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XIII CONSIGLIO REGIONALE - Elezioni 2004
2^ COMMISSIONE

Seconda Commissione, i consiglieri d’opposizione denunciano:
Soru non riferisce alla commissione e trasgredisce la legge 20/98

“Consiglio ignorato, siamo pronti se necessario alle dimissioni”


L'On. Carlo Sanjust (Fi)

Cagliari 22.11.2006

“Se necessario anche le dimissioni”: i consiglieri di minoranza della Seconda commissione, “Politiche comunitarie, diritti civili e informazione”, accusano il Presidente della Giunta regionale di ignorare le norme, i consiglieri e soprattutto la commissione nella sua interezza. Lo hanno fatto nel corso di una conferenza stampa, questa mattina: l’on. Salvatore Amadu (Udc), anche nella veste di Vice presidente, ed i consiglieri Carlo Sanjust (Fi) e Gavino Cassano, hanno denunciato quello che definiscono il comportamento “scorretto” della presidenza della Regione che ignora tutti gli inviti a recarsi dinanzi alla Commissione per riferire sulle materie di carattere comunitario “trasgredendo con ciò ad un preciso dettato legislativo” derivante dalla legge 20 del 1998 che prescrive che su tutti gli atti in materia comunitaria la Giunta debba riferire al Consiglio attraverso la Commissione e avere il necessario parere.
“Ma non è solo la minoranza in seno alla commissione a denunciare questo fatto; è tutta la commissione”, hanno detto i tre consiglieri: tanto che “il presidente Paolo Pisu ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio regionale perchè si faccia interprete del problema”. Ne vanno di mezzo, ha sottolineato il Vice presidente Amadu, “il rapporto fra la Commissione e l’esecutivo, e in base alla risposta che avremo dalla presidenza del Consiglio regionale siamo pronti a dare le dimissioni, e dovrebbero farlo anche i consiglieri della maggioranza”.
“Ma non solo il presidente della Giunta -ha detto l’on. Carlo Sanjust- è chiamato in causa, anzi lo è soprattutto il presidente dell’Assemblea che deve tutelare le prerogative e il ruolo dei consiglieri e di tutti gli organi consiliari”.
Per l’on Cassano, “tutta la commissione è stata offesa dal presidente Soru, e sarebbe dovuta essere l’intera commissione a denunciarlo con una conferenza stampa. “Se Soru pensa che la commissione non serva allora tanto vale prenderne atto e scioglierla”.




La Commissione Diritti civili e Politiche comunitarie incontra i responsabili delle strutture penitenziarie
Sopralluogo della Seconda commissione nelle case circondariali di Iglesias e di Isili


La Commissione presieduta da Paolo Pisu prosegue la sua indagine conoscitiva sullo stato del sistema penitenziario isolano

L'On. Paolo Pisu

Cagliari 18.01.2006

La Seconda commissione permanente del Consiglio regionale, Diritti civili e Politiche comunitarie, presieduta da Paolo Pisu, proseguendo la sua indagine conoscitiva sullo stato del sistema penitenziario isolano, domani e venerdì visiterà le case circondariali di Iglesias e di Isili.
La Commissione, domani, giovedì 19 gennaio, alle ore 10 sarà ad Iglesias, per incontrare il direttore dell’istituto di pena, i suoi collaboratori, i rappresentanti degli agenti di custodia e per un accurato sopralluogo alla struttura penitenziaria.
Venerdì mattina, alle ore 10.30, la commissione Diritti civili visiterà la colonia penale di Isili; anche in questa occasione i consiglieri regionali incontreranno il responsabile della struttura penitenziaria, gli educatori, i rappresentanti degli agenti di custodia e si renderanno conto, personalmente, delle situazioni complessive di quella struttura giudiziaria.




Illustrata alla Seconda Commissione (diritti civili e politiche comunitarie) la manovra finanziaria
Obiettivo principale: ridurre l'indebitamento mantenendo invariati gli stanziamenti per lo sviluppo


Nessun pericolo, assicura l'Assessore Pigliaru, per i fondi Por, la Sardegna è oltre il 100 per cento della spesa (102%). Dall'assessore della pubblica istruzione Pilia l'impegno sull'editoria

Cagliari 13.01.2006

Una manovra un tantino migliore di quella del 2005, ma che si affida, per uscire dal guado, ai risultati della vertenza con lo Stato a proposito di entrate. Oltre semila miliardi il totale delle entrate per coprire gli investimenti, 3.800 miliardi le entrate correnti del titolo primo (3366 nel 2005), 70 milioni (stima che l'assessore Pigliaru definisce "prudenziale") per l'alienazione dei beni, qualche centinaio di milioni (428 quelle stimate) per il repulisti delle risorse di leggi di incentivazione dimenticate nelle banche, 300 milioni che lo Stato, rifacendo i suoi conti, assegna in più alla Regione (effetto - si chiede l'assessore - della vertenza?), Iva calcolata al 70 per cento (era al 30 per cento nei due anni precedenti) come richiesto e 1850 milioni messi in freezer (sono debiti sul pregresso Irpef e sull'Iva; somme calcolate con cautela, sulle quali non si conosce l'intenzione del governo italiano): se arrivano, serviranno a ridurre la somma da mutuare per sanare il disavanzo, altrimenti saranno considerati per memoria.
Bilancio "estremamente rigido" quello che l'assessore ha illustrato, per sommi capi, alla Seconda commissione (Diritti civili) presieduta dall'on. Paolo Pisu; l'89 per cento delle entrate è assorbito dalle spese correnti e sono ridotti i margini per qualunque altra azione di promozione economica. Ancora di più per l'obiettivo principale della manovra, che è quello di andare avanti nel risanamento finanziario. La Giunta tenta di far quadrare il cerchio, cercando, nonostante tutto, di mantenere gli stanziamenti in linea con i vecchi bilanci, quelli che avevano contribuito a indebitare la Regione.
La curva del debito - assicura Pigliaru - decresce; segno evidente che la terapia sta facendo effetto su un organismo debilitato, ma ancora in condizione di reagire.
Fugata anche la preoccupazione di una perdita secca del 25 per cento dei finanziamenti Por, la cui spesa - hanno scritto i giornali - sarebbe in forte ritardo. In realtà una previsione del genere si fondava sul calcolo lineare. Essendosi assestata la spesa, al 31 ottobre, sul 47 per cento, la previsione parlava di poco più del 65 per cento a fine anno. Invece, chiusi i conti al 31 dicembre, è risultato che la spesa media è stata del 102 per cento. Risultato che fa dormire sonni tranquilli.
Con l'assessore della pubblica istruzione, Elisabetta Pilia, la Commissione si è "misurata" sugli interventi per la promozione e il sostegno dell'editoria e dell'informazione, settore per il quale più parti politiche chiedono maggiore attenzione.
L'assessore fa i conti con gli spiccioli, ritenendo di per sé un risultato aver migliorato la performance di 126 mila euro rispetto al 2004 (ma c'è un calo di 182 mila euro nei confronti del 2005, anno di gestione controversa, per finanziamenti risalenti al 2004 a causa di delibere firmate in ritardo).
Per semplificare la gestione del bilancio alcuni capitoli di spesa sono stati accorpati, cosa che genera poca chiarezza sull'assegnazione; "non si vuol far capire dove si sta tagliando?", ha chiesto l'on. Sanjust (FI) riprendendo l'on. Caligaris (Sdi) per la quale "non si capiscono le assegnazioni". Dai finanziamenti sono tagliate di nuovo fuori le testate giornalistiche on line; colpa della legge, ha detto l'assessore; tanto vale bypassare la norma aggiungendo, in Finanziaria (Sanjust), "le due paroline magiche che, l'anno scorso, avevano permesso di correggere il tiro.
L'on. Caligaris ha insistito sulla conferenza dell'informazione, impegno preso e non mantenuto dall'assessore, che si è ripetuta. La conferenza ("una ricognizione necessaria sul sistema", Caligaris) questa volta si farà davvero, probabilmente nella prossima primavera.

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