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Debiti delle imprese agricole
Nicola Rassu: "Nessuna concreta sensibilità della Regione per i debiti delle imprese agricole e agropastorali"

Il vicepresidente del Consiglio regionale e componente della commissione agricoltura chiama in causa l'inefficienza della Regione nel programmare gli interventi concreti e mirati nel settore agricolo ed agropastorale, oggi al tracollo


Nicola Rassu (FI)

Cagliari 11.10.2007

"Non vi è alcun dubbio che in questi ultimi anni tra le cause a cui imputare il tracollo dell'agricoltura sarda ci sia la legge 44 del 1998, ma la principale è quella dell'alto costo di produzione che le nostre aziende sopportano. Infatti il gap negativo è pari 35 per cento in più sul costo della produzione rispetto a quelle del resto d'Italia". Nicola Rassu, vicepresidente del Consiglio regionale e componente della commissione agricoltura chiama in causa l'inefficienza della Regione nel programmare gli interventi concreti e mirati nel settore agricolo ed agropastorale, oggi al tracollo.
"Già dall'aprile del 2005 - spiega Rassu - ho presentato una proposta di legge, la n. 129/05, per la "Ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole sarde" con lo scopo di rilanciare lo sviluppo della piccola e media impresa agricola ed agropastorale, dando a queste la possibilità di accedere ad interventi che consentano per l'appunto la loro ristrutturazione finanziaria, permettendo - spiega Rassu - il consolidamento dei debiti contratti e la ristrutturazione, compatibilmente con la bancabilità dell'intervento, cioè l'istruttoria positiva della banca, con parere favorevole dell'assessorato dell'Agricoltura, per poi trasmettere le pratiche istruite alla commissione competente della Comunità europea per il procedimento, in osservanza alla L.R. 4/98, che interviene sulle aziende in difficoltà. Il provvedimento riguarda tutte le imprese - dice Rassu -, nessuna esclusa, sia individuali che societarie".
Rassu, propone che l'amministrazione regionale "intervenga con l'abbattimento del 64 per cento del tasso di riferimento vigente al momento dell'intervento, o in alternativa che il consolidamento possa effettuarsi al tasso di riferimento stesso, in 10 o 15 anni".
Conseguentemente alla proposta di legge, che "giace ancora in Commissione agricoltura, senza essere mai stata presa in considerazione" Rassu ha presentato alle leggi finanziarie 2006 e 2007 vari emendamenti riguardanti gli interventi sull'agricoltura richiamando il dispositivo contenuto nella proposta di legge 129/05, proponendo "un intervento di 30 milioni di euro per l'abbattimento del tasso per gli interventi di consolidamento, e lo stanziamento di altri 30 milioni di euro per intervenire sul costo di produzione dei prodotti agricoli, principalmente sul costo di produzione del latte ovino per equipararlo a quello delle altre regioni italiane, sottoponendone l'attuazione degli interventi all'approvazione della commissione competente della Comunità europea. Non bisogna dimenticare - prosegue il vicepresidente del Consiglio regionale - che la nostra Regione a Statuto speciale, ha pari dignità presso la Comunità europea delle altre nazioni europee e per questo motivo le vengono notificate tutte le leggi riguardanti il settore economico".
Prosegue Rassu: "Allora si chiede alla Giunta regionale quali iniziative sono state intraprese in questi anni per poter puntare allo stesso livello di competitività delle altre regioni italiane? Perché - continua - non si sono contrattate con Ue le azioni necessarie affinché la produzione della nostra isola venga messa al passo con quella delle altre regioni italiane facendo superare quel 35% in più che le nostre imprese pagano per produrre e che di fatto le mette fuori mercato e che non consente loro di onorare gli impegni con le banche? Sono state sentite inutilmente la banche che non possono certamente rinunciare al loro capitale investito nei prestiti".
"Ora - dice Rassu -la Regione deve anche spiegare agli allevatori ed agli agricoltori perché ha previsto nella finanziaria del 2007 (art. 21 comma 4) che gli interventi per la legge 4/98 a favore delle aziende agricole in difficoltà, fossero destinati solo a cooperative di produzione e trasformazione, escludendo di fatto le imprese familiari e le piccole aziende, che costituiscono il tessuto dell'intera economia agropastorale dell'isola come riportato dagli emendamenti da me presentati? Perché si va a Roma solo ora senza aver mai provveduto a dotarsi di uno strumento legislativo in merito concertato con l'Ue?".
"L'assessore ci dica chiaramente chi sono le aziende da agevolare e quelle che si vogliono lasciar morire".
"Aspetto ancora risposta all'interrogazione presentata nel luglio scorso - dice il consigliere di FI - per bloccare la cessione dei crediti che la Regione vanta nei confronti delle imprese a società finanziarie, che diventerebbero le padrone del capitale delle nostre aziende".
"Ma fin'ora - prosegue Rassu - nonostante i ripetuti solleciti, non si è potuto discutere questa proposta neanche in Commissione, che, malgrado la situazione disperata in cui versa il settore,non si riunisce da tre mesi a causa dell'assenza dei consiglieri della maggioranza".
"La verità è che da tre anni a questa parte la politica della Giunta regionale mira a far sparire dal mercato le piccole e micro imprese, principalmente nel settore agropastorale. Da qui la palese disattenzione per il settore (vedasi la perdita dei fondi Por, misura 4.9, 4.20, benessere animale, indennità compensativa). Loro dicono che bisogna riequilibrare la nostra economia, che vive proprio grazie alla presenza dell'agricoltura e dell'allevamento, con buona pace delle migliaia di famiglie che attualmente si trovano sul lastrico, ed alle quali non vengono date risposte concrete".


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