciano:
Soru
non riferisce alla commissione e trasgredisce la legge
20/98
Consiglio
ignorato, siamo pronti se necessario alle dimissioni
L'On. Carlo Sanjust
(Fi)
Cagliari 22.11.2006
Se necessario anche
le dimissioni: i consiglieri di minoranza della Seconda
commissione, Politiche comunitarie, diritti civili e informazione,
accusano il Presidente della Giunta regionale di ignorare le
norme, i consiglieri e soprattutto la commissione nella sua
interezza. Lo hanno fatto nel corso di una conferenza stampa,
questa mattina: lon. Salvatore Amadu (Udc), anche nella
veste di Vice presidente, ed i consiglieri Carlo Sanjust (Fi)
e Gavino Cassano, hanno denunciato quello che definiscono il
comportamento scorretto della presidenza della Regione
che ignora tutti gli inviti a recarsi dinanzi alla Commissione
per riferire sulle materie di carattere comunitario trasgredendo
con ciò ad un preciso dettato legislativo derivante
dalla legge 20 del 1998 che prescrive che su tutti gli atti
in materia comunitaria la Giunta debba riferire al Consiglio
attraverso la Commissione e avere il necessario parere.
Ma non è solo la minoranza in seno alla commissione
a denunciare questo fatto; è tutta la commissione,
hanno detto i tre consiglieri: tanto che il presidente
Paolo Pisu ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio
regionale perchè si faccia interprete del problema.
Ne vanno di mezzo, ha sottolineato il Vice presidente Amadu,
il rapporto fra la Commissione e lesecutivo, e in
base alla risposta che avremo dalla presidenza del Consiglio
regionale siamo pronti a dare le dimissioni, e dovrebbero farlo
anche i consiglieri della maggioranza.
Ma non solo il presidente della Giunta -ha detto lon.
Carlo Sanjust- è chiamato in causa, anzi lo è
soprattutto il presidente dellAssemblea che deve tutelare
le prerogative e il ruolo dei consiglieri e di tutti gli organi
consiliari.
Per lon Cassano, tutta la commissione è stata
offesa dal presidente Soru, e sarebbe dovuta essere lintera
commissione a denunciarlo con una conferenza stampa. Se
Soru pensa che la commissione non serva allora tanto vale prenderne
atto e scioglierla.
La
Commissione Diritti civili e Politiche comunitarie incontra
i responsabili delle strutture penitenziarie
Sopralluogo
della Seconda commissione nelle case circondariali di
Iglesias e di Isili
La
Commissione presieduta
da Paolo Pisu prosegue la sua indagine conoscitiva
sullo stato del sistema penitenziario isolano
L'On. Paolo Pisu
Cagliari 18.01.2006
La Seconda commissione permanente
del Consiglio regionale, Diritti civili e Politiche comunitarie,
presieduta da Paolo Pisu, proseguendo la sua indagine conoscitiva
sullo stato del sistema penitenziario isolano, domani e venerdì
visiterà le case circondariali di Iglesias e di Isili.
La Commissione, domani, giovedì 19 gennaio, alle ore
10 sarà ad Iglesias, per incontrare il direttore dellistituto
di pena, i suoi collaboratori, i rappresentanti degli agenti
di custodia e per un accurato sopralluogo alla struttura penitenziaria.
Venerdì mattina, alle ore 10.30, la commissione Diritti
civili visiterà la colonia penale di Isili; anche in
questa occasione i consiglieri regionali incontreranno il responsabile
della struttura penitenziaria, gli educatori, i rappresentanti
degli agenti di custodia e si renderanno conto, personalmente,
delle situazioni complessive di quella struttura giudiziaria.
Illustrata
alla Seconda Commissione (diritti civili e politiche
comunitarie) la manovra finanziaria
Obiettivo
principale: ridurre l'indebitamento mantenendo invariati
gli stanziamenti per lo sviluppo
Nessun
pericolo, assicura l'Assessore Pigliaru, per i fondi
Por, la Sardegna è oltre il 100 per cento della
spesa (102%). Dall'assessore della pubblica istruzione
Pilia l'impegno sull'editoria
Cagliari 13.01.2006
Una manovra un tantino migliore
di quella del 2005, ma che si affida, per uscire dal guado,
ai risultati della vertenza con lo Stato a proposito di entrate.
Oltre semila miliardi il totale delle entrate per coprire gli
investimenti, 3.800 miliardi le entrate correnti del titolo
primo (3366 nel 2005), 70 milioni (stima che l'assessore Pigliaru
definisce "prudenziale") per l'alienazione dei beni,
qualche centinaio di milioni (428 quelle stimate) per il repulisti
delle risorse di leggi di incentivazione dimenticate nelle banche,
300 milioni che lo Stato, rifacendo i suoi conti, assegna in
più alla Regione (effetto - si chiede l'assessore - della
vertenza?), Iva calcolata al 70 per cento (era al 30 per cento
nei due anni precedenti) come richiesto e 1850 milioni messi
in freezer (sono debiti sul pregresso Irpef e sull'Iva; somme
calcolate con cautela, sulle quali non si conosce l'intenzione
del governo italiano): se arrivano, serviranno a ridurre la
somma da mutuare per sanare il disavanzo, altrimenti saranno
considerati per memoria.
Bilancio "estremamente rigido" quello che l'assessore
ha illustrato, per sommi capi, alla Seconda commissione (Diritti
civili) presieduta dall'on. Paolo Pisu; l'89 per cento delle
entrate è assorbito dalle spese correnti e sono ridotti
i margini per qualunque altra azione di promozione economica.
Ancora di più per l'obiettivo principale della manovra,
che è quello di andare avanti nel risanamento finanziario.
La Giunta tenta di far quadrare il cerchio, cercando, nonostante
tutto, di mantenere gli stanziamenti in linea con i vecchi bilanci,
quelli che avevano contribuito a indebitare la Regione.
La curva del debito - assicura Pigliaru - decresce; segno evidente
che la terapia sta facendo effetto su un organismo debilitato,
ma ancora in condizione di reagire.
Fugata anche la preoccupazione di una perdita secca del 25 per
cento dei finanziamenti Por, la cui spesa - hanno scritto i
giornali - sarebbe in forte ritardo. In realtà una previsione
del genere si fondava sul calcolo lineare. Essendosi assestata
la spesa, al 31 ottobre, sul 47 per cento, la previsione parlava
di poco più del 65 per cento a fine anno. Invece, chiusi
i conti al 31 dicembre, è risultato che la spesa media
è stata del 102 per cento. Risultato che fa dormire sonni
tranquilli.
Con l'assessore della pubblica istruzione, Elisabetta Pilia,
la Commissione si è "misurata" sugli interventi
per la promozione e il sostegno dell'editoria e dell'informazione,
settore per il quale più parti politiche chiedono maggiore
attenzione.
L'assessore fa i conti con gli spiccioli, ritenendo di per sé
un risultato aver migliorato la performance di 126 mila euro
rispetto al 2004 (ma c'è un calo di 182 mila euro nei
confronti del 2005, anno di gestione controversa, per finanziamenti
risalenti al 2004 a causa di delibere firmate in ritardo).
Per semplificare la gestione del bilancio alcuni capitoli di
spesa sono stati accorpati, cosa che genera poca chiarezza sull'assegnazione;
"non si vuol far capire dove si sta tagliando?", ha
chiesto l'on. Sanjust (FI) riprendendo l'on. Caligaris (Sdi)
per la quale "non si capiscono le assegnazioni". Dai
finanziamenti sono tagliate di nuovo fuori le testate giornalistiche
on line; colpa della legge, ha detto l'assessore; tanto vale
bypassare la norma aggiungendo, in Finanziaria (Sanjust), "le
due paroline magiche che, l'anno scorso, avevano permesso di
correggere il tiro.
L'on. Caligaris ha insistito sulla conferenza dell'informazione,
impegno preso e non mantenuto dall'assessore, che si è
ripetuta. La conferenza ("una ricognizione necessaria sul
sistema", Caligaris) questa volta si farà davvero,
probabilmente nella prossima primavera.