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ECONOMIA

La lettera a Soru con le motivazioni delle dimissioni dell’Assessore
Pigliaru: «sbagliato separare la programmazione dal bilancio»

«Il mio principale dissenso riguarda l'emendamento alla legge statutaria che prevede l'abolizione dell'Assessorato della Programmazione e il passaggio delle relative competenze direttamente in capo al Presidente»
Nei riquadri: a sinistra l'On Francesco Pigliaru. A destra Il Presidente Soru

Cagliari 28.10.2006

Egregio Presidente,

credo sia mio dovere motivare la scelta di dimettermi dall'incarico di Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, al termine di una collaborazione iniziata nel settembre 2003.
Il mio principale dissenso riguarda l'emendamento alla legge statutaria che prevede l'abolizione dell'Assessorato della Programmazione e il passaggio delle relative competenze direttamente in capo al Presidente. E' una scelta che rispetto ma non condivido: come ti è noto da tempo, considero sbagliato separare la programmazione dal bilancio.
L'elaborazione del bilancio, in un ente complesso che deve rispondere ai cittadini di una politica e di un programma di sviluppo regionale, non è una operazione ragioneristica. Il governo regionale ha il dovere di collegare con chiarezza gli obiettivi che intende perseguire alle risorse finanziarie che il bilancio stanzia per raggiungere quegli obiettivi. E' questo il senso delle più recenti riforme del bilancio che hanno istituito le funzioni-obiettivo e la riclassificazione degli elementi contabili in funzione delle strategie di sviluppo. Ed è in direzione di questa fondamentale riforma che va la legge di contabilità recentemente approvata dal Consiglio Regionale, frutto di una elaborazione e di un coordinamento congiunto delle due strutture tecniche competenti in materia di bilancio e di programmazione dell'Assessorato che ho diretto.
Lo spirito e le implicazioni organizzative di questa importante riforma, da me propugnata e approvata dalla Giunta e dal Consiglio Regionale, vengono ora sostanzialmente rimessi in discussione con la tua iniziativa. Se questo processo si interrompe la manovra di bilancio rimarrà poco trasparente e poco verificabile: senza una forte integrazione fra struttura del bilancio, programmi e indicatori di risultato sarà molto difficile per i cittadini capire come e per quali obiettivi si spendono le risorse pubbliche.
Una ulteriore e non secondaria conseguenza della tua proposta di riforma è l'accentramento dei poteri verso la figura del Presidente. La tua scelta di accelerare questo percorso mi ha sorpreso, per almeno due motivi.
Primo, in questo particolare momento della legislatura sono altre le questioni che dovrebbero avere la priorità e che richiederebbero un lavoro congiunto e una continuità organizzativa: la discussione della bozza finale del DSR, la messa a punto della prossima manovra finanziaria e di bilancio, l'imminente elaborazione del Programma Operativo Regionale a co-finanziamento comunitario, la progettazione integrata, il primo Programma Regionale di Sviluppo in corso di definizione.
Secondo, nell'attuale disegno istituzionale il Presidente ha già tutti i poteri di cui ha bisogno per guidare in modo efficace l'azione di governo in ogni suo aspetto, incluso quello della programmazione, esercitando una regia attenta e autorevole su assessori che interpretano il proprio ruolo con un ragionevole grado di autonomia.
Il problema riguarda semmai l'uso di tali poteri. Lo stile di governo adottato in questi due anni limita fortemente il ruolo istituzionale degli assessori, favorendo una eccessiva discrezionalità nelle mani di una sola persona e rendendo poco efficiente l'azione di governo in tutte le attività che richiedono pianificazione e organizzazione.
La tua richiesta di approvare immediatamente l'accorpamento in Presidenza delle competenze sulla programmazione e l'approvazione del disegno di legge sull'organizzazione regionale mi obbligano a una accelerazione del mio bilancio personale e politico entro la tua squadra di governo. Data l'importanza dei motivi che ho esposto, e poiché non sono io ad aver condotto la scelta dei tempi, non ritengo possibile né opportuno procrastinare oltre le mie dimissioni, pur nella consapevolezza - o forse proprio per la consapevolezza - delle sfide cruciali che attendono la nostra Regione e che richiedono una riflessione politica e organizzativa adeguata ai tempi.
Ti rendo atto e ti ringrazio delle tua più volte rinnovata richiesta di permanere nel mio incarico. Spero che il lavoro svolto in questi due anni ripaghi la fiducia assegnatami. L'Assessorato da me diretto ha lavorato intensamente per raggiungere risultati importanti nel risanamento delle finanze regionali e ha impostato su nuove e robuste basi tecniche la vertenza sulle entrate regionali: se l'articolo 102 della Finanziaria statale verrà approvato, la Sardegna avrà a sua disposizione risorse sufficienti per guardare con ottimismo alle proprie prospettive economiche.
Tutti gli obiettivi quantitativi di spesa dei fondi strutturali sono stati raggiunti. Allo stesso tempo, abbiamo lavorato per ottenere un miglioramento qualitativo nella spesa, collaborando con gli assessorati competenti per disegnare politiche e progetti in settori cruciali per il nostro programma, quale Master and Back per l'alta formazione.
L'impostazione data alla nuova fase della progettazione integrata, poi, ha attivato un processo capace di generare uno sviluppo locale basato su una migliorata consapevolezza da parte dei territori delle proprie reali opportunità di sviluppo.
Sono certo che vorrai garantire la continuità di tali politiche adottate dalla Giunta: nel farlo potrai sicuramente contare sulla fattiva collaborazione delle due strutture tecniche dell'assessorato, la cui competenza e dedizione ho avuto modo di apprezzare in questi due anni di lavoro comune.
Spero che la mia scelta non comprometta le ulteriori prospettive dell'azione di governo e formulo a te e a tutti gli assessori sinceri auguri di buon lavoro nella realizzazione del programma della coalizione.


Francesco Pigliaru
Cagliari, 27 ottobre 2006




La Regione sarà tra le poche regioni in grado di conseguire l'apposita premialità per il livello della spesa
A buon punto l'avanzamento della spesa sul POR Sardegna

«I tempi della Progettazione Integrata non interferiscono assolutamente con l'andamento della spesa, perché la Regione ha già rendicontato progetti sufficienti per evitare il disimpegno»
L'Assessore della Programmazione Pigliaru

Cagliari 18.10.2006
«Puntualmente, ogni anno dal 2004, verso il mese di ottobre, importanti esponenti dell'opposizione lanciano l'allarme per il presunto fallimento nella spesa dei fondi POR e per la possibile perdita di fondi. Puntualmente, anche quest'anno, saranno smentiti dai fatti».
«L'avanzamento della spesa sul POR Sardegna, infatti, è a buon punto e la Regione sarà tra le poche regioni in grado di conseguire l'apposita premialità per il livello della spesa».
Così l'Assessore della Programmazione Pigliaru risponde alle recenti accuse mosse dal centrodestra.
«Non esiste alcun pericolo di disimpegno - prosegue l'Assessore -. Le nostre previsioni sull'andamento della spesa, che si sono dimostrate ancora una volta affidabili, sono confermate dai dati ufficiali distribuiti dalla Ragioneria generale dello Stato e dalla Commissione Europea nell'incontro tenutosi ieri a Palermo con tutte le Autorità di Gestione.
Da questi dati, aggiornati al 31 agosto 2006, si evince infatti che il POR Sardegna è il secondo per percentuale di impegni (75,1%) e il primo nella performance della spesa (53,7%) tra le Regioni dell'Obiettivo 1. La stessa Commissione evidenzia, inoltre, situazioni critiche per altre Regioni ma non per la Sardegna».
Pigliaru risponde inoltre a chi ritiene che la Progettazione Integrata possa causare il rischio di disimpegno automatico: «I tempi della Progettazione Integrata non interferiscono assolutamente con l'andamento della spesa, perché la Regione ha già rendicontato progetti sufficienti per evitare il disimpegno.
Con la Progettazione Integrata, per la prima volta in Sardegna si è attivato un processo che punta sulla qualità dei progetti e su un metodo condiviso. La qualità, come è noto, ha bisogno di tempi adeguati.
In questi giorni è partita l'ultima fase del processo con la presentazione dei progetti integrati, fissata per il 20 dicembre e l'avvio dei relativi bandi entro il 31 dicembre.
Si tratta di una grande opportunità di sviluppo che conta già su 700 mln di euro a valere sul POR 2000-2006.
L'insieme degli interventi offrirà inoltre un catalogo progetti di qualità anche per la programmazione dei fondi strutturali per il 2007-2013. La Progettazione Integrata in tal modo consentirà l'opportunità di spendere bene e subito i nuovi fondi».




Rispetto al buon risultato raggiunto al 31/10/2005, supera il grado minimo per evitare il disimpegno automatico delle somme
Migliorato ulteriormente lo stato di avanzamento finanziario del POR Sardegna


Si deve anche registrare con soddisfazione l'avvio di taluni interventi propedeutici alla spendita delle risorse che dovrebbero ulteriormente incrementare il livello di spesa di alcune misure in ambiti strategici, come quelli della ricerca, della società dell'informazione, nonché dello sviluppo delle aree svantaggiate

Cagliari 2.02.2006
Lo stato di avanzamento del POR Sardegna al 31/12/2005 migliora ulteriormente rispetto al buon risultato raggiunto al 31/10/2005 e supera il grado minimo richiesto per evitare il disimpegno automatico delle somme.
Dai dati rilevati dal sistema di monitoraggio, le spese certificate al 31/12/2005 per la totalità del POR sul costo totale programmato, aggiornato nel Complemento di Programmazione a dicembre 2004, risultano essere il 47, 3%.
La migliore performance è quella del FEOGA, con il 49,3%, seguita dal FSE (48,91%), dal FESR (46,29%) e infine dallo SFOP (43,22%).

Nelle tabella seguente il quadro riepilogativo per fondo:

Fondi
Risorse disponibili da piano finanziario
A
Risorse programmate al 31/12/2005
B
Spese certificate al 31/12/2005
C
% Spese certificate al 31/12/2005
D(C/A)
FESR
2.600.980.000,00
1.713.686.621,99
1.203.919.080,34
46,29
FSE
744.428.000,00
386.725.522,59
364.119.812,42
48,91
FEOGA
837.156.000,00
658.914.453,44
412.696.809,84
49,30
SFOP
54.022.000,00
33.587.155,57
23.349.709,56
43,22
Totale POR
4.236.586.000,00
2.792.913.753,59
2.004.085.412,16
47,30

Dati particolarmente importanti sono quelli relativi all' N+2, cioè al disimpegno automatico delle somme non spese.
Come si evince dalla tabella che segue, la Sardegna ha ottenuto e superato l'obiettivo previsto per il raggiungimento dell' N+2, evitando il disimpegno delle somme.

Fondi
Domande di pagamento al 31/12/2005
A
Obiettivo N+2 al 31/12/2005
B
Grado di raggiungimento N+2 al 31/12/2005
C(A/B)
FESR
1.203.919.080,34
1.177.316.541,18
102,26%
FEOGA
412.696.809,84
412.249.047,06
100,11%
FSE
364.119.812,42
359.320.031,53
101,34%
SFOP*
23.349.709,56
22.811.708,01
102,36%
TOTALE
2.004.085.412,16
1.971.697.327,78
101,64%

Alla fine dell'anno appena concluso, l'avanzamento della spesa del POR Sardegna si colloca ai primi posti della graduatoria dei POR delle Regioni Obiettivo 1. In particolare, il dato relativo al 31 ottobre scorso pone la Sardegna al secondo posto dietro al Molise.
Il buon risultato complessivo dà una prima risposta positiva all'aggiornamento del Rapporto di valutazione intermedia consegnato dal Valutatore indipendente alla Regione Sardegna il 30 dicembre scorso e sottoposto all'attenzione del Comitato di Sorveglianza del POR. Tale rapporto, riferito ai dati certificati al 31 agosto 2005, segnalava l'esigenza di imprimere una decisa accelerazione alla spesa per poter utilizzare appieno le risorse assegnate alla regione.
In questo senso si deve anche registrare con soddisfazione l'avvio di taluni interventi propedeutici alla spendita delle risorse che dovrebbero ulteriormente incrementare il livello di spesa di alcune misure in ambiti strategici, come quelli della ricerca, della società dell'informazione, nonché dello sviluppo delle aree svantaggiate.

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